Grande successo della manifestazione svoltasi giovedì scorso in Piazza Bologna a Roma. Il circolo "Rivolta Ideale - roma piazza bologna", in piazza per promuovere l'apertura del tesseramento 2009 / 2010, al partito La Destra e per sensibilizzare i cittadini al rimborso dell'iva sulla tarsu/tia, illegittimamente applicata dal Comune di Roma, ha riscontrato grande entusiasmo ed interesse dei residenti verso il partito di Francesco Storace. "Si sono avvicinati molti cittadini interessati al partito e abbiamo sottoscritto numerose nuove tessere per il biennio 2009 / 2010" - è quanto dichiarano in una nota Michele Arnoni, segretario del III municipio e presidente del circolo di piazza Bologna e Roberto Buonasorte commissario federale per la Provincia di Roma - " a dimostrazione - continuano i due dirigenti romani - che le scelte del nostro partito e del nostro Segretario Nazionale vengono premiate dal popolo di destra e non solo".
venerdì 13 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
mercoledì 4 novembre 2009
RIVOLTA IDEALE CONTRO MARRAZZO!

Il circolo de la Destra "Rivolta Ideale - Roma Piazza Bologna", insieme ad un nutrito gruppo di militanti di "Gioventù Italiana", movimento giovanile de "La Destra", ha manifestato nel pomeriggio di Sabato 31 Ottobre a Roma, con un sit-intenutosi in Largo Goldoni cui hanno preso parte anche alcuni dirigenti capitolini del Partito, tra i quali il Commissario della Federazione Romana, Roberto Buonasorte. Scopo della manifestazione era la richiesta di indire subito le elezioni regionali del Lazio con uno striscione ironico "Sinistra in trans, Elezioni subito!" e distribuendo migliaia di volantini ai passanti. Soddisfatti i promotori dell'iniziativa, Gianluigi Limido, Segretario Romano di "Gioventù Italiana", e Francesco Ciccone, Segretario Regionale del movimentogiovanile, che annunciano altre iniziative per le prossime settimane nella Capitale sui temi della Giustizia Sociale, dell'Etica e della Morale nella Politica.
IL CIRCOLO "RIVOLTA IDEALE ROMA PIAZZA BOLOGNA" SCENDE IN PIAZZA

Giovedì 5 novembre alle ore 16.00 vi sarà un gazebo del circolo de la destra e di Gioventù Italiana, "Rivolta Ideale - roma piazza bologna", unitamente alla Federazione Provinciale Romana, in Roma Piazza Bologna angolo viale delle provincie (lato farmacia), per il rimborso dell'iva sulla tarsu/tia e tesseramento con volantinaggio. Saranno presenti il segretario del III Municipo e Presidente del Rivolta Ideale Michele Arnoni e il commissario della federazione romana Roberto Buonasorte.
sabato 19 settembre 2009
PERCHE' LOTTARE?

Sono momenti difficili, quando una Nazione si trova piangere i suoi Caduti. E’ come quando in una comunità, un quartiere, una famiglia, si litiga con una persona che qualche tempo dopo muore. Viene il pentimento, il cuore si intristisce, si pensa se vale la pena accapigliarsi se può accadere che per un nonnulla la vita finisce.
Quei ragazzi meritano l’abbraccio di un’Italia che chiede silenzio e rispetto.Ma è anche la storia, meno luttuosa per fortuna ma non meno grave, di un popolo che stringe i denti. Tremonti elogia – e fa bene – la capacità di risparmio degli italiani. Dimentica di dire che è contrapposta ancora oggi alla rapacità del fisco.Il lavoro è sempre più precario, l’Italia da Nazione si trasforma in fazione in alcune aree del Paese.Si deve lottare per bisogno di rappresentanza di chi non ce la fa più. Di chi ogni giorno le lacrime le versa perché non ha una casa e non avete idea quanti nei incontro ogni giorno. Sempre di più.
Perdonate lo sfogo, ma La Destra ha bisogno più di identità che di discussioni statutariamente corrette. Importanti, certo, ma nel perimetro di una tutto sommato piccola comunità che si può organizzare solo col tempo. All’Italia poco interessa l’articolo 12 e chissà quale comma del nostro statuto. Vuole sapere, se glielo facciamo sapere, quale capacità di rappresentanza abbiamo.Leggo siti, blog, facebook e constato discussioni che con la prospettiva dell’Italia c’entrano poco; addirittura c’è chi osa parlare di guerra – in momenti come questi, poi… – contro Tizio e contro Caio e non sa di possedere solo pistole ad acqua.
Talvolta capita di fermarsi a riflettere, anche perché da domani vorrei concentrarmi sulla relazione che dovrei svolgere al comitato centrale di sabato prossimo, e mi metto a pensare, scorrendo documenti, lettere, mail.Penso ad un’avventura iniziata con entusiasmo e che ora occorrerebbe condurre con ragione, pazienza e prospettiva.Chi voleva fare il ministro o l’assessore non doveva scegliere la Destra.Chi voleva fare la Cosa nera aveva già una o più case in cui trasferirsi.
La Destra è nata per un’intuizione, comprendendo due anni prima di altri quale sarebbe stata la fine di An. Chi non lo capisce ancora oggi, strilla a vuoto. Non c’è una centrale dell’informazione che dietro le quinte ordina ai cronisti di chiamarci La Destra di Storace. Succede per storia personale e neanche a me fa così piacere. La si finisca di scrivere autentiche sciocchezze.L’Italia ha altri problemi su cui misurare la qualità delle soluzioni. Lottare è un dovere. Perdere tempo in ciance no.
Quei ragazzi meritano l’abbraccio di un’Italia che chiede silenzio e rispetto.Ma è anche la storia, meno luttuosa per fortuna ma non meno grave, di un popolo che stringe i denti. Tremonti elogia – e fa bene – la capacità di risparmio degli italiani. Dimentica di dire che è contrapposta ancora oggi alla rapacità del fisco.Il lavoro è sempre più precario, l’Italia da Nazione si trasforma in fazione in alcune aree del Paese.Si deve lottare per bisogno di rappresentanza di chi non ce la fa più. Di chi ogni giorno le lacrime le versa perché non ha una casa e non avete idea quanti nei incontro ogni giorno. Sempre di più.
Perdonate lo sfogo, ma La Destra ha bisogno più di identità che di discussioni statutariamente corrette. Importanti, certo, ma nel perimetro di una tutto sommato piccola comunità che si può organizzare solo col tempo. All’Italia poco interessa l’articolo 12 e chissà quale comma del nostro statuto. Vuole sapere, se glielo facciamo sapere, quale capacità di rappresentanza abbiamo.Leggo siti, blog, facebook e constato discussioni che con la prospettiva dell’Italia c’entrano poco; addirittura c’è chi osa parlare di guerra – in momenti come questi, poi… – contro Tizio e contro Caio e non sa di possedere solo pistole ad acqua.
Talvolta capita di fermarsi a riflettere, anche perché da domani vorrei concentrarmi sulla relazione che dovrei svolgere al comitato centrale di sabato prossimo, e mi metto a pensare, scorrendo documenti, lettere, mail.Penso ad un’avventura iniziata con entusiasmo e che ora occorrerebbe condurre con ragione, pazienza e prospettiva.Chi voleva fare il ministro o l’assessore non doveva scegliere la Destra.Chi voleva fare la Cosa nera aveva già una o più case in cui trasferirsi.
La Destra è nata per un’intuizione, comprendendo due anni prima di altri quale sarebbe stata la fine di An. Chi non lo capisce ancora oggi, strilla a vuoto. Non c’è una centrale dell’informazione che dietro le quinte ordina ai cronisti di chiamarci La Destra di Storace. Succede per storia personale e neanche a me fa così piacere. La si finisca di scrivere autentiche sciocchezze.L’Italia ha altri problemi su cui misurare la qualità delle soluzioni. Lottare è un dovere. Perdere tempo in ciance no.
domenica 2 agosto 2009
LUIGI LIBERO!
Molto spesso il 2 agosto, anniversario della efferata strage di Bologna, ci si sofferma soprattutto (e forse giustamente!) nel ricordare che la strage non è fascista, che Luigi Ciavardini (ed anche Francesca e Valerio) è innocente.Il 2 agosto è una data infausta per il nostro “ambiente”, che ha sempre vissuto la condanna di Luigi come una condanna infame ed ingiusta, tanto da far dimenticare spesso che il 2 agosto del 1980 sono morte 85 persone innocenti!
Pertanto il mio ricordo in questo momento è rivolto alle vittime.
Ciò non toglie, però, che il mio pensiero è anche rivolto a Luigi, che in questo momento si trova in carcere a scontare una pena ingiusta. Perchè Luigi è innocente!
Occorre ricordare che Luigi è stato coinvolto nella vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, arrestato nel 1975 per stupro e omicidio!!!
Occorre inoltre ricordare che in tanti anni non è stata trovata alcuna prova schiacciante che potesse ricondurre a Luigi, non sono state ascoltate testimonianze importanti, mentre sono state ascoltate le testimonianze di persone come Angelo Izzo o Massimo Sparti, altro testimone chiave del processo (!):
"Mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito". A dirlo è il figlio di Massimo Sparti, Stefano!!!
Ciò non toglie, però, che il mio pensiero è anche rivolto a Luigi, che in questo momento si trova in carcere a scontare una pena ingiusta. Perchè Luigi è innocente!
Occorre ricordare che Luigi è stato coinvolto nella vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, arrestato nel 1975 per stupro e omicidio!!!
Occorre inoltre ricordare che in tanti anni non è stata trovata alcuna prova schiacciante che potesse ricondurre a Luigi, non sono state ascoltate testimonianze importanti, mentre sono state ascoltate le testimonianze di persone come Angelo Izzo o Massimo Sparti, altro testimone chiave del processo (!):
"Mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito". A dirlo è il figlio di Massimo Sparti, Stefano!!!
Ecco sulle testimonianze di queste persone si è basato il processo!!!
Anche il Presidente della Repubblica emerito, Francesco Cossiga, l’8 luglio dello scorso anno al “Corriere della Sera” dichiara (nuovamente) che la strage di Bologna sarebbe stata causata da un “incidente” avvenuto durante il trasporto di esplosivi da parte di terroristi mediorientali.
Ebbene, la strage di Bologna non è fascista, pertanto occorre anche cancellare la scritta che campeggia sulla targa alla stazione di Bologna, così come occorre SUBITO riaprire il processo:
è L’ora della Verita’!
LUIGI CIAVARDINI E’ INNOCENTE!
LUIGI LIBERO!
mercoledì 29 luglio 2009
27.7.09: RIVOLTA IDEALE A SOSTEGNO DELLA PROPOSTRA DI LEGGE CONTRO AL PEDOFILIA
Lunedì 27 luglio, la Destra del III municipio, con la collaborazione della Federazione provinciale romana, ha organizzato un gazzebo per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare contro la pedofilia. erano presenti tra gli altri il dirigente federale del III Municipio Michele Arnon
i e il commissario della fed
erazione Roberto Buonasorte.
i e il commissario della fed
erazione Roberto Buonasorte.






domenica 19 luglio 2009
19.7.1992 / 19.7.2009 BORSELLINO VIVE. RIVOLTA IDEALE CONTRO TUTTE LE CASTE E TUTTE LE IMMUNITA!
Il circolo territoriale de La Destra e di Gioventù Italiana del III Municipio, “Rivolta Ideale - Roma Piazza Bologna” vuole ricordare con tale manifesto quel grande uomo e magistrato, Paolo Borsellino, che combatté Cosa Nostra, nel sedicesimo anniversario del suo sacrificio.“Proprio in questa giornata di commemorazione di un grande uomo di legge, riteniamo doveroso esprimere la nostra indignazione verso quei provvedimenti cui l’attuale Governo dimostra particolare interesse e accorda incredibile priorità, quali l’immunità parlamentare (a tutela della casta).”
“L’immunità parlamentare, il sottrarsi della politica al giudizio del popolo italiano (mentre al contrario è il popolo italiano che vorrebbe essere immune rispetto a questa cattiva politica!), rappresenta un’offesa nei confronti della memoria di colui il quale per la lotta all’illegalità è caduto, nei confronti di colui il quale mai si è piegato a Cosa Nostra e alle logiche di potere della casta!”
“Onorare Paolo Borsellino significa soprattutto agire nel solco di legalità, giustizia e trasparenza da lui tracciato.”
mercoledì 8 luglio 2009
CARLO FALVELLA PRESENTE!

Chissa’ quanti italiani hanno mai sentito parlare di Carlo Falvella.Era un giovane militante del Fuan, l’organizzazione universitaria di destra, fu assassinato 37 anni fa a coltellate a Salerno.Lo ricordiamo ancora oggi perche’ la memoria e’ per noi un valore, esattamente come il sacrificio di tanti, troppi nostri ragazzi che furono assassinati per un’idea.Ha scritto Sergio Valese, nostro segretario provinciale a Salerno, queso ricordo che facciamo nostro: “Il fluire del tempo non attenua il ricordo, soprattutto in quelli che vissero la tormentata stagione degli anni di piombo, di un episodio che segnò profondamente la vita non solo dei militanti del msi-dn e delle sue organizzazioni giovanili ma, insieme ad essi, quella di una Città intera che partecipò impietrita e commossa alla tragica scomparsa di uno dei suoi figli. Ora che le passioni sono sopite, la memoria di quel sacrificio appare, se possibile, ancora più esemplare, oltre che per il suo alto valore morale, per il significato che assume sul versante dell’inutilità del ricorso alla violenza come strumento di lotta politica che serrò nella sua morsa, per un tempo che oggi appare incredibile e che durò molti anni, migliaia di giovani divisi dai colori dell’appartenenza ma, sicuramente, animati dalla volontà di costruire una società più giusta. La teoria degli opposti estremismi e la sua evoluzione nella violenza che portò fino all’orrore del terrorismo ebbe come unico risultato pratico di rimandare di un quindicennio il crollo di un sistema politico corrotto, non più in grado di garantire il Governo del Paese, distogliendo l’opinione pubblica, impaurita e rassegnata, dalle emergenze morali, economiche, sociali e politiche che l’avvolgevano: per raggiungere questo obiettivo non si esitò di sacrificare, a Destra e a Sinistra, una generazione di giovani entusiasta, che si affacciava sulla scena della politica con la volontà forte di modificarne obiettivi e contenuti, di determinare un cambiamento radicale nella società italiana. La Destra e Gioventù Italiana sostengono che sia venuto il tempo di chiudere il capitolo della guerra civile strisciante che ha diviso, in molti casi senza plausibili o sufficienti motivazioni che non affondassero le loro ragioni in anacronistici pregiudizi, innanzitutto la realtà giovanile, procedendo ad una analisi attenta e ad uno studio oggettivo, possibilmente non intriso dai paraocchi dell’ideologismo, di quegli anni difficili per ritrarne un ammaestramento contro la violenza come strumento di lotta politica e un forte rifiuto contro ogni discriminazione che comprima la libertà di espressione. A questo riguardo condividiamo l’iniziativa di una lettura comune, pur nelle differenti posizioni, di quegli anni e guardiamo con grande attenzione al tentativo di dialogo che parte dalla condivisa ripulsa della teoria della sopraffazione e della violenza. Auspichiamo solo, affinché ogni virtuoso tentativo non anneghi in una sorta di melassa di sentimentalismo fine a se stesso e scarsamente utile per lo scopo che ci si propone, che cessino anti-storiche preclusioni e si eliminino tutte le zone d’ombra che tuttora resistono bandendo le remore dei luoghi comuni che non solo non aiutano a capire la tragedia di quegli anni ma impediscono di fare chiarezza su alcuni fatti ritenuti, come tabù, verità indiscutibili e che, meriterebbero, viceversa, anche sul piano dell’accertamento giudiziario, nuovi approfondimenti: per tutti, il capitolo delle stragi. In questo contesto di positivo confronto, ricordo di aver chiesto personalmente nella qualità di dirigente politico al Comune la intitolazione di una strada a Carlo Falvella da un decennio almeno, anticipando un tema che sembra, finalmente, farsi largo: fissare, come monito, nella memoria collettiva,anche fisicamente, il nome di una giovane vita recisa dalla violenza politica. Di più, per dare maggiore forza a questo messaggio, in tempi più recenti ho rinnovato e modificato la proposta chiedendo all’amministrazione comunale di dedicare una strada della Città, in maniera bi-partisan, anche ad una vittima di quella che un volta veniva liquidata, da una cortigiana informazione, con la definizione di “opposta fazione,” perché si chiudesse, con un atto di umanità e di civile gratitudine verso le vittime della violenza e del terrorismo, un capitolo terribile della storia della nostra comunità. Rinnovo in questa occasione tale richiesta sperando che i tempi siano giudiziosamente maturi”.
domenica 5 luglio 2009
AREA METROPOLITANA, LA DESTRA ESEMPIO UNIFICAZIONE POLITICA. Di Roberto Buonasorte

«Tutti i partiti fanno un gran parlare di Area Metropolitana, di abolizione delle province, di collaborazione tra città e comuni dell'hinterland, ma in realtà non solo non fanno nulla per cambiare, ma peggio ancora continuano a coltivare i propri orticelli anche sotto l'aspetto della loro organizzazione interna. Il partito La Destra, per volontà del segretario nazionale Francesco Storace, è il primo ad aver riunificato sotto una nuova ed unica struttura, le Federazioni di Roma città e quella dei comuni della provincia. La nascita della nuova Federazione provinciale romana de La Destra, ai vertici della quale sono stati chiamati a farne parte dirigenti sia romani che della provincia, è il primo e concreto esempio di coesione politica ed amministrativa in vista della nascente Area Metropolitana». Lo dichiara in una nota Roberto Buonasorte, commissario della Federazione di Roma e dei comuni della provincia del partito La Destra «Non è più pensabile infatti che esistano campanilismi e guerre tra la capitale e il suo hinterland, soprattutto in un momento difficile come questo dove la gestione dei servizi come ad esempio le discariche o le acque devono rappresentare una opportunità nel rispetto dell'ambiente e non come gravi problemi da scaricare sull'altrui giardino - continua - Non solo ambiente, ma anche sviluppo edilizio, commerciale, infrastrutturale, non possono più essere programmati senza una forte collaborazione tra comuni contigui. Il traffico pendolare, gli orari della città, il grigiore dei quartieri dormitorio, l'immigrazione clandestina, il fenomeno dei Rom, sono solo alcuni dei drammatici problemi che angosciano le nuove generazioni e le giovani coppie, soprattutto delle periferie romane e dei comuni più vicini al Gra, ma a quanto pare il presidente della provincia Nicola Zingaretti pensa più ad usare Palazzo Valentini come sua vetrina personale per rimanere a galla nel teatrino della politica, che per rappresentare i cittadini che dovrebbe tutelare. Per questo crediamo che il partito La Destra con la riunificazione delle sue strutture sia stato molto lungimirante, ci auguriamo che anche altri seguano il nostro esempio, abbandonando la logica dell'orticello e pensando un pò più ai cittadini».
giovedì 2 luglio 2009
LA DESTRA VIVE! di Francesco Storace
La Destra vive. E' quello che mi sento di dire dopo le prime settimane seguite al trambusto post-elettorale.In giro trovo voglia di ricominciare e questo perche' probabilmente in molti hanno analizzato piu' approfonditamente i dati delle elezioni amministrative, molto migliori rispetto alle europee.Il che ci consente di rimettere la macchina in moto, ovviamente verificando situazione per situazione ogni territorio. Si tratta di lavorare con serenita', partendo dal dato che siamo ad appena i primi due anni del nostro percorso politico.Cito un solo esempio, anche se c'e' chi mi rimprovera di parlare troppo spesso del Lazio, ma e' ovviamente la regione che conosco meglio.Se ognuno fa lo stesso lavoro per la propria regione, si capiscono meglio punti di forza e di debolezza per il simbolo de La Destra.Il Lazio e' la regione dove nelle tre elezioni provinciali, Rieti, Frosinone e Latina, ci siamo presentati con il nostro simbolo, e i risultati differenti per ciascuna delle province dipendono probabilmente dalla qualita' o meno dei candidati locali nei collegi.Ma andiamo per ordine. Il Lazio e' regione che ha 3 milioni di elettori ed elettrici. La provincia di Rieti ne ha 103mila, quella di Frosinone 324mila e quella di Latina 323mila. Totale 750mila, ovvero un quarto degli elettori della regione. Calcolando i soli voti validi in termini assoluti - altrimenti dobbiamo entrare nel ginepraio degli astenuti, delle schede bianche e di quelle nulle, ma questo serve per altre riflessioni e non su quella che stiamo facendo ora - circa 14mila voti sono stati raccolti dalle liste de La Destra.E teniamo presente che ci sono state realta' dove si sono presentati candidati per piu' collegi per l'organizzazione ancora ridotta della struttura in una provincia, mentre dove siamo andati meglio c'era un candidato per collegio.14mila voti in un quarto del territorio, possono consentirci alle regionali, dove la scelta dei candidati sara' molto piu' selettiva, l'ambizione di raccoglierne almeno 60mila - in una regione che ai quattro partiti dell'autonomia ne ha dati appena 25mila alle europee - senza lasciarsi andare a ottimismi di maniera. Se poi le candidature, oltre che essere piu' rappresentative, saranno pure capaci di raccogliere consensi, l'obiettivo puo' anche essere aumentato. Con sessantamila voti, a legge vigente, nel Lazio si ottengono due consiglieri. Se si e' nella coalizione che vince e scatta il premio di maggioranza, diventano tre.E' una partita che vale la pena di giocare.La stessa situazione va analizzata per ognuna delle tredici regioni a statuto ordinario che andranno al voto. Laddove ci saranno maggiori difficolta' organizzative, penso al Nord, studieremo la formula piu' idonea per garantirci una rappresentanza comunque.Certo e' che La Destra ha carte da giocare.Sono dati che servono alla nostra riflessione interna. Leggo molti documenti, alcuni dei quali anche critici - anche con accenti di ingenerosita', ma puo' capitare - e da (quasi) tutti si possono trarre buoni spunti di decisione.Il prossimo fine settimane - l'11 e 12 luglio - l'esecutivo tornera' a riunirsi e credo che faremo bene a convocare entro la fine del mese una sessione del comitato centrale, sia per quel che riguarda il bilancio 2008 - il segretario amministrativo, Livio Proietti, e' gia' pronto - sia per la proposta politica (o le proposte) da discutere in seno al piu’ vasto organo dirigente.Sulla data del comitato centrale, decidera' l'esecutivo; l'importante e' che qualunque sara' la decisione presa, essa sia sempre spiegabile a tutti.
mercoledì 1 luglio 2009
VIGILI AGGREDITI, ROM COCOLATI: QUANDO FINIRA'?

VIGILI AGGREDITI, ROM COCCOLATI: QUANDO FINIRA’?
29 giu 2009
di Francesco Storace
A Roma i vigili sono aggrediti, i rom sono coccolati. Ed è gravissimo che l’episodio accaduto ieri - trecento rom a caccia di 8 agenti della polizia municipale, solo perché impegnati nella lotta all’abusivismo nei mercati - diventi appena un episodio di cronaca da relegare in qualche trafiletto e non solleciti l’indignazione più forte dell’amministrazione capitolina e un’autentica svolta che porti, finalmente e definitivamente, a schierarsi dalla parte di chi garantisce sicurezza e rispetto della legge e non ad adoperarsi per un’integrazione fasulla rivolta a chi non mostra di meritarla.
Domani presenterò una dettagliata interrogazione al sindaco per denunciare che già il mese scorso, nello stesso mercato, c’era stata una violenta contestazione ai vigili urbani da parte di appartenenti ai centri sociali di zona che avevano insultato pesantemente la polizia municipale a difesa dell’illegalità presente nel mercato di Porta Portese est.Nell’interrogazione elencherò una serie di episodi di violenza subiti dai vigili di Roma da parte di italiani e stranieri e davvero non c’è bisogno di cincischiare con le comunità rom, come se non bastassero i delinquenti di casa nostra.
Vogliamo sapere di ogni episodio quali sono state le conseguenze giudiziarie, perché si ha la sensazione di un lassismo assolutamente disdicevole, che disarma moralmente chi deve essere invece sostenuto nel suo presidio quotidiano a tutela della legge e dei cittadini onesti.I cittadini sono esasperati e attendono azioni concrete e non parole vuote.
29 giu 2009
di Francesco Storace
A Roma i vigili sono aggrediti, i rom sono coccolati. Ed è gravissimo che l’episodio accaduto ieri - trecento rom a caccia di 8 agenti della polizia municipale, solo perché impegnati nella lotta all’abusivismo nei mercati - diventi appena un episodio di cronaca da relegare in qualche trafiletto e non solleciti l’indignazione più forte dell’amministrazione capitolina e un’autentica svolta che porti, finalmente e definitivamente, a schierarsi dalla parte di chi garantisce sicurezza e rispetto della legge e non ad adoperarsi per un’integrazione fasulla rivolta a chi non mostra di meritarla.
Domani presenterò una dettagliata interrogazione al sindaco per denunciare che già il mese scorso, nello stesso mercato, c’era stata una violenta contestazione ai vigili urbani da parte di appartenenti ai centri sociali di zona che avevano insultato pesantemente la polizia municipale a difesa dell’illegalità presente nel mercato di Porta Portese est.Nell’interrogazione elencherò una serie di episodi di violenza subiti dai vigili di Roma da parte di italiani e stranieri e davvero non c’è bisogno di cincischiare con le comunità rom, come se non bastassero i delinquenti di casa nostra.
Vogliamo sapere di ogni episodio quali sono state le conseguenze giudiziarie, perché si ha la sensazione di un lassismo assolutamente disdicevole, che disarma moralmente chi deve essere invece sostenuto nel suo presidio quotidiano a tutela della legge e dei cittadini onesti.I cittadini sono esasperati e attendono azioni concrete e non parole vuote.
mercoledì 24 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
INTASIAMO LA MAIL DI REPUBBLICA. LA MORTE DI FRANCESCO NON è UN INCIDENTE LA MORTE DI FRANCESCO è UN OMICIDIO!

Da ieri sera sul sito de La Repubblica di Roma è presente un sondaggio su Francesco Cecchin. Il testo del sondaggio vuole raccontare che Francesco si è buttato da quel muro per sfuggire agli attivisti di sinistra, mentre la sentenza del processo ha confermato che Francesco è stato prima picchiato e poi GETTATO sotto quel muro. PER FERMARE QUESTA MENZOGNA INVIAMO UNA MAIL ALLA REDAZIONE DI REPUBBLICA DI ROMA ALL' INDIRIZZo g.cerasa@repubblica.it con oggetto: UNA MAIL PER LA VERITà SU CECCHIN testo:Gentile redattore,Francesco Cecchin non si è buttato per sfuggire agli attivisti disinistra, Francesco Cecchin è stato picchiato e poi gettato sotto quelmuro. Lo hanno ucciso per odio, lo hanno ucciso per pregiudizioideologico, lo stesso che per anni ha cercato di offuscare la veritàsu quella tragedia che sconvolse la nostra città. Per fortuna lagiuistizia ha fatto il suo corso e la sentenza del giudice hariconosciuto la verità. Per questo le chiedo di cambiare il testo delsondaggio presente da ieri sulle pagine on-line di repubblica.it allapagina di Roma, con la dicitura:"Giusto intitolare una strada a Francesco Cecchin. Tutti i cadutidella violenza di destra e di sinistra devono avere una traccia nellacittà". Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno in occasione deltrentesimo anniversario dalla morte di Cecchin, l'attivista missinoche nel 1979 a 18 anni, è stato picchiato e gettato da un muro altocinque metri da attivisti di sinistra in via Montebuono ed è decedutodopo 19 giorni di agonia.Sicuro di una sua positiva risposta, porgo Cordiali Saluti.
lunedì 15 giugno 2009
domenica 24 maggio 2009
ONORE A TUTTE LE VITTIME DELLA MAFIA: Giovanni Falcone Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992
venerdì 22 maggio 2009
mercoledì 13 maggio 2009
AD UN PASSO.....

di Francesco Storace
Ormai tutti i sondaggi ci danno a un passo dalla meta del 4 per cento. Lo sbarramento architettato contro di noi alla vigilia delle Europee si avvia a diventare inefficace. Trentamila voti o centomila a seconda dei sondaggi, è la quota che manca, in pratica un solo voto per ognuna delle sessantamila sezioni elettorali del Paese.Ormai i candidati sono tutti in campo e a parte singoli e limitati casi legati a difficoltà organizzative, anche alle amministrative siamo presenti ovunque.L’ autonomia si appresta al rush finale per entrare in Europa, a dispetto di tutte le velleità di chi voleva cancellarci. La destra non molla, la destra c’è. Ora il suo successo dipende da ciascuno di noi.
Ormai tutti i sondaggi ci danno a un passo dalla meta del 4 per cento. Lo sbarramento architettato contro di noi alla vigilia delle Europee si avvia a diventare inefficace. Trentamila voti o centomila a seconda dei sondaggi, è la quota che manca, in pratica un solo voto per ognuna delle sessantamila sezioni elettorali del Paese.Ormai i candidati sono tutti in campo e a parte singoli e limitati casi legati a difficoltà organizzative, anche alle amministrative siamo presenti ovunque.L’ autonomia si appresta al rush finale per entrare in Europa, a dispetto di tutte le velleità di chi voleva cancellarci. La destra non molla, la destra c’è. Ora il suo successo dipende da ciascuno di noi.
martedì 5 maggio 2009
05.05.1981 - 05.05.2008: Bobby Sands

"Era il cinque maggio del 1981, quando, tra le tristi mura di una prigione, si spengeva la vita di Bobby Sands, nell’imminenza del sessantottesimo giorno di sciopero della fame, indetto da lui e dai suoi militanti, in segno di protesta contro le disumane condizioni di detenzione carceraria cui erano costretti. In quei tristi giorni, che videro in sequenza le successive morti di tutti gli altri suoi camerati dell’Ira-provisionals, l’ala autonoma dell’Ira, ormai spezzata dall’interno e divisa tra loro e gli officials (la dirigenza del movimento indipendentista), il pianeta intero si fermò commosso, quasi a ricordarsi di quel giovane, in un secondo di riflessione, tra una frenesia e l’altra di quella che si apprestava a delinearsi come la decade più disimpegnata e cinica degli ultimi decenni della nostra storia. Come se millenni di tradizione e secoli di lotta, di reazione ai soprusi e al torbido colonialismo monarchico, fossero stati dimenticati da tutti: ‘ragazzacci eversivi che non avevano nulla da fare, quegli irlandesi…’ possiamo immaginare i frasari e i giudizi dei commentatori liberal e radical di ogni luogo... Nato e creciuto tra i presidi militari, in una terra, storicamente occupata dalle truppe britanniche, e colonizzata sin dai primi vagiti dell’anno mille, Bobby era un ragazzo, semplice, amico di tutti e molto gioviale. Lo stato di cose, l’arroganza degli orange (dei filo britannici), la vile prepotenza dei militari, le disposizioni speciali, le risse e gli atti di intolleranza etnica e religiosa, lo portarono col tempo a capire che non poteva esistere un’Irlanda così, non poteva esistere una terra, nata libera, ma resa schiava, in cui diventava pericoloso anche uscire di casa. Non era giusto: non stiamo qui a disquisire o a prendere difese del cattolicesimo, che, in ultima istanza è probabilmente e paradossalmente il primo vero responsabile del disastro e della frammentazione dell’Europa, sempre più indebolita, sin dal medioevo, da contrasti nazionali e regionali, creati più o meno spontaneamente dalla chiesa. Quello che sappiamo è che Bobby e la sua famiglia erano irlandesi e cattolici, come molti altri irlandesi del nord, e che solo per questo, non erano visti di buon occhio. Ciò che si nascondeva dietro un velo di religiosità, era in realtà un sentimento che andava a finire nell’aspetto politico, e che si trascinava a sè ruggini ed odio feroce da almeno sei secoli: l’indipendenza dell’Irlanda, quale nazione autonomamente determinata, forte di etnia (celtico-gaelica) e lingua (gaelica) sue legittime, era stata ottenuta con il sangue, solo parzialmente. L’arroganza della corona britannica, tradizionalmente sanguinaria e assassina, non aveva fine...
Una libertà mai concessa, e sempre osteggiata, e non solo negli anni duri della repressione tatcheriana, ma anche in quelli più mesti e parimenti dolorosi delle apparenti distensioni laburiste. Il sacrificio indipendentista di Bobby Sands non va dimenticato, e a ventisette anni dalla sua epifania, non può e non deve assolutamente scalfire la sua enorme portata etica: valori come la nazione, la famiglia, la comunità, l’appartenenza, l’identità si vanno via, via spegnendo tra le nuove generazioni, vittime del cancro internazionalista e capitalista, mercificatore di anime e di spiriti che da ribelli diventano schiavi, se non lo erano già..."
domenica 3 maggio 2009
EUROPEE SENZA PARACADUTE. PER NESSUNO!

di Francesco Storace
Si parte; finalmente si parte con le nostre liste che i delegati stanno consegnando in queste ore alle Corti d’Appello competenti per ciascuna delle cinque circoscrizioni elettorali europee.
La coalizione che vede questa nostra bella Destra protagonista di un’aggregazione all’insegna dell’autonomia, è nata contro ogni logica di casta. E lo testimonia il lavoro di compilazione delle liste elettorali.Quattro forze politiche, oltre a noi l’Mpa di Raffaele Lombardo, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo, l’Alleanza di Centro di Francesco Pionati, chiamate ad esprimere 72 candidature. Sulle 18 che La Destra avrebbe potuto inserire – il 25% - ne abbiamo ottenute, per radicamento e riconoscimento dei nostri alleati, oltre il 33 per cento, ovvero 25, di cui sette donne.
Ma la questione più importante, di fronte alle leggi che impongono liste bloccate e ai comportamenti di chi propone liste semibloccate con i candidati da eleggere che già si conoscono, l’abbiamo voluta mettere in campo proprio noi, con questi nostri coraggiosi alleati.Saremo tutti, senza paracadute, candidati in ordine alfabetico. Persino Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, sarà in lista osservando questo criterio…Abbiamo scelto di combattere alla pari assieme a tutti gli altri candidati, ciascuno porterà la pietra al cantiere per raggiungere un obiettivo sempre più a portata di mano, il superamento dello sbarramento del 4% nel nome dell’autonomia e della libertà dai condizionamenti.
Io correrò in due circoscrizioni e l’alfabeto mi consegna l’ultimo posto della lista nordoccidentale – Val D’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia – e il penultimo della lista meridionale – Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Campania – e lo farò con l’entusiasmo di un militante che corre alla pari di tutti gli altri, magari confidando sullo spirito comunitario del nostro popolo.
Nella circoscrizione del nord-ovest, e ricordo che in tutta Italia si potranno esprimere tre preferenze, La Destra esprime 7 candidati su 19.Oltre a me ci sono i segretari regionali della Lombardia, Alberto Arrighi – baciato dall’alfabeto al primo posto… potremmo dire che è una lista di destra dal primo all’ultimo… - del Piemonte Giuseppe Lonero, della Liguria, Massimiliano Mammi. E ancora: dal Piemonte Rosalia Grillante e dalla Lombardia Leila Nur ed Eliana Farina.
Nella circoscrizione del nord est (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto) i candidati espressi da La Destra sono quattro su tredici: i veneti Paolo Patelmo e Paolo Scaravelli e dall’Emilia la segretaria regionale Anna Montella e Paolo Rossi.
Nella circoscrizione del centro Italia, Lazio Marche Umbria e Toscana, la Destra schiera la metà dei quattordici candidati a disposizione, a partire dal presidente Teodoro Buontempo. Dall’Umbria il consigliere regionale Aldo Traccheggiani, dalla Toscana il consigliere comunale di Massa, Stefano Benedetti e dalle Marche Francesca Cantalamessa. Altri tre candidati provengono dal Lazio: Graziano Cecchini, “il futurista di Fontana di Trevi”, Maurizio Brugiatelli e Monica Nassisi.
Nel sud, assieme a me concorrono 6 candidati su 18: Claudia Pagliariccio, unica candidata abruzzese della lista dell’autonomia, in Puglia, da Brindisi, il consigliere provinciale Enzo Balestra, in Calabria, il consigliere provinciale di Catanzaro Andrea Lorenzo e dalla Campania, in provincia di Avellino, Eugenio Lettieri e, consentitemi una citazione particolare, da Napoli Sergio Rastrelli, figlio di uno dei più amati governatori della regione.
Nelle isole, dove i candidati al massimo sono otto, la bandiera del partito è nelle mani del vicesegretario nazionale ed europarlamentare uscente Nello Musumeci.
Aiutiamoci tutti in questa grande battaglia di libertà. Usiamo le tre preferenze in ogni territorio per dimostrare quanti voti avranno portato gli elettori de La Destra per il successo della coalizione. E dall’anno prossimo saremo anche determinanti in tutte le regioni che si rinnoveranno.E’ il caso di dire davvero: buona Destra a tutti!
mercoledì 29 aprile 2009
martedì 28 aprile 2009
Roma: il “futurista” Cecchini, accolgo la condanna con gioia e mi candido con Storace

ROMA: IL ‘FUTURISTÀ CECCHINI, ACCOLGO CONDANNA CON GIOIA E MI CANDIDO CON STORACE = ‘CHIEDERÒ AL MIO AVVOCATO DI SCONTARE GLI 8 MESI E IL 1 MAGGIO INVITO IL GIUDICE AL BUS DEI DIRITTI A P. VENEZIÀRoma, 27 apr. - (Adnkronos) - «Questa condanna mi fa sciogliere l’ultima riserva che avevo per decidere della mia candidatura alle europee: correrò per la lista di Storace e Lombardo nel collegio del Nordest. Sarà una rivoluzione arancione». Così Graziano Cecchini, ‘assessore al Nullà nella giunta di Sgarbi a Salemi, commenta con l’ADNKRONOS la sua condanna a otto mesi di reclusione per interruzione di pubblico servizio, inflitti dal giudice Tiziana Gualtieri per l’episodio del 16 gennaio dello scorso anno, quando l’artista futurista fece scendere dalla scalinata di Trinità dei Monti, circa 500 mila palline colorate. «Apprendo con grande gioia la notizia di questa condanna -aggiunge Cecchini- perchè mi fa capire ancora di più la necessità di impegnarmi per la vera giustizia. Anzi, chiederò al mio avvocato di poter scontare questi 8 mesi e vorrei vedere in faccia anche questo giudice che me li ha inflitti. Di giudici -dice- stando in Sicilia, ne conosco tanti che fanno il proprio dovere e si occupano di cose serie. Quanto all’interruzione di pubblico servizio, a Roma l’unico blocco lo ha fatto per anni la gestione veltroniana». «Avendo lanciato 500 mila palline -rimarca l’artista che colorò di rosso la Fontana di Trevi- ho dimostrato di avere gli attributi. Il primo maggio -anticipa quindi Cecchini- sarò in Piazza Venezia, a Roma, con un pulmann rosso per manifestare in favore dei diritti umani. Invito il giudice a farsi una passeggiata…»
domenica 26 aprile 2009
ENERGIA NUCLEARE E FONTI RINNOVABILI. RIFLESSIONI
Mentre in Italia si parla far tornare il paese al nucleare (senza una preventiva consultazione popolare, su materia che è stata oggetto di un referendum e proprio perché i cittadini si pronunciarono sarebbe opportuno farli tornare alle urne), ovunque si scopre la varietà delle fonti di energia pulita, che possono assicurare le risorse necessarie per far fronte ai bisogni di consumo energetico. L’investimento verso le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, solare, geotermico) ha anche l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e di avere energia alternativa a tempi brevi, mentre per il nucleare occorreranno decenni prima che ci sia una ricaduta sul quotidiano consumo dei cittadini. D’altra parte, nel mondo abbiamo 439 impianti nucleari, che producono il 5% dell’energia che consumiamo. Per avere dei benefici gli impianti nucleari dovrebbero coprire il 20% della produzione, dovremmo così costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. E oggi si combatte ancora con il problema (irrisolto da 60 anni ed irrisolvibile) di come trasportare e stoccare le scorie. Inoltre, l’agenzia internazionale per l’energia atomica dichiara che vi sarà carenza di uranio tra il 2025 e il 2035 e, come avviene oggi per il petrolio, dato che tutti lo ricercheranno diventerà sempre più costoso e provocherà guerre civili. Esiste poi un altro problema: l’acqua! In Francia, ove l’energia nucleare prodotta è pari al 70%, quasi il 40% di tutta l’acqua consumata in un anno serve a raffreddare i reattori nucleari. Se non vi è abbastanza acqua per raffreddarli, i reattori nucleari diminuiscono la loro produzione di elettricità. E noi in Italia (con il problema siccità) dove troveremo l’acqua per raffreddare gli impianti? Le grandi rivoluzioni economiche storicamente accadono quando l’umanità cambia il modo di produrre l’energia, pertanto, non ci resta che aprire le porte a quella che gli economisti chiamano la terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili. Chiudo con le parole dell’economista Jeremy Rifkin: “L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili, ci sono così tante energie rinnovabili nel vostro Paese. Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo…avete molta più energia di quella che vi serve...Non la state usando io non capisco…”.Michele Arnoni, dirigente nazionale la Destra, candidato al III collegio provinciale di Cosenza centro.venerdì 24 aprile 2009
TRE BUONE RAGIONI PER NON DIRMI ANTIFASCISTA!
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2009/04/libero-24-4-09.pdfLEGGERE L'ARTICOLO DI MARCELLO VENEZIANI PUBBLICATO IN DATA 24 APRILE 2009 SU LIBEhttp://www.storace.it/wp-content/uploads/2009/04/libero-24-4-09.pdfRO
giovedì 23 aprile 2009
IL 25 APRILE, LE CHIACCHIERE DI AN…

di Francesco Storace
La prova provata che ogni anno c’è una data assolutamente strumentale alle convenienze politiche più che alle convinzioni ci viene anche da questo 2009.Sul 25 aprile è in scena un balletto ipocrita con molti attori. Da una parte la solita sinistra, molto veloce a dimenticare i crimini commessi a guerra abbondantemente finita nel nome della Resistenza – Giampaolo Pansa, e non solo lui, ci offrono innumerevoli esempi in tal senso – ma ci siamo abituati.Ora ci si mettono anche quelli che di sinistra non sono.
Berlusconi, ad esempio, quando dice che non intende lasciare alla sinistra una festa di tutti, ammette con straordinario candore che evidentemente non è di tutti e che per oltre sessanta anni – 14 anche quelli passati da lui in politica – è stata celebrata più con le bandiere rosse che con quelle tricolori.Se il presidente del Consiglio partecipa a manifestazioni ufficiali non trovo nulla da dire. E’ normale. Ma se lo fa in silenzio, è un silenzio che parla. Se parla deve stare attento a quello che dice. E’ curioso che debba far sapere che decida all’ultimo momento dove andare. Evidentemente temeva che qualcuno la festa volesse farla a lui. Festa di tutti?
Per quel che mi riguarda ho deciso da tempo di partecipare all’iniziativa di solidarietà che per quel giorno ha promosso Gioventù Italiana a L’Aquila, dove saranno portati aiuti e potrò finalmente abbracciare i nostri militanti che si sono trovati nell’inferno del terremoto a trascorrere ore terribili.
Ma l’ipocrisia più grande arriva dagli uomini che vengono da Alleanza nazionale e più precisamente dal Msi.Nessuno chiede loro di indossare la camicia nera; sarebbe ridicolo pretenderlo. Nessuno chiede loro di esaltare il fascismo; tutti conosciamo il valore della democrazia. Ma adesso inneggiano in maniera sfrenata all’antifascismo. Succede di cambiare opinione, è possibile. Ma qualche domanda va posta a chi per trent’anni ci ha fatto credere assolutamente il contrario.Per la precisione almeno una domanda, a cui attendiamo risposta soprattutto da chi vuole aderire al Partito popolare europeo: se sono sinceri, se credono in quello che dicono, perché si trascinano appresso simboli e beni del Msi?
Al ministero dell’Interno hanno detto no alla presenza della fiamma nel nostro simbolo. Curioso: quella fiamma ha accompagnato ogni nostra candidatura in tutta la nostra vita politica. La decisione del Viminale – di cui abbiamo preso atto - nasce dal deposito del simbolo di An anche se An non si presenta alle elezioni.Ovviamente, agiremo in sede penale perché è la seconda volta, la prima fu lo scorso anno, che An deposita un simbolo con cui non si presenta alle elezioni al solo scopo di impedire la presentazione di altri, e questo è vietato dalla legge elettorale.
Ma il problema non è solo questo. An ha deciso di chiudere con una storia. Era considerata la storia del neofascismo italiano, anche se in quella storia c’erano fior di democratici che il fascismo nemmeno l’avevano conosciuto.Ora An ha fatto di più (di peggio?). Dice di essere antifascista. E perché si trascina il simbolo del Msi?Si dice che in ballo ci siano decine di miliardi di euro di patrimonio immobiliare che dal Msi proviene. Erano soldi donati da chi credeva in altre cose rispetto a quelle in cui oggi dice di credere l’onorevole Fini. Faccia un gesto, il presidente della Camera: non speculi su quei quattrini, si limiti a farlo sul 25 aprile, dia quelle centinaia di appartamenti alla povera gente.Non li vogliamo noi, li faccia dare a chi ne ha bisogno.Solo così potremo apprezzarne la sincerità. Altrimenti è solo ipocrisia.
La prova provata che ogni anno c’è una data assolutamente strumentale alle convenienze politiche più che alle convinzioni ci viene anche da questo 2009.Sul 25 aprile è in scena un balletto ipocrita con molti attori. Da una parte la solita sinistra, molto veloce a dimenticare i crimini commessi a guerra abbondantemente finita nel nome della Resistenza – Giampaolo Pansa, e non solo lui, ci offrono innumerevoli esempi in tal senso – ma ci siamo abituati.Ora ci si mettono anche quelli che di sinistra non sono.
Berlusconi, ad esempio, quando dice che non intende lasciare alla sinistra una festa di tutti, ammette con straordinario candore che evidentemente non è di tutti e che per oltre sessanta anni – 14 anche quelli passati da lui in politica – è stata celebrata più con le bandiere rosse che con quelle tricolori.Se il presidente del Consiglio partecipa a manifestazioni ufficiali non trovo nulla da dire. E’ normale. Ma se lo fa in silenzio, è un silenzio che parla. Se parla deve stare attento a quello che dice. E’ curioso che debba far sapere che decida all’ultimo momento dove andare. Evidentemente temeva che qualcuno la festa volesse farla a lui. Festa di tutti?
Per quel che mi riguarda ho deciso da tempo di partecipare all’iniziativa di solidarietà che per quel giorno ha promosso Gioventù Italiana a L’Aquila, dove saranno portati aiuti e potrò finalmente abbracciare i nostri militanti che si sono trovati nell’inferno del terremoto a trascorrere ore terribili.
Ma l’ipocrisia più grande arriva dagli uomini che vengono da Alleanza nazionale e più precisamente dal Msi.Nessuno chiede loro di indossare la camicia nera; sarebbe ridicolo pretenderlo. Nessuno chiede loro di esaltare il fascismo; tutti conosciamo il valore della democrazia. Ma adesso inneggiano in maniera sfrenata all’antifascismo. Succede di cambiare opinione, è possibile. Ma qualche domanda va posta a chi per trent’anni ci ha fatto credere assolutamente il contrario.Per la precisione almeno una domanda, a cui attendiamo risposta soprattutto da chi vuole aderire al Partito popolare europeo: se sono sinceri, se credono in quello che dicono, perché si trascinano appresso simboli e beni del Msi?
Al ministero dell’Interno hanno detto no alla presenza della fiamma nel nostro simbolo. Curioso: quella fiamma ha accompagnato ogni nostra candidatura in tutta la nostra vita politica. La decisione del Viminale – di cui abbiamo preso atto - nasce dal deposito del simbolo di An anche se An non si presenta alle elezioni.Ovviamente, agiremo in sede penale perché è la seconda volta, la prima fu lo scorso anno, che An deposita un simbolo con cui non si presenta alle elezioni al solo scopo di impedire la presentazione di altri, e questo è vietato dalla legge elettorale.
Ma il problema non è solo questo. An ha deciso di chiudere con una storia. Era considerata la storia del neofascismo italiano, anche se in quella storia c’erano fior di democratici che il fascismo nemmeno l’avevano conosciuto.Ora An ha fatto di più (di peggio?). Dice di essere antifascista. E perché si trascina il simbolo del Msi?Si dice che in ballo ci siano decine di miliardi di euro di patrimonio immobiliare che dal Msi proviene. Erano soldi donati da chi credeva in altre cose rispetto a quelle in cui oggi dice di credere l’onorevole Fini. Faccia un gesto, il presidente della Camera: non speculi su quei quattrini, si limiti a farlo sul 25 aprile, dia quelle centinaia di appartamenti alla povera gente.Non li vogliamo noi, li faccia dare a chi ne ha bisogno.Solo così potremo apprezzarne la sincerità. Altrimenti è solo ipocrisia.
lunedì 20 aprile 2009
domenica 19 aprile 2009
TONY AUGELLO PRESENTE!

Il 19 aprile di nove anni fa si spegneva lo storico consigliere comunale e sindacalista Tony Augello. Esempio di buona politica.
L'indirizzo politico di Tony:
"Non credo nella politica condotta contro qualcuno, ma per qualcuno: per la comunità nazionale, per la comunità cittadina, per i lavoratori, per i più deboli, per i giovani, per gli anziani, per le famiglie...".
L'indirizzo politico di Tony:
"Non credo nella politica condotta contro qualcuno, ma per qualcuno: per la comunità nazionale, per la comunità cittadina, per i lavoratori, per i più deboli, per i giovani, per gli anziani, per le famiglie...".
sabato 18 aprile 2009
UGO VENTURINI PRESENTE!
venerdì 17 aprile 2009
ONORE A GIANO ACCAME. Di Francesco Storace

di Francesco Storace
Sono stato a casa di Giano Accame e ho provato una fortissima stretta al cuore nel vederlo in quella bara, in camicia nera. Un grande uomo libero dal quale non poter più imparare nulla.Resta nella storia della nostra cultura.Resta di lui una splendida famiglia, una donna forte che lo ha amato per cinquant’anni, la fierezza nello sguardo di Nicolò e delle sue sorelle.Sono stato redattore al Secolo d’Italia con la sua direzione. Un periodo di enorme formazione per me e per tanti di noi. Momenti anche di straordinario conflitto e passione, come si conviene agli spiriti liberi.
Ricordo anche il memorabile Giano dell’Hilton, autenticamente offeso dopo le incredibili conversioni di Fini a Gerusalemme. E davvero poco importa se negli ultimi tempi aveva ripreso relazioni con parti politiche da cui eravamo distanti. La libertà di questo grande intellettuale della destra non l’avrebbe potuta imprigionare nessuno.Rispettato da tutti, sinistra compresa.
Saremo in tanti, credo, al suo funerale, domani mattina a Roma.Glielo dobbiamo, tristi per la sua scomparsa. 81 anni vissuti appassionatamente, sciabolando di qua e di là, con la superba umiltà di chi con la parola sapeva donare cultura anche ai più umili.No, non si vantava dei libri che aveva scritto e letto; era felice quando incrociava la fierezza.Abbraccerà Peppe Dimitri e da lassù veglierà su tutti noi.
Sono stato a casa di Giano Accame e ho provato una fortissima stretta al cuore nel vederlo in quella bara, in camicia nera. Un grande uomo libero dal quale non poter più imparare nulla.Resta nella storia della nostra cultura.Resta di lui una splendida famiglia, una donna forte che lo ha amato per cinquant’anni, la fierezza nello sguardo di Nicolò e delle sue sorelle.Sono stato redattore al Secolo d’Italia con la sua direzione. Un periodo di enorme formazione per me e per tanti di noi. Momenti anche di straordinario conflitto e passione, come si conviene agli spiriti liberi.
Ricordo anche il memorabile Giano dell’Hilton, autenticamente offeso dopo le incredibili conversioni di Fini a Gerusalemme. E davvero poco importa se negli ultimi tempi aveva ripreso relazioni con parti politiche da cui eravamo distanti. La libertà di questo grande intellettuale della destra non l’avrebbe potuta imprigionare nessuno.Rispettato da tutti, sinistra compresa.
Saremo in tanti, credo, al suo funerale, domani mattina a Roma.Glielo dobbiamo, tristi per la sua scomparsa. 81 anni vissuti appassionatamente, sciabolando di qua e di là, con la superba umiltà di chi con la parola sapeva donare cultura anche ai più umili.No, non si vantava dei libri che aveva scritto e letto; era felice quando incrociava la fierezza.Abbraccerà Peppe Dimitri e da lassù veglierà su tutti noi.
giovedì 16 aprile 2009
GIANO ACCAME, GRANDE LUTTO PER LA CULTURA ITALIANA

La camera ardente, allestita presso la casa-studio di Giano Accame in Lungotevere dei Mellini 10 a Roma, verra' aperta questo pomeriggio a partire dalle 15. I funerali si svolgeranno sabato prossimo 10.30 a Roma, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro romano.Pensatore ''eretico'' della destra, ''fascista di sinistra'', uno degli intellettuali 'storici' della destra italiana, l'intellettuale che voleva unire destra e sinistra sull'idea di patria, il pioniere del dibattito sulla repubblica presidenziale, il primo intellettuale di destra ad avere posizioni filoisraeliane, pensatore ''scomodo'' grande studioso del poeta statunitense Ezra Pound: sono alcune delle definizioni che sono state date di Accame.Da vero ''irregolare'' del panorama politico e culturale di destra, Giano Accame ha ricoperto ruoli diversi nella sua lunga vita: dalla sua collaborazione con ''Tabula Rasa'', fucina di pensatori della destra, a inviato del settimanale "Il Borghese" dal 1958 al 1968; per sedici anni direttore del settimanale "Nuova Repubblica", che faceva capo al repubblicano Randolfo Pacciardi, e direttore del quotidiano "Il Secolo d'Italia", organo del Msi, tra il 1988 e il '91. Ha pubblicato diversi libri che hanno sempre suscitato dibattito a destra e letti con attenzione a sinistra: ''Socialismo tricolore'' (1983) con Editoriale Nuova, poi con Settimo Sigillo ''Il fascismo immenso e rosso'' (1990), ''Ezra Pound economista, Contro l'usura'' (1995), ''La destra sociale'' (1996), ''Il potere del denaro svuota le democrazie'' (1998). Nel 2000 con Rizzoli Accame ha pubblicato 'Una storia della Repubblica'': un'opera, avvertiva l'editore, non basata sul conformismo e sul politicamente corretto, ma raccontata con un'interpretazione fuori dai vecchi schemi, spesso critica ma sempre obiettiva e rigorosamente documentata. In pochi mesi il volume fu ristampato piu' volte e poi apparve anche in edizione tascabile Bur Rizzoli. Accame nasce a Stoccarda il 30 luglio 1928 da madre tedesca, Elisabeth von Hofenfels, mentre il padre e il nonno furono ammiragli e gli antenati piccoli armatori di Loano (Savona). Il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione, ad appena 17 anni, Accame si arruolo' nella marina militare della Repubblica sociale italiana, ammirando la Decima Mas. La sua adesione alla Rsi duro' lo spazio di un mattino, perche' alla sera fu catturato dai partigiani a Brescia. Nel 1946 si iscrisse a Genova al Fronte degli Italiani, organismo poi confluito nel Msi, di cui creo' le prime sezioni nella riviera ligure ed e' stato dirigente regionale e nazionale. Nel 1956 lascio' il Movimento sociale italiano, stanco di polemiche interne e per impegnarsi di piu' con il giornalismo, sua futura professione, nelle polemiche culturali. Da qui la collaborazione, con altri intellettuali gia' stanchi del partito, con ''Tabula Rasa''.Nel 1956 inizio' la professione come capo della redazione toscana del settimanale ''Cronaca italiana''. Nel 1958 passo' a ''Il Borghese'', da cui si dimise nel 1968 per contrasti sulla contestazione giovanile. Segretario del Centro di vita italiana presieduto da Ernesto De Marzio, organizzo' a Roma due incontri internazionali di scrittori di destra. Nel1964 dirisse il settimanale ''Folla'', poi, ''Nuova Repubblica'', organo del movimento presidenzialista del repubblicano Randolfo Pacciardi, l'Unione democratica per la nuova Repubblica, di cui divenne segretario nazionale. Come stretto collaboratore di Pacciardi, Accame fu anticipatore, durante gli anni Sessanta, del dibattito sulla repubblica presidenziale.Dal 1969, come inviato ed editorialista de ''Il Fiorino'', Giano Accame si specializzo' in giornalismo economico e collaboro' agli ''Annali dell'economia italiana'' di Epicarmo Corbino. Tra la fine del 1988 e il 1991 ricopri' l'incarico di direttore del ''Secolo d'Italia''. Ha collaborato con diverse riviste, tra le quali ''L'Italia settimanale'', ''Il Sabato'', ''Lo Stato'', ''Pagine Libere'', ''Letteratura - Tradizione'', ''La Meta Sociale'' e ''Area'', ma anche con diversi quotidiani come ''Il Tempo'', ''Lo Specchio'' e ''Vita''.
STEFANO E VIRGILIO MATTEI PRESENTI!

Era la notte tra il 15 e 16 aprile ’73, nella casa popolare dove abitava Mario Mattei, il netturbino che osava fare il segretario del MSI della sezione Giarabub di Primavalle a Roma, quartiere che doveva essere e restare rosso, quando divampò un incendio, appiccato da una tanica di benzina riversata sotto l’uscio. Mario Mattei con la moglie e quattro figli riuscirono a scamparla,VIRGILIO e STEFANO no. (Virgilio e Stefano, 22 e 8 anni, il più grande e il più piccolo dei sei figli).I pompieri li trovarono carbonizzati e abbracciati vicino la finestra che non erano riusciti a scavalcare.Vennero accusati per la strage tre militanti di Potere Operaio: M. C., A. L. e M. G.; nel giudizio di primo grado i tre vennero assolti per mancanza di prove… mentre il pm Domenico Sica aveva chiesto come pena l’ergastolo!La polizia lavorò subito sull’ipotesi dell’autodistruzione, in quanto le vittime possono solo essere di sinistra e i carnefici solo fascisti. L’ipotesi è la seguente: o quei missini scalmanati stavano preparando una bomba o avevano preso fuoco le vernici e solventi da imbianchino che il capo famiglia teneva nella camera dove dormivano STEFANO e VIRGILIO.I vendicatori del popolo erano dei signorini che avevano studiato greco al liceo classico, il loro nemico di classe un monnezzaro che aveva fatto solo la scuola dell’obbligo! Il 6 Settembre 1975, i tre imputati per la stage di Primavalle, vengono ignobilmente assolti. In un altro processo (20 dopo), verranno riconosciuti colpevoli, ma in carcere finì solo A. L., gli altri due scapparono in Svizzera, dove dicono che tuttora facciano i latitanti di lusso e nessuno li cerca. Ma tanto, "uccidere un fascista non è reato", e sui giornali si leggevano gli inviti a "chiudere le sedi dei fasci con il fuoco......"Elemento curioso, indice di quanto sia difficile ancora oggi parlare di certi argomenti, è che in rete sui fratelli Mattei in RETE esistono solo dei fantasiosi racconti che "informano" come in realtà il loro martirio sia stato provocato dai soliti fascisti... veramente dopo 35 anni pensavamo che un filo di onestà intellettuale ci fosse, purtroppo ci siamo sbagliati.
GIUSTIZIA PER STEFANO E VIRGILIO MATTEI
domenica 12 aprile 2009
BUONA PASQUA!

di Francesco Storace
E’ una Pasqua di dolore e tutti abbiamo il cuore gonfio di dispiacere per quanto successo in Abruzzo. Ma abbiamo anche visto di che straordinaria e appassionata mobilitazione è capace il popolo italiano. Sono questi i momenti in cui siamo orgogliosi di appartenere a questa comunità nazionale.
Pasqua di speranza, quindi, anzitutto per chi ha perso i propri cari, i propri beni e che deve poter riprendere il cammino della vita. Noi saremo al loro fianco anche quando i riflettori saranno spenti: ci ripromettiamo di andare presto in regione, a verificare se alle promesse – che comunque apprezziamo – seguiranno i fatti – che temiamo….
A tutti voi, amici del blog, voglio augurare una giornata di serenità, in attesa della battaglia che ci attende per le elezioni Europee e le amministrative per chi vi sarà impegnato nel proprio territorio.Questa che viene sarà la settimana in cui si deciderà tutto sulle alleanze e davvero il buon Dio ci accompagni a fare le scelte giuste. Siamo mossi solo dalla volontà di far proseguire il cammino de La Destra con i compagni di strada che saranno disponibili a dialogare con noi.
Non è il momento dei dubbi, ma quello del confronto nel Paese. E in una giornata come quella odierna, vogliamo essere certi di poter rappresentare quel sentimento di spiritualità che è tipico della fede cristiana e che non deve veder smarrire le proprie radici in un laicismo che sembra aver contaminato mezzo mondo.Siamo una forza di fede e per questo andiamo avanti. Perché non abbiamo bisogno di chiedere ospitalità a nessuno, né di mendicare seggi ad altri. Li vogliamo conquistare con la forza del nostro popolo.Da martedì si ricomincia.
E’ una Pasqua di dolore e tutti abbiamo il cuore gonfio di dispiacere per quanto successo in Abruzzo. Ma abbiamo anche visto di che straordinaria e appassionata mobilitazione è capace il popolo italiano. Sono questi i momenti in cui siamo orgogliosi di appartenere a questa comunità nazionale.
Pasqua di speranza, quindi, anzitutto per chi ha perso i propri cari, i propri beni e che deve poter riprendere il cammino della vita. Noi saremo al loro fianco anche quando i riflettori saranno spenti: ci ripromettiamo di andare presto in regione, a verificare se alle promesse – che comunque apprezziamo – seguiranno i fatti – che temiamo….
A tutti voi, amici del blog, voglio augurare una giornata di serenità, in attesa della battaglia che ci attende per le elezioni Europee e le amministrative per chi vi sarà impegnato nel proprio territorio.Questa che viene sarà la settimana in cui si deciderà tutto sulle alleanze e davvero il buon Dio ci accompagni a fare le scelte giuste. Siamo mossi solo dalla volontà di far proseguire il cammino de La Destra con i compagni di strada che saranno disponibili a dialogare con noi.
Non è il momento dei dubbi, ma quello del confronto nel Paese. E in una giornata come quella odierna, vogliamo essere certi di poter rappresentare quel sentimento di spiritualità che è tipico della fede cristiana e che non deve veder smarrire le proprie radici in un laicismo che sembra aver contaminato mezzo mondo.Siamo una forza di fede e per questo andiamo avanti. Perché non abbiamo bisogno di chiedere ospitalità a nessuno, né di mendicare seggi ad altri. Li vogliamo conquistare con la forza del nostro popolo.Da martedì si ricomincia.
mercoledì 8 aprile 2009
ABRUZZO, TG1 RIDICOLO!
di Francesco Storace
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ascolti record per il Tg1 nelle varie edizioni della giornata di ieri, share del 30 per cento, boom di telespettatori. Complimenti al direttore e ai colleghi, certo. Tutto bene, quindi? No, perché a decantare le lodi di tanta bravura è stato proprio il Tg1 e in occasione del tragico terremoto che ha devastato l’Abruzzo e fatto il giro del mondo tra immagini strazianti e commenti di grande commozione.
Una catastrofe che dovrebbe richiamare riservatezza e senso civico, una partecipazione disinteressata del servizio pubblico, che dovrebbe garantire l’informazione e la pluralità, in maniera sobria e contenuta, senza slanci edonistici, sinceramente inutili e obiettivamente vergognosi.
Per più di un minuto, invece, il Tg1 ha elogiato il proprio lavoro, sottraendo tempo prezioso all’informazione, sfruttando in modo ignobile un dramma intriso di sangue e lacrime, tra anziani perplessi e famiglie distrutte.Che amarezza, direttore, confezionare simili prodotti. Il tutto mentre si limitano e negano spazi di libertà alle voci dei cittadini non rappresentati in Parlamento, sacrificando la democrazia alle esigenze degli ascolti televisivi.
Approfittare di una tragedia come il terremoto di questi giorni, che ha ucciso finora oltre 250 persone e raso al suolo intere città, è deprecabile.Il servizio pubblico dovrebbe essere strumento imparziale, vicino al cittadino.La Destra non può che indignarsi di fronte a tutto ciò.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ascolti record per il Tg1 nelle varie edizioni della giornata di ieri, share del 30 per cento, boom di telespettatori. Complimenti al direttore e ai colleghi, certo. Tutto bene, quindi? No, perché a decantare le lodi di tanta bravura è stato proprio il Tg1 e in occasione del tragico terremoto che ha devastato l’Abruzzo e fatto il giro del mondo tra immagini strazianti e commenti di grande commozione.
Una catastrofe che dovrebbe richiamare riservatezza e senso civico, una partecipazione disinteressata del servizio pubblico, che dovrebbe garantire l’informazione e la pluralità, in maniera sobria e contenuta, senza slanci edonistici, sinceramente inutili e obiettivamente vergognosi.
Per più di un minuto, invece, il Tg1 ha elogiato il proprio lavoro, sottraendo tempo prezioso all’informazione, sfruttando in modo ignobile un dramma intriso di sangue e lacrime, tra anziani perplessi e famiglie distrutte.Che amarezza, direttore, confezionare simili prodotti. Il tutto mentre si limitano e negano spazi di libertà alle voci dei cittadini non rappresentati in Parlamento, sacrificando la democrazia alle esigenze degli ascolti televisivi.
Approfittare di una tragedia come il terremoto di questi giorni, che ha ucciso finora oltre 250 persone e raso al suolo intere città, è deprecabile.Il servizio pubblico dovrebbe essere strumento imparziale, vicino al cittadino.La Destra non può che indignarsi di fronte a tutto ciò.
TERREMOTO IN ABRUZZO: APRIRE INCHIESTA PER RESPONSABILITA’
di Teodoro Buontempo
E’ necessario, mentre devono continuare senza sosta e senza intralci gli aiuti alla popolazione colpita dal terremoto, fare tutti i necessari accertamenti e promuovere un’inchiesta per verificare se risponde al vero che Giampaolo Giuliani, ricercatore presso il laboratorio nazionale di Fisica del Gran Sasso, aveva preannunciato il pericolo di un possibile terremoto ‘disastroso’ a fine marzo, in un raggio compreso entro 150chilometri.
Adesso bisognerà mettere a disposizione di Giuliani tutti gli strumenti necessari per continuare a svolgere il suo importante lavoro di prevenzione e di studio sul territorio. Ciò non potendosi escludere, in futuro, eventuali nuovi fenomeni, visto che anche questa mattina una scossa abbastanza rilevante ha colpito la stessa zona interessata ai danni provocati dal terremoto.
C’è, però, un altro inquietante aspetto di questa vicenda che dovrà essere appurato con la massima serietà, cioè il fatto che il ricercatore era stato tacciato di allarmismo e addirittura raggiunto da un avviso di garanzia. Vero o falso? L’inchiesta dovrà accertarlo, così come dovrà dire ai cittadini su quali basi scientifiche è stata trascurata la segnalazione dello studioso e, infine, come mai i primi soccorsi sono arrivati sul posto, stando alle numerose testimonianze emerse finora, con ben tre ore di ritardo.
La tragedia che ha colpito l’Abruzzo, con gli oltre cinquanta morti, i paesi distrutti, i 50 mila sfollati e le macerie che hanno travolto l’intera regione sono sì il risultato di un evento naturale, ma forse, e l’inchiesta dovrà metterlo in luce, potrebbero esistere responsabilità precise, considerato anche il fatto che lo sciame sismico aveva iniziato a interessare l’Abruzzo già da un mese.
Adesso bisognerà mettere a disposizione di Giuliani tutti gli strumenti necessari per continuare a svolgere il suo importante lavoro di prevenzione e di studio sul territorio. Ciò non potendosi escludere, in futuro, eventuali nuovi fenomeni, visto che anche questa mattina una scossa abbastanza rilevante ha colpito la stessa zona interessata ai danni provocati dal terremoto.
C’è, però, un altro inquietante aspetto di questa vicenda che dovrà essere appurato con la massima serietà, cioè il fatto che il ricercatore era stato tacciato di allarmismo e addirittura raggiunto da un avviso di garanzia. Vero o falso? L’inchiesta dovrà accertarlo, così come dovrà dire ai cittadini su quali basi scientifiche è stata trascurata la segnalazione dello studioso e, infine, come mai i primi soccorsi sono arrivati sul posto, stando alle numerose testimonianze emerse finora, con ben tre ore di ritardo.
La tragedia che ha colpito l’Abruzzo, con gli oltre cinquanta morti, i paesi distrutti, i 50 mila sfollati e le macerie che hanno travolto l’intera regione sono sì il risultato di un evento naturale, ma forse, e l’inchiesta dovrà metterlo in luce, potrebbero esistere responsabilità precise, considerato anche il fatto che lo sciame sismico aveva iniziato a interessare l’Abruzzo già da un mese.
SOLIDAIETA' AL POPOLO ABRUZZESE PER LA TRAGEDIA SUBITA!
Coraggio, uniamci a coorte. L'Aquila è una tragedia nazionale, che diventi la prima pagina della fratellanza nazionale!
domenica 29 marzo 2009
AN CHIUDE I BATTENTI: VOLANTINAGGIO DI RIVOLTA IDEALE!

Nel giorno della fondazione del nuovo partito S.P.A., domenica 29 alle ore 16.30, si svolgerà un volantinaggio a piazza bologna, angolo viale delle provincie, di RIVOLTA IDEALE per ribadire il nostro orgoglio a rappresentare l'unica vera destra possibile dopo lo scioglimento, ormai ufficiale, di Alleanza Nazionale. E' ora di farci vedere e sentire!
venerdì 20 marzo 2009
martedì 17 marzo 2009
AN MUORE LA DESTRA "VIVE"!

An muore, La Destra ‘vive’”. E’ il titolo della ‘contro manifestazione’ organizzata da La Destra per sabato 21 marzo, a Roma, proprio in coincidenza con il Congresso che sancirà la nascita del Pdl, grazie alla fusione tra An e FI.A parlare, nella sala conferenze dell’Hotel Massimo D’Azeglio, in via Cavour 18 (zona Stazione Termini), alle ore 17,30, sarà il presidente nazionale del partito, Teodoro Buontempo. Insieme a lui, i dirigenti Proietti, Messa, Buonasorte e Besi.************************************************************
di Teodoro Buontempo
Manifestiamo il nostro sdegno e la nostra volontà di dare più forza a La Destra.Oggi, che il tradimento delle nostre idee, della nostra storia e della nostra identità, con lo scioglimento ufficiale di An, non è più contestabile, neppure da parte dei più scettici, abbiamo il dovere di rendere più evidente che La Destra è nata per assicurare una continuità ideale e che la battaglia continua sotto il nostro simbolo.
La manifestazione di sabato darà inizio a una serie di iniziative in tutta Italia, per consentire al nostro mondo politico e umano di ritrovarsi in una comunità orgogliosa del proprio passato e pronta alle nuove sfide.Spero che anche tu sarai presente all’appuntamento, per gridare la nostra indignazione contro una classe dirigente di trasformisti e arrivisti. E per ribadire la validità e l’attualità del nostro progetto.
di Teodoro Buontempo
Manifestiamo il nostro sdegno e la nostra volontà di dare più forza a La Destra.Oggi, che il tradimento delle nostre idee, della nostra storia e della nostra identità, con lo scioglimento ufficiale di An, non è più contestabile, neppure da parte dei più scettici, abbiamo il dovere di rendere più evidente che La Destra è nata per assicurare una continuità ideale e che la battaglia continua sotto il nostro simbolo.
La manifestazione di sabato darà inizio a una serie di iniziative in tutta Italia, per consentire al nostro mondo politico e umano di ritrovarsi in una comunità orgogliosa del proprio passato e pronta alle nuove sfide.Spero che anche tu sarai presente all’appuntamento, per gridare la nostra indignazione contro una classe dirigente di trasformisti e arrivisti. E per ribadire la validità e l’attualità del nostro progetto.
20.3 CIRCOLO FUTURISTA CASAL BERTONE!
Venerdì 20 marzo alle ore 18.00, presso i locali siti in Via degli Orti di Malabarba 15/A, vi sarà un incontro tra i giovani del Circolo Futurista e la Comunità "Continuità Ideale". Il programma prevede presentazione delle attività del Circolo Futurista e proiezione di filmati riguardanti le azioni politiche e sociali passate e future, nonchè proiezione del filmato dossier sui fatti di Piazza Navona. Infine, vi sarà un aperitivo e brindisi di chiusura evento.
lunedì 16 marzo 2009
“FONDAZIONE MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO”
di Teodoro BuontempoLa memoria storica del Movimento sociale italiano, i suoi documenti congressuali, le battaglie di cui fu protagonista, le pubblicazioni fatte, i giornali e i filmati che facevano riferimento al partito, non rappresentano materiale datato da conservare negli scaffali, bensì un patrimonio storico, politico e ideale che deve diventare parte attiva nel dibattito politico-culturale per il futuro del nostro Paese.
Fu questo motivo che mi spinse, insieme ad altri iscritti e dirigenti del Msi, a creare e registrare, il giorno dopo il congresso di Fiuggi, che vedeva il passaggio dal Msi ad An, la “Fondazione Movimento sociale italiano”, che finora si era limitata a raccogliere documenti e testimonianze e ciò perché Alleanza nazionale, almeno a parole, diceva di rappresentarne la continuità.
Oggi, però, che si decreta lo scioglimento anche di An, quella fondazione a cui fu data vita in tempi non sospetti acquisita un nuovo e diverso significato, proprio per impedire di consegnare quella storia all’archeologia politica e per evitare che si possano attuare iniziative tendenti a coprire una drammatica realtà, togliere cioè attualità politica a quella storia e a quella identità.
Il materiale in possesso della fondazione che ho voluto è già cospicuo e oggi rivolgo un appello al nostro mondo umano e politico, affinché mettano a disposizione dell’istituto tutto il materiale di cui sono in possesso. Non si può annullare una identità e poi pretendere di essere fedeli custodi di una memoria ormai non più condivisa da coloro che confluiranno nel Pdl.
La storia del Msi non può essere trasformata, come qualcuno ha affermato, in una foto d’archivio, innanzitutto perché il Msi era composto da uomini e donne che ancora oggi prestano fede a quegli ideali e a quel progetto politico. Pertanto, sarebbe troppo comodo sigillare il tutto come se coloro che hanno creduto avessero anche rinunciato a ritenere valide quelle idee.
giovedì 12 marzo 2009
SOLIDARIETA' AL SEGRETARIO DE LA DESTRA DEL XII MUNICIPIO AMBROSETTI
RONDE, AMBROSETTI(LA DESTRA):DENUNCIATO DA GUARDIAPARCO CAFFARELLAOMR0000 4 POL TXT Omniroma-RONDE, AMBROSETTI(LA DESTRA):DENUNCIATO DA GUARDIAPARCO CAFFARELLA (OMNIROMA) Roma, 11 mar - «Oggi i guardiaparco del parco regionale dell’Appia Antica, mi hanno notificato un’informativa di reato riguardante i seguenti articoli, 341 c.p. (oltraggio a pubblico ufficiale) 347 c.p. (usurpazione di funzione pubbliche) 348 c.p. (abusivo esercizio di una professione)». È quanto dichiara , in una nota, Stefano Ambrosetti, segretario de La Destra nel XII Municipio di Roma. «I guardiaparco della Caffarella - prosegue Ambrosetti - ci hanno impedito di entrare all’interno del parco, sbarrandoci la strada con un cordone e con tre auto, e dopo aver accampato diverse scuse per la presenza di telecamere e giornalisti, ci hanno detto che le ronde li non entravano, poiché all’imbrunire veniva vietato l’accesso a tutti, nonostante all’interno del parco ci fossero ancora cittadini che passeggiavano. Io ero anche in disparte, l’unica mia frase è stata ‘ma il 14 febbraio dove stavano tutti questi uomini?’. Faccio presente che non ero solo ma accompagnato da 8 donne e due uomini, tra cui il consigliere e capogruppo de La Destra in IX Municipio Giovanni Simotti e il segretario de La Destra del IX Municipio Monica Nassisi. Inoltre c’era la presenza di una pattuglia della Polizia di Stato, la quale era presente allo scambio di opinioni, quindi se avessi commesso un reato, non credo che gli agenti non procedevano nei miei confronti, che vergogna».
martedì 10 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
domenica 8 marzo 2009
UN GETTONE PER IL PAPA? di Francesco Storace

Mai distrarsi in politica, che si rischia di veder passare sotto il naso cose incredibili.Lunedì prossimo verrà il Papa in Campidoglio. E’ un evento molto bello, perché rappresenta il legame sempre più solido tra la città eterna e la Chiesa cattolica. Un evento da vivere con onore ed emozione.Ne parlo perché la conferenza dei capigruppo in Campidoglio ha stabilito all’unanimità – e ho concordato – che il tutto coincidesse con una seduta del Consiglio comunale, al fine di consentire ai lavoratori dipendenti che sono stati eletti di poter usufruire di un permesso dal posto di lavoro per potervi partecipare.Ma quel che trovo inaccettabile è che, in una “seduta” nella quale giustamente non si potrà intervenire come in quelle consuete, ma solo ascoltare i discorsi ufficiali, si debba essere pagati.Ho appreso che i consiglieri presenti si vedranno corrisposto il gettone di presenza, più di cento euro, per il solo fatto di esserci…
Ho chiesto al presidente del Consiglio comunale, Marco Pomarici, di evitare che si precipiti nel ridicolo e comunque di convocare con immediatezza una nuova riunione dei capigruppo, per decidere che chi partecipa alla seduta deve essere onorato per il solo fatto di esserci.E ho scritto che il gettone di presenza che mi riguarda se lo tengano nelle casse del Campidoglio.
Molti cittadini romani pagherebbero per essere presenti ad una cerimoniaad ascoltare il Papa, sarebbe beffardo che ad essere pagati fossero i rappresentanti di quei cittadini…
Ho chiesto al presidente del Consiglio comunale, Marco Pomarici, di evitare che si precipiti nel ridicolo e comunque di convocare con immediatezza una nuova riunione dei capigruppo, per decidere che chi partecipa alla seduta deve essere onorato per il solo fatto di esserci.E ho scritto che il gettone di presenza che mi riguarda se lo tengano nelle casse del Campidoglio.
Molti cittadini romani pagherebbero per essere presenti ad una cerimoniaad ascoltare il Papa, sarebbe beffardo che ad essere pagati fossero i rappresentanti di quei cittadini…
lunedì 2 marzo 2009
ROMA, MUTUO SOCIALE POSSIBILE REALTA'

L’emergenza abitativa a Roma soffoca nell’immobilità amministrativa e il rischio per i cittadini è quello di vedersi privare di un diritto sacrosanto, il “diritto alla casa”.
La Destra , che è attenta ai bisogni della popolazione, ha presentato oggi, in una conferenza stampa presso la sede di Casapound, in via Napoleone III, 8, la proposta di delibera di iniziativa consiliare sul “Mutuo sociale”, che il segretario nazionale e capogruppo al Comune di Roma, Francesco Storace, ha già depositato in Campidoglio, con le firme dei colleghi del Pdl Gramazio, Cochi e Cassone.
In allegato, pubblichiamo il testo di questa proposta, il cui obiettivo è quello di permettere anche ai cittadini meno abbienti di poter accedere alla proprietà dell’abitazione, attraverso rate di mutuo sostenibile, con la garanzia di poter evitare eventuali abusi e speculazioni.
Con l’istituto comunale del mutuo sociale si potranno costruire case e quartieri a misura d’uomo, a bassa densità abitativa e con soldi pubblici, con la possibilità per queste famiglie non proprietarie di acquistare l’abitazione con una rata di mutuo senza interesse.
Il diritto alla proprietà della casa – come recita l’articolo 2 della proposta di delibera – è riservato ai cittadini italiani residenti nel comune di Roma e le risorse necessarie vengono reperite dal bilancio comunale ovvero – articolo 5 – tramite convenzioni o sponsorizzazioni, dal mercato privato o da aziende pubbliche.
Il “Mutuo sociale”, grazie all’iniziativa de La Destra , si propone quindi come una reale opportunità per i cittadini e come strumento di difesa concreto nei confronti dell’usura, del potere bancario e dell’incapacità gestionale di chi amministra il territorio.
La Destra , che è attenta ai bisogni della popolazione, ha presentato oggi, in una conferenza stampa presso la sede di Casapound, in via Napoleone III, 8, la proposta di delibera di iniziativa consiliare sul “Mutuo sociale”, che il segretario nazionale e capogruppo al Comune di Roma, Francesco Storace, ha già depositato in Campidoglio, con le firme dei colleghi del Pdl Gramazio, Cochi e Cassone.
In allegato, pubblichiamo il testo di questa proposta, il cui obiettivo è quello di permettere anche ai cittadini meno abbienti di poter accedere alla proprietà dell’abitazione, attraverso rate di mutuo sostenibile, con la garanzia di poter evitare eventuali abusi e speculazioni.
Con l’istituto comunale del mutuo sociale si potranno costruire case e quartieri a misura d’uomo, a bassa densità abitativa e con soldi pubblici, con la possibilità per queste famiglie non proprietarie di acquistare l’abitazione con una rata di mutuo senza interesse.
Il diritto alla proprietà della casa – come recita l’articolo 2 della proposta di delibera – è riservato ai cittadini italiani residenti nel comune di Roma e le risorse necessarie vengono reperite dal bilancio comunale ovvero – articolo 5 – tramite convenzioni o sponsorizzazioni, dal mercato privato o da aziende pubbliche.
Il “Mutuo sociale”, grazie all’iniziativa de La Destra , si propone quindi come una reale opportunità per i cittadini e come strumento di difesa concreto nei confronti dell’usura, del potere bancario e dell’incapacità gestionale di chi amministra il territorio.
RITORNO AL NUCLEARE, di Teodoro Buontempo

La decisione unilaterale del governo di far tornare l’Italia al nucleare senza una preventiva consultazione parlamentare e su materia che è stata oggetto di un referendum, ancora una volta evidenzia uno scarso senso dello Stato e dei ruoli istituzionali da parte dell’esecutivo.
Sul nucleare, proprio perché i cittadini si pronunciarono contro c’è bisogno di farli tornare alle urne e comunque non è una bella pagina quella che è stata scritta con l’accordo italo-francese.In tutto il mondo, tardivamente si scopre la varietà delle fonti di energia pulita, che possono assicurare le risorse necessarie per far fronte ai bisogni di consumo energetico.Inoltre, l’investimento verso le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, solare, geotermico) ha anche l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e di avere energia alternativa a tempi relativamente brevi, mentre per il nucleare occorreranno decenni prima che ci sia una ricaduta sul quotidiano consumo dei cittadini.
Non si fa una scelta sul nucleare senza aver prima definito una normativa sulla sicurezza e senza predisporre piani certi per lo smaltimento delle scorie, e senza aver chiarito i costi dell’avventura nucleare.
La Destra, pertanto, chiede con forza che i cittadini facciano sentire il loro dissenso da decisioni governative che hanno più il sapore di uno spot pubblicitario per Sarkozy che non il valore di un investimento per il progresso e la modernizzazione dell’Italia.
Sul nucleare, proprio perché i cittadini si pronunciarono contro c’è bisogno di farli tornare alle urne e comunque non è una bella pagina quella che è stata scritta con l’accordo italo-francese.In tutto il mondo, tardivamente si scopre la varietà delle fonti di energia pulita, che possono assicurare le risorse necessarie per far fronte ai bisogni di consumo energetico.Inoltre, l’investimento verso le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, solare, geotermico) ha anche l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e di avere energia alternativa a tempi relativamente brevi, mentre per il nucleare occorreranno decenni prima che ci sia una ricaduta sul quotidiano consumo dei cittadini.
Non si fa una scelta sul nucleare senza aver prima definito una normativa sulla sicurezza e senza predisporre piani certi per lo smaltimento delle scorie, e senza aver chiarito i costi dell’avventura nucleare.
La Destra, pertanto, chiede con forza che i cittadini facciano sentire il loro dissenso da decisioni governative che hanno più il sapore di uno spot pubblicitario per Sarkozy che non il valore di un investimento per il progresso e la modernizzazione dell’Italia.
Uccidiamo il chiaro di luna, mercoledì 4 marzo presso circolo futurista casal bertone
Incontro-Aperitivo al “Circolo Futurista”con il nuovo Teatro, il nuovo Cinema, la nuova Arte, la nuova Poesia
Mercoledì 4 Marzo ore 18<<>>Roma - Via degli Orti di Malabarba, 15/a
Interverranno in apertura:
L’attore Edoardo Sylos Labini e la sua compagnia teatrale che presenteranno in anteprima nazionale lo spettacolo “Donne, Velocità Pericolo” che sarà in scena dall’8 al 15 marzo al Teatro “La Comunità” di Roma.
Il “Teatro Non Conforme - Filippo Tommaso Marinetti”,compagnia teatrale diretta da Cristina De Lucia.
Partecipazione straordinaria del Movimento “Giovani Poeti d’Azione” (gruppo di poeti e artisti d’avanguardia fondato nel 1994 dal Poeta d’Azione Alessandro D’Agostini) i cui membri nell’occasione si produrranno in una performance inedita per festeggiare la ricorrenza dei propri primi quindici anni di vita e di attività del gruppo (1994-2009).
Seguirà un dibattito sul tema:
“Il coraggio di un nuovo Teatro, un nuovo Cinema, una nuova Arte, una nuova Poesia oltre le rovine del post del post-”
Durante l’Incontro-Aperitivo gli ospiti presenti discuteranno e in alcuni casi si esibiranno dando prova in concreto della loro personale visione dell’Arte.Cercheranno tutti di esprimere un proprio personale punto di vista rispondendo alle domande:
Mercoledì 4 Marzo ore 18<<>>Roma - Via degli Orti di Malabarba, 15/a
Interverranno in apertura:
L’attore Edoardo Sylos Labini e la sua compagnia teatrale che presenteranno in anteprima nazionale lo spettacolo “Donne, Velocità Pericolo” che sarà in scena dall’8 al 15 marzo al Teatro “La Comunità” di Roma.
Il “Teatro Non Conforme - Filippo Tommaso Marinetti”,compagnia teatrale diretta da Cristina De Lucia.
Partecipazione straordinaria del Movimento “Giovani Poeti d’Azione” (gruppo di poeti e artisti d’avanguardia fondato nel 1994 dal Poeta d’Azione Alessandro D’Agostini) i cui membri nell’occasione si produrranno in una performance inedita per festeggiare la ricorrenza dei propri primi quindici anni di vita e di attività del gruppo (1994-2009).
Seguirà un dibattito sul tema:
“Il coraggio di un nuovo Teatro, un nuovo Cinema, una nuova Arte, una nuova Poesia oltre le rovine del post del post-”
Durante l’Incontro-Aperitivo gli ospiti presenti discuteranno e in alcuni casi si esibiranno dando prova in concreto della loro personale visione dell’Arte.Cercheranno tutti di esprimere un proprio personale punto di vista rispondendo alle domande:
1) L’arte, la poesia, il cinema, il teatro e le arti visive in che modo stanno cambiando?
2) L’arte attualmente può e deve reagire e agire nel presente oppure è destinata e si rivolge esclusivamente ad ambiti e pubblici circoscritti e specializzati?
3) Un punto di vista personale: quello che noi proponiamo.
Intervengono nel dibattito:
Francesca Barbi Marinetti, nipote del poeta Filippo Tommaso MarinettiRossella Drudi, sceneggiatrice e scrittriceConte Daniele Radini Tedeschi, critico d’arteClaudia Tifi, poetessa d’azione e giornalistaFlavio Nardi, studioso di fenomeni socioculturaliMauro Antonini, direttore del Circolo Futurista
Lo scrittore e saggista Giuliano Compango dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune Roma, porterà un saluto dell’Assessore Umberto Croppi e interverrà sui temi trattati.
Presenta la serata il poeta e attore Alessandro D’Agostini
Nell’occasione sarà inaugurata la mostra dell’artista Roberto Pinetta futurista visitabile fino al 10 marzo.
INGRESSO LIBERO E DRINK-COCKTAIL OFFERTO
–La Bellezza è nell’Azione!
Circolo Futurista Casal BertoneDirezione e Sede:Roma - Via degli Orti di Malabarba, 15/aTel. +39 3403025810 - 06 64260355E-mail: circolofuturista@gmail.com
Intervengono nel dibattito:
Francesca Barbi Marinetti, nipote del poeta Filippo Tommaso MarinettiRossella Drudi, sceneggiatrice e scrittriceConte Daniele Radini Tedeschi, critico d’arteClaudia Tifi, poetessa d’azione e giornalistaFlavio Nardi, studioso di fenomeni socioculturaliMauro Antonini, direttore del Circolo Futurista
Lo scrittore e saggista Giuliano Compango dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune Roma, porterà un saluto dell’Assessore Umberto Croppi e interverrà sui temi trattati.
Presenta la serata il poeta e attore Alessandro D’Agostini
Nell’occasione sarà inaugurata la mostra dell’artista Roberto Pinetta futurista visitabile fino al 10 marzo.
INGRESSO LIBERO E DRINK-COCKTAIL OFFERTO
–La Bellezza è nell’Azione!
Circolo Futurista Casal BertoneDirezione e Sede:Roma - Via degli Orti di Malabarba, 15/aTel. +39 3403025810 - 06 64260355E-mail: circolofuturista@gmail.com
venerdì 27 febbraio 2009

Il 24 febbraio 1975 iniziava, presso il Tribunale penale di Roma, il processo contro i tre attivisti di Potere operaio accusati di aver deliberatamente provocato un incendio nella casa di Mario Mattei, segretario della sezione missina di Primavalle, causando la morte dei suoi due figli.Nella giornata stabilita il processo inizia. All’esterno del tribunale le forze dell’ordine presidiano la piazza, e la stessa cosa avviene nelle piazze più importanti dei quartieri confinanti con il palazzo di giustizia. Fin dalle prime ore della mattinata folti gruppi di extraparlamentari di sinistra tentano di aggredire i giovani di destra che stazionano fuori del tribunale non essendo riusciti ad entrare in aula. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, nascono sporadici tafferugli. Poco dopo i vari gruppi di sinistra, riunitisi per l’occasione, danno vita ad una vera e propria guerriglia urbana, provocando vari feriti anche tra i passanti. Stesse scene di violenza nei tre giorni seguenti, in cui gli extraparlamentari, con manifesti e appelli sui giornali e radio di sinistra, invitano tutte le forze antifasciste a partecipare al processo.L’invito viene raccolto e il 28 febbraio, giorno della terza udienza del processo, già dalle sei di mattina confluiscono nella zona del tribunale gruppi di attivisti equipaggiati per la guerriglia urbana. Già alle 6.30 del mattino si verificano i primi incidenti: un dirigente del FDG viene aggredito a colpi di pistola, per fortuna senza conseguenze.Poco dopo un gruppo di circa cento extraparlamentari di sinistra compie un attacco in forze ai giovani di destra che stanno entrando in tribunale: una pioggia di sassi e bastoni tempesta i ragazzi di destra, che non possono fare altro che premere sulla porta del tribunale. Vengono anche sparati alcuni colpi di pistola, che raggiungono uno dei giovani di destra alla gamba. Accerchiati dagli avversari, i giovani di destra riescono ad entrare in tribunale dopo che qualcuno ha aperto la porta.L’assalto è durato qualche minuto e vari giovani di destra sono costretti a ricorrere alle cure dei sanitari per le ferite riportate.Intanto in aula inizia l’udienza. La tensione rimane comunque alta: nella sala antistante l’aula processuale si verifica uno scontro tra un giovane di destra ed un extraparlamentare di sinistra, fermati e identificati dalla polizia: il secondo, Alvaro Lojacono, sarà rilasciato poco dopo le 11.00 per l’intercessione di un senatore del PCI. Tornato in libertà, si allontana seguito da un gruppo di extraparlamentari.Mezz’ora dopo, quasi fosse un piano prestabilito, diversi focolai di guerriglia si accendono nei dintorni di Piazzale Clodio. Alle 11.30 si forma un corteo che scorrazza per venti minuti, fino a sciogliersi improvvisamente: il gruppo più consistente, circa cinquecento persone, ingaggia una durissima lotta contro la polizia, quasi a coprire lo sganciamento di un altro gruppo di circa ottanta attivisti, che si allontana inosservato in piccoli gruppi. Il grosso del gruppo tenta prima un assalto alla sede della RAI di via Teulada, impedito dalle forze dell’ordine, poi brucia alcuni cassonetti e ingaggia nuovamente scontri con la polizia.Nel frattempo il gruppo che si era staccato dal corteo alle 12.45 circonda un’autocivetta della polizia e aggredisce violentemente gli agenti a bordo, minacciando con varie pistole un agente accorso in aiuto dei colleghi.Il gruppo, dileguatosi rapidamente, si dirige verso via Ottaviano, evidentemente sapendo che i giovani del MSI, dopo i gravi incidenti della mattinata, si sono rifugiati nella loro sede sita proprio in via Ottaviano. Alle 13.15 circa inizia l’azione degli extraparlamentari di sinistra che culminerà con l’omicidio di MIKIS. I comunisti arrivano in via Ottaviano alla spicciolata: sono oltre cento, mentre nella sede missina si trovano non più di venticinque persone. Fuori del portone non c’è nessuno che si accorge della manovra di avvicinamento. Non sono presenti neanche le forze dell’ordine.Dal gruppo degli aggressori partono le prime bottiglie incendiarie, che vanno a colpire il portone d’ingresso dello stabile nel cui sottoscala si trova la sezione missina. I giovani del MSI escono immediatamente, ma non possono raggiungere la strada perché tutto il tratto di corridoio che conduce al portone è invaso dalle fiamme e dal fumo. Probabilmente a questo punto qualcuno degli aggressori apre il fuoco verso l’ingresso dello stabile ma i giovani assediati, nel trambusto, non se ne accorgono. Tra i giovani missini c’è qualcuno che, superato il muro di fiamme, riesce a raggiungere il portone prima che i comunisti riescano ad entrare.I giovani assediati si dirigono a questo punto verso l’altra uscita del palazzo, alla quale si arriva attraversando un cortile interno, che si affaccia su Piazza Risorgimento. Dal portone sulla piazza i giovani del MSI riescono ad uscire, dirigendosi verso l’angolo tra Piazza Risorgimento e via Ottaviano. Non sono più di una decina, e tra loro c’è Mantakas. I comunisti si accorgono della manovra e fingono di ripiegare su via Ottaviano. Alcuni di loro però si appostano dall’altra parte della strada, mentre il grosso si allontana.Appena i giovani di destra giungono all’angolo i comunisti, disposti a raggiera di fronte all’angolo stesso, aprono il fuoco. Avanti a tutti, in mezzo alla strada, Alvaro Lojacono, armato di una pistola a tamburo di grosso calibro. Sono attimi tremendi: sottoposti al fuoco incrociato di almeno cinque pistole, i giovani missini cercano rifugio dietro le auto parcheggiate. Vengono esplosi numerosi colpi e la velocità di fuoco dei comunisti, confermata da alcuni testimoni, è impressionante.Sotto il fuoco cade MIKIS MANTAKAS, colpito alla testa da un proiettile che gli attraversa tutto il cervello. A questo punto i comunisti si ritirano, non prima di aver lanciato alcune molotov. Solo ora i missini si accorgono che uno di loro è gravemente ferito: Mikis è a terra in una pozza di sangue, senza conoscenza. I camerati sollevano il suo corpo e lo trasportano a braccia all’interno del portone di Piazza Risorgimento, dal quale erano usciti pochi minuti prima.I comunisti tentano immediatamente un nuovo attacco in forze, dirigendosi velocemente verso l’entrata che i missini tentano di guadagnare. Avviene quindi la seconda parte dell’assalto: gli aggressori si accalcano all’ingresso e lanciano alcune bottiglie molotov, una delle quali colpisce il corpo di Mikis. Ne nasce un durissimo scontro, nel quale hanno momentaneamente la meglio i missini, che riescono a chiudere il portone. Dall’esterno gli aggressori si avventano sul portone stesso, che inizia a cedere sotto i loro colpi. All’interno gli assediati provvedono ad allontanare il corpo di Mikis da dietro il portone e si allontanano dal corridoio, ripiegando nel cortiletto interno e chiudendo una porta a vetri ed un cancello che dividono l’ingresso dal cortile.Prevedendo che da un momento all’altro il portone avrebbe ceduto sotto i colpi degli aggressori, i giovani del MSI, una volta trasportato nel cortile il corpo esanime di Mikis, lo richiudono dentro un garage privato. Proprio nel momento in cui i comunisti sfondano il portone, i giovani missini chiudono la saracinesca: uno di loro resta vicino a Mikis che, dal momento in cui è stato colpito, è privo di conoscenza. Altri cercano rifugio nella sezione sentendo che, appena entrati nel corridoio, i comunisti hanno sparato. Alcuni ragazzi riescono ad entrare ma altri rimangono fuori: non sapendo che vi era stata una momentanea interruzione dell’energia elettrica infatti, uno dei missini con un movimento brusco e involontario chiude il portoncino blindato della sezione, che si aziona con un congegno elettrico. Chi è dentro la sezione quindi non può più uscire ad aiutare gli altri che sono rimasti fuori.Mentre all’interno della sezione missina si cerca disperatamente di ripristinare la corrente, i comunisti superano facilmente la porta vetrata e la cancellata, non smettendo mai di sparare. I giovani del MSI rimasti fuori dalla sezione intanto, per non restare intrappolati, ritornano nel cortiletto. Prima di loro giungono però gli aggressori che, avendo sentito il rumore di una saracinesca che si chiudeva e credendo che all’interno vi fossero alcuni dei loro avversari, sparano numerosi colpi verso il garage centrale, che si trovano di fronte appena entrati e dove ritengono si siano rifugiati i missini. L’errore salva senza dubbio la vita del giovane che era rimasto a custodire il corpo di Mikis. E’ l’attimo in cui irrompono nel cortile anche i missini rimasti fuori dalla sezione.Tra gli aggressori c’è un attimo di sbandamento: evidentemente non si accorgono dell’esiguità del numero e credono che stia per uscire il grosso degli avversari. Mentre la maggior parte dei comunisti fugge per il portone appena sfondato, una parte di loro resta nel cortile, dove prima lancia alcune molotov e poi apre di nuovo il fuoco, colpendo ad un fianco un ragazzo del FDG di 17 anni. A questo punto, mentre i giovani di destra cercano di portare al riparo il ragazzo ferito, i comunisti fuggono. Nel frattempo quelli rimasti chiusi nella sezione riescono a sfondare la porta e si dirigono verso il portone di via Ottaviano, con l’intento di inseguire gli aggressori: costoro sono però riusciti a far perdere le loro tracce, confondendosi nel fuggi fuggi generale conseguente alla sparatoria, nella quale peraltro è rimasto ferito anche un passante. Le vittime della furia omicida dei rossi sono quindi tre. Il più grave è senz’altro Mikis, che perde dalla testa e subisce una fuoriuscita di materia cerebrale. Sono trascorsi 15 minuti dall’inizio dell’assalto e le forze dell’ordine ancora non sono intervenute.Pochi attimi dopo l’assalto transita per Piazza Risorgimento un appuntato di PS che, vedendosi attraversare la strada da due persone armate, si getta all’inseguimento dei due fuggitivi, che fanno fuoco contro di lui. Essendosi divisi nella fuga, il poliziotto ne insegue uno, che entra improvvisamente in un portone. L’agente, temendo un agguato, lo attende fuori. Poi decide di entrare nello stabile; in quel momento sta uscendo un ragazzo, che non ha un soprabito come la persona inseguita. L’appuntato però lo riconosce e lo blocca. A questo punto l’altro fuggitivo torna sui suoi passi e spara all’indirizzo dell’agente, dileguandosi poco dopo. L’agente riesce a chiamare rinforzi, che prendono in consegna l’arrestato, che si chiama Fabrizio Panzieri. In una delle tasche dell’impermeabile indossato dal fuggitivo, ritrovato all’interno del portone in cui era entrato, viene ritrovata una pistola ancora calda.Intanto a Piazza Risorgimento, circa dieci minuti dopo che era terminato l’assalto, giungono i primi soccorsi. Mentre Mikis è sempre disteso all’interno del cortiletto, arriva infatti un’ambulanza dei vigili del fuoco, che porta il ragazzo al Santo Spirito. Dopo cinque minuti iniziano ad arrivare le prime volanti, che danno vita ad uno spettacolare quanto inutile carosello, assolutamente inidoneo a rintracciare i responsabili dell’agguato.Due giovani missini sono a questo punto avvicinati da una persona che dice di essere stato testimone oculare dell’intera scena: dice che i comunisti con le armi in pugno erano almeno cinque, e che gli sono passati davanti durante la fuga. I giovani missini si allontanano un attimo per andare ad avvisare i carabinieri, e quando tornano il testimone è misteriosamente sparito. Di lui non si saprà più nulla.All’ospedale Santo Spirito i medici si accorgono subito della gravità delle condizioni di Mikis: il giovane greco è in coma. Dopo numerose trasfusioni, si decide di trasferirlo al San Camillo per operarlo d’urgenza. Quando arriva in ambulanza sono le 14.30. Si continua con le trasfusioni, non essendo possibile operarlo subito a causa della fortissima emorragia. Alle 15.30 i medici decidono di operare comunque. Poco dopo le 16.00 inizia l’operazione, nel corso della quale viene estratto un proiettile di grosso calibro. L’intervento dura poco più di due ore. Alla sua conclusione, mentre i medici sono intenti a suturare, MIKIS MUORE.Nella tarda serata del giorno successivo, dopo una serie di voci non confermate, si apprende da un servizio dell’ANSA che la persona che ha sparato contro Mantakas uccidendolo ed è poi fuggito insieme a Panzieri è Alvaro Lojacono.Il 3 marzo il MSI annuncia per il pomeriggio una cerimonia funebre in memoria di Mantakas: la zona adiacente la chiesa è presidiata da un ingente schieramento di forze dell’ordine, che non riescono però ad impedire una serie di gravi incidenti. Nella chiesa intanto, in un clima di forte commozione, si portano a termine i funerali di Mantakas.Alle 20.45 dello stesso giorno un dispaccio ANSA afferma che sono stati emessi due ordini di cattura per l’omicidio di Mikis Mantakas: uno contro Alvaro Lojacono, l’altro contro Enrico Panzieri. Da questo momento comincia per Lojacono il periodo di latitanza, favorito dal PCI, del quale il padre è un pezzo grosso. Riesce infatti ad espatriare e per l’omicidio di Mantakas, per il quale è stato condannato a 16 anni di reclusione, non si fa neanche un giorno di carcere. La latitanza di questo assassino si è finalmente conclusa il 2 giugno 2000 in un villaggio vacanze in Corsica, quando è stato arrestato dalla polizia francese.Quello di Mikis è l’ennesimo omicidio impunito di un giovane idealista che credeva nella libertà e nel coraggio, che lottava quotidianamente per dare concretezza ai suoi ideali. Il suo sacrificio, come quello di tutti i ragazzi che come lui hanno dato la vita per quello in cui credevano, deve essere per noi uno stimolo fortissimo a non lasciarci scoraggiare dalle difficoltà quotidiane, a continuare nell’impegno che loro prima di noi hanno portato avanti, a tenere sempre in alto la fiaccola dell’idea che le loro mani non possono più stringere ma che ora brucia fiera nelle nostre.
martedì 24 febbraio 2009
ARNONI (LA DESTRA): «STORACE INTERROGA ALEMANNO SU INTERRUZIONE SERVIZIO EROGAZIONE ACQUA»
«Ormai troppo spesso nell’ultimo anno, nella zona di Via XXI Aprile, laddove vi sono i cantieri dei lavori per il rinnovamento delle linee delle metropolitane capitoline, si è verificata l'improvvisa e continuativa interruzione del servizio per la erogazione dell’acqua. “Rivolta Ideale Piazza Bologna” denuncia (insieme ai residenti) che mai il Municipio ed il Comune hanno provveduto ad avvisare preventivamente i residenti nè dell'interruzione dell'erogazione del servizio, nè dei tempi necessari al ripristino del servizio stesso». È quanto dichiara in una nota, il segretario del III Municipio Michele Arnoni e Presidente del circolo Rivolta Ideale de La Destra, partito che fa capo a Francesco Storace.
«Grazie al nostro capogruppo al Comune di Roma – conclude la nota- abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco ed agli Assessori competenti sul come sia stata possibile l’interruzione del servizio idrico per oltre 12 ore senza che Municipio e Comune avessero informato la cittadinanza, come mai questi disagi si sono ripetuti in più occasioni e come l’amministrazione comunale intenda affrontare il problema affinché simili inconvenienti non si verifichino più con questa frequenza e, qualora si verificassero, se ritenga obbligatorio e doveroso avvisare con congruo anticipo e con ogni mezzo, quando possibile, i residenti interessati, con particolare attenzione alle cause ed ai tempi di interruzione e di ripristino dei relativi servizi».
«Grazie al nostro capogruppo al Comune di Roma – conclude la nota- abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco ed agli Assessori competenti sul come sia stata possibile l’interruzione del servizio idrico per oltre 12 ore senza che Municipio e Comune avessero informato la cittadinanza, come mai questi disagi si sono ripetuti in più occasioni e come l’amministrazione comunale intenda affrontare il problema affinché simili inconvenienti non si verifichino più con questa frequenza e, qualora si verificassero, se ritenga obbligatorio e doveroso avvisare con congruo anticipo e con ogni mezzo, quando possibile, i residenti interessati, con particolare attenzione alle cause ed ai tempi di interruzione e di ripristino dei relativi servizi».
Di seguito il testo dell'interrogazione
Il sottoscritto consigliere comunale
PREMESSO CHE
-in data 11.02.2009 si è verificata l'improvvisa e continuativa interruzione del servizio per la erogazione dell’ acqua negli stabili di Via XXI Aprile all’ altezza del civico 50;
-nella zona di Via XXI Aprile sono in opera dei lavori per il rinnovamento delle linee delle metropolitane capitoline;
-nella stessa zona del III Municipio, laddove vi sono i cantieri per i lavori della metropolitana, analoghi fatti si sono già verificati almeno due volte nell'ultimo anno;
-mai il municipio ed il comune hanno provveduto ad avvisare preventivamente i residenti nè dell'interruzione dell'erogazione del servizio, nè dei tempi necessari al ripristino del servizio stesso;
INTERROGA
-in data 11.02.2009 si è verificata l'improvvisa e continuativa interruzione del servizio per la erogazione dell’ acqua negli stabili di Via XXI Aprile all’ altezza del civico 50;
-nella zona di Via XXI Aprile sono in opera dei lavori per il rinnovamento delle linee delle metropolitane capitoline;
-nella stessa zona del III Municipio, laddove vi sono i cantieri per i lavori della metropolitana, analoghi fatti si sono già verificati almeno due volte nell'ultimo anno;
-mai il municipio ed il comune hanno provveduto ad avvisare preventivamente i residenti nè dell'interruzione dell'erogazione del servizio, nè dei tempi necessari al ripristino del servizio stesso;
INTERROGA
Il Sindaco e gli Assessori competenti per sapere
-come sia stata possibile l’ interruzione del servizio idrico al civico 50 di Via XXI Aprile senza che comune e municipio abbiano provveduto ad informare la cittadinanza;
-come mai questi disagi si sono ripetuti in più di un’ occasione, nonostante i residenti abbiamo denunciato più volte;
-come l’ amministrazione comunale intenda affrontare il problema, affinchè simili inconvenienti e disagi non si verifichino più con questa frequenza e che comunque, qualora si verificassero, ritenga obbligatorio e doveroso avvisare con congruo anticipo e con ogni mezzo, quando possibile, i residenti interessati, con particolare attenzione alle cause ed ai tempi di interruzione e di ripristino dei relativi servizi.
Francesco Storace
-come sia stata possibile l’ interruzione del servizio idrico al civico 50 di Via XXI Aprile senza che comune e municipio abbiano provveduto ad informare la cittadinanza;
-come mai questi disagi si sono ripetuti in più di un’ occasione, nonostante i residenti abbiamo denunciato più volte;
-come l’ amministrazione comunale intenda affrontare il problema, affinchè simili inconvenienti e disagi non si verifichino più con questa frequenza e che comunque, qualora si verificassero, ritenga obbligatorio e doveroso avvisare con congruo anticipo e con ogni mezzo, quando possibile, i residenti interessati, con particolare attenzione alle cause ed ai tempi di interruzione e di ripristino dei relativi servizi.
Francesco Storace
domenica 22 febbraio 2009
Lettera di GI Latina a Rivolta Ideale
Alla cortese attenzione dei militanti del Circolo "Rivolta Ideale"
Carissime sorelle, carissimi fratelli,
Segretario Storace, Presidente Buontempo,
con gran dispiacere sono costretto a dare forfait. Impegni professionali mi tratterranno a Fondi fino a prima sera e per questo non potrò presenziare alla Vostra Cena Sociale.
Naturalmente ringrazio la Comunità di Piazza Bologna, la sua iper attiva realtà giovanile ed i Dirigenti di Partito per l'invito rivoltomi. Che ho gradito in modo particolare.
Non potevo, dunque, esimermi dal farVi recapitare un saluto. Doveroso ma sentito, perchè la stima che nutro nei Vostri confronti è risaputa e testimoniata dall'attenzione con cui seguo le attività del Circolo attraverso il blog, costantemente aggiornato e ricco di spunti e suggerimenti, e grazie ai rapporti instauratisi con alcuni di Voi. E che spero crescano sempre più.
Voglio però approfittare dell'attenzione che dedicherete a questa mia lettera per trasmetterVi l'entusiasmo e la carica giusta per affrontare i prossimi impegni, non solo quelli elettorali.
Noi giovani abbiamo il dovere di rappresentare la spinta propulsiva del Partito, la spina nel fianco se necessario, la forza di aggregazione e coivolgimento delle nuove generazioni. Sin dalla nascita de "LaDestra", "Gioventù Italiana" ha accompagnato le sfide intraprese dal movimento con grande fiducia e piena convinzione, condividendo ogni decisione e scelta dei vertici nazionali. Oggi, con quella stessa fiducia, dobbiamo sostenere il Segretario Storace ed il Presidente Buontempo ed interpretare il ruolo di soldati. Combattenti che sappiano dare il massimo in quello che potrebbe rivelarsi il momento più difficile da superare, il periodo più delicato e critico.
Per farlo non ci sarà bisogno di un miracolo, basterà scavare nel nostro cuore e gettare oltre l'ostacolo tutto quello che sarà necessario. D'altronde siamo abituati a conquistarci tutto lottando, non siamo gente a cui piace "vincere facile", tantomeno cantar vittoria senza aver messo in discussione noi stessi ed il nostro patrimonio, ideale, affettivo, economico.
Sono perciò convinto che ognuno saprà comprendere l'importanza storica dei prossimi giorni. Un'eventuale "biscotto", cucinato e servitoci a tavola da PD&PDL, potrebbe costringerci a valutare ipotesi che fino a poche settimane fa reputavamo frutto di "fantapolitica", lo sò, me ne rendo conto. Ma perchè regalare ai nostri più acerrimi nemici la soddisfazione di essere riusciti nel loro intento? Perchè rassegnarci prima ancora di aver combattuto? Questo sinceramente non credo faccia parte del nostro DNA, tantomeno della nostra tradizione.
Ed allora prepariamoci a cinque mesi di fuoco. Armiamoci di grinta, disponibilità al sacrificio, forza di volontà e tanto tanto amore.
Col sorriso sulle labbra per annientare con semplicità ed irriverenza chi vorrebbe vederci al tappeto!
E dopo cena subito a nanna, domattina dobbiamo dirne quattro alla "Banda Veltrusconi"!
Un abbraccio fraterno a tutti, Francesco Ciccone
Carissime sorelle, carissimi fratelli,
Segretario Storace, Presidente Buontempo,
con gran dispiacere sono costretto a dare forfait. Impegni professionali mi tratterranno a Fondi fino a prima sera e per questo non potrò presenziare alla Vostra Cena Sociale.
Naturalmente ringrazio la Comunità di Piazza Bologna, la sua iper attiva realtà giovanile ed i Dirigenti di Partito per l'invito rivoltomi. Che ho gradito in modo particolare.
Non potevo, dunque, esimermi dal farVi recapitare un saluto. Doveroso ma sentito, perchè la stima che nutro nei Vostri confronti è risaputa e testimoniata dall'attenzione con cui seguo le attività del Circolo attraverso il blog, costantemente aggiornato e ricco di spunti e suggerimenti, e grazie ai rapporti instauratisi con alcuni di Voi. E che spero crescano sempre più.
Voglio però approfittare dell'attenzione che dedicherete a questa mia lettera per trasmetterVi l'entusiasmo e la carica giusta per affrontare i prossimi impegni, non solo quelli elettorali.
Noi giovani abbiamo il dovere di rappresentare la spinta propulsiva del Partito, la spina nel fianco se necessario, la forza di aggregazione e coivolgimento delle nuove generazioni. Sin dalla nascita de "LaDestra", "Gioventù Italiana" ha accompagnato le sfide intraprese dal movimento con grande fiducia e piena convinzione, condividendo ogni decisione e scelta dei vertici nazionali. Oggi, con quella stessa fiducia, dobbiamo sostenere il Segretario Storace ed il Presidente Buontempo ed interpretare il ruolo di soldati. Combattenti che sappiano dare il massimo in quello che potrebbe rivelarsi il momento più difficile da superare, il periodo più delicato e critico.
Per farlo non ci sarà bisogno di un miracolo, basterà scavare nel nostro cuore e gettare oltre l'ostacolo tutto quello che sarà necessario. D'altronde siamo abituati a conquistarci tutto lottando, non siamo gente a cui piace "vincere facile", tantomeno cantar vittoria senza aver messo in discussione noi stessi ed il nostro patrimonio, ideale, affettivo, economico.
Sono perciò convinto che ognuno saprà comprendere l'importanza storica dei prossimi giorni. Un'eventuale "biscotto", cucinato e servitoci a tavola da PD&PDL, potrebbe costringerci a valutare ipotesi che fino a poche settimane fa reputavamo frutto di "fantapolitica", lo sò, me ne rendo conto. Ma perchè regalare ai nostri più acerrimi nemici la soddisfazione di essere riusciti nel loro intento? Perchè rassegnarci prima ancora di aver combattuto? Questo sinceramente non credo faccia parte del nostro DNA, tantomeno della nostra tradizione.
Ed allora prepariamoci a cinque mesi di fuoco. Armiamoci di grinta, disponibilità al sacrificio, forza di volontà e tanto tanto amore.
Col sorriso sulle labbra per annientare con semplicità ed irriverenza chi vorrebbe vederci al tappeto!
E dopo cena subito a nanna, domattina dobbiamo dirne quattro alla "Banda Veltrusconi"!
Un abbraccio fraterno a tutti, Francesco Ciccone
venerdì 20 febbraio 2009
RIVOLTA IDEALE RICORDA IL CENTENARIO DEL FUTURISMO!





In data 2.2.2009, il circolo RIVOLTA IDEALE de La Destra, ha organizzato una cena sociale in piazza Bologna per ricordare il centenario del Futurismo, con la partecipazione di Francesco Storace e Teodoro Buontempo. L'incontro è stato organizzato da Michele Arnoni dirigente nazionale de La Destra, Segretario del III Municipio di Roma e Presidente del circolo Rivolta Ideale e da Emanuele Besi Portavoce Gioventù Italiana Roma. Un incontro con i cittadini ed i militanti di piazza Bologna, che ha visto una numerossissima parteciopazione. Tra gli altri erano presenti:
Cristina Di Giorgi, autrice del libro "Note Alternative" che ha descritto la sua opera e Mauro Antonini e i ragazzi del circolo futurista Casal Bertone che hanno portato una testionianza sulle azioni futuriste del loro circolo (peraltro domenica 22 febbraio si terrà una festa in maschera presso il circolo Casal Bertone per celebrare il Futurismo). E' pervenuto anche un messaggio personale ai ragazzi di Rivolta Ideale da parte di Francesco Ciccone, Portavoce di Gioventù Italiana Latina. Nel corso della serata è stata letta una relazione sul Futurismo del Prof. Marco Bussagli già docente dell'Accademia di Belle Arti e Sapienza. In sala era anche presente il Prof Domenico Caccamo ordinario di storia contemporanea alla Sapienza. Presente anche una delegazione dell'associazione culturale romana "Continuità Ideale" e alcuni illustri Avvocati dell'Ordine degli Avvocati di Roma. Sono infine intervenuti il Presidente del partito Buontempo che ha ricordato il Futurismo dal punto di vista politico, citando anche l'Avv. Tallarico quale esempio di studioso di Futurismo ed il Segretario Storace, che ha anche citato le azioni futuriste di Graziano Cecchini.
RIVOLTA IDEALE www.ladestrapiazzabologna.blogspot.com
100 ANNI DI FUTURISMO
Il primo Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, lanciato sulle pagine del quotidiano parigino "Le Figaro" il 20 febbraio 1909, fu come una violenta esplosione sullo sfondo di un'Italia contadina e analfabeta, un'Italia che, nelle sue componenti intellettuali, era ancora assopita fra i retaggi di una cultura tardoromantica e ottocentesca. Velocità, dinamismo, azione, modernità, il mito della macchina e del progresso, insieme al disprezzo per la tradizione e l'accademismo, sono invece i nuovi valori alla base del grido futurista, che si solleva per il rinnovamento della società italiana e per la fine delle vecchie ideologie, affidandosi, quale arma di battaglia, proprio alle speciali modalità del Manifesto. Accanto a Marinetti compaiono ben presto Balla, Boccioni, Carrà, Severini e Russolo, che attribuiscono al movimento, originariamente concepito come letterario, una propria concreta fisionomia artistica. Tra il 1910 e il 1914 vedono la luce, solo per citare alcuni scritti fondamentali, il Manifesto dei pittori futuristi, il Manifesto dei musicisti futuristi, il Manifesto della scultura futurista e il Manifesto dell'architettura futurista. I proclami di Marinetti e compagni si susseguono con intensità crescente, fino a inondare con la tipica verve linguistica e lo spirito di pungente polemica ogni aspetto del vivere civile e ogni forma di espressione artistica. Dal romanzo al teatro, dalla poesia alla danza, dalla fotografia all'architettura, dal cinema alla moda, dalla radio al design, dalla politica al concetto di donna e a quello di amore, approdando, in un documento stilato a quattro mani da Balla e Depero, all'estrema ipotesi di una Ricostruzione Futurista dell'Universo. p.s.: il vero centenario TUTTO ITALIANO E NAZIONALE (ista) cade il 5 febbraio, infatti il manifesto futurista viene pubblicato il 5 febbraio 1909 sulle pagine del giornale bolognese "La Gazzetta Emiliana"
giovedì 19 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
MARTEDI' 17 FEBBRAIO MOBILITAZIONE CONTRO LO SBARRAMENTO!
Il Dipartimento Organizzazione del Partito, in collaborazione con la Federazione Romana e la Federazione della Provincia di Roma, in occasione della discussione e votazione al SENATO della proposta di legge di introdurre lo sbarramento al 4% per le Elezioni Europee, ha promosso una manifestazione a Roma. E´ stata richiesta ed ottenuta dalla Questura di Roma, l´autorizzazione per il seguente luogo:
CORSIA AGONALE
(Situata di fronte all´entrata del Senato - tra Corso Rinascimento e Piazza Navona)
Martedi 17 / Mercoledi 18 = 14.00 alle ore 20.00
Giovedì 19 = 08.30 alle ore 14.00
Nel Caso che tutto si esaurisca nella stessa giornata di Martedì 17, chiaramente vengono cancellate le convocazioni per i giorni successivi (18 e 19 Febbraio).
CORSIA AGONALE
(Situata di fronte all´entrata del Senato - tra Corso Rinascimento e Piazza Navona)
Martedi 17 / Mercoledi 18 = 14.00 alle ore 20.00
Giovedì 19 = 08.30 alle ore 14.00
Nel Caso che tutto si esaurisca nella stessa giornata di Martedì 17, chiaramente vengono cancellate le convocazioni per i giorni successivi (18 e 19 Febbraio).
martedì 10 febbraio 2009
10 FEBBRAIO: La Verità non può essere infoibata! Rivolta Ideale onora i martiri delle FOIBE!

LA GIUSTIZIA E' NEL RICORDO! NOI NON DIMENTICHIAMO!
Oggi ricorre la giornata della memoria per le vittime delle Foibe!
Durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, le foibe vennero utilizzate dalla truppe comuniste di Tito per l’uccisione e il conseguente occultamento di migliaia e migliaia di italani (il cui numero preciso è ancora sconosciuto!) dell'Istria e della Dalmazia. In tutto ciò l’Europa ed il mondo intero hanno fatto finta di dimenticare e ricordiamo anche la complicità di Italiani stessi, tra cui Togliatti!
RIVOLTA IDEALE si unisce nel cordoglio per le vittime innocenti delle foibe.
TRIESTE 1953 -ULTIMA FRONTIERA
Sento il richiamo della mia patriaSento il richiamo della mia storiaNon posso lasciare che muoia la mia cittàL’orda barbarica che ora ci invadeNon leverà mai la nostra bandiera dall’ultima frontiera della civiltà
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
Nelle battaglie forse si muore, ma non cadranno i nostri valori, vivrò in eterno accanto agli eroiRagazzi coraggio forza ed onoreLanciamo in alto i nostri cuori, perchè il domani appartiene a noi
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
Ragazzo che ascolti questo messaggio nato col sole e i fiori di maggio, innalza dal cielo e fa che non tramonti maiL’alba rischiara il nostro cammino, la tradizione è il nostro destino che viva in un sogno in un ideale
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
Nelle battaglie forse si muore, ma non cadranno i nostri valori, vivrò in eterno accanto agli eroiRagazzi coraggio forza ed onoreLanciamo in alto i nostri cuori, perchè il domani appartiene a noi
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
Ragazzo che ascolti questo messaggio nato col sole e i fiori di maggio, innalza dal cielo e fa che non tramonti maiL’alba rischiara il nostro cammino, la tradizione è il nostro destino che viva in un sogno in un ideale
GUERRA AI NEMICI DELLA MIA TERRA!!
domenica 8 febbraio 2009
PAOLO DI NELLA PRESENTE!


9.2.83 / 9.2.09: Paolo di Nella, PRESENTE! A 26 anni dal suo sacrificio.
Venticinque anni fa veniva ucciso Paolo di Nella, militante del Fronte della Gioventù.
Ammazzato dall’autonomia mentre affiggeva manifesti ambientalisti. La notte tra il 2 ed il 3 febbraio del 1983 a Roma due autonomi aggredivano alle spalle il dirigente provinciale del Fronte della Gioventù romana, Paolo di Nella. Paolo era impegnato nella battaglia per il verde pubblico e per l’esproprio di Villa Chigi da destinare a centro culturale. Una tematica sociale che avrebbe coinvolto il suo quartiere sin dall’indomani, attraverso una raccolta di firme. Ma il suo sogno di un quartiere a misura d’uomo e di famiglia si infranse quando una mano assassina, alle spalle, lo colpì con chiavi inglese o spranghe, armamentario “democratico” dell’ultrasinistra. Tramortito, Paolo tornò a casa. Si sentì male ed in ambulanza entrò in coma. Inutile l’intervento chirurgico: Paolo di Nella, militante del Fronte della Gioventù, lascerà la vita terrena alle ore 20.45 del 9 febbraio 1983, con la testa fracassata come Sergio Ramelli a Milano nel marzo del 1975. Omicidio politico impunito partorito da menti diaboliche e ciniche in un contesto in cui la violenza degli “anni di piombo” si stava affievolendo. Rivolta Ideale ricorda Paolo di Nella e tutti i camerati caduti sul campo di battaglia a difesa di una visione della vita antitetica agli ideali borghesi e materialisti che sembrano avere la meglio in quest’epoca di decadenza. Idealmente, loro marciano con noi e con tutti coloro i quali hanno preferito la strada stretta dell’Onore alla via larga del potere. A venticinque anni dalla morte di Paolo cosa ne è rimasto del suo sacrificio? Quali battaglie ambientaliste, culturali e sociali sul territorio hanno trovato seguito nell’azione politica della cosiddetta “destra” italiana? Quale è stata l’alternativa radicale da un punto di vista spirituale ad un mondo che cade in rovina? Interrogativi pesanti come le chiavi inglesi e le spranghe che hanno ammazzato Paolo di Nella.
Camerata Paolo di Nella, Presente!
domenica 1 febbraio 2009
MARTEDI' 3 FEBBRAIO TUTTI IN PIAZZA!

Il Partito ha organizzato in occasione della discussione alla Camera dei Deputati della proposta di introdurre lo sbarramento al 4% per le Elezioni Europee, una Manifestazione - Concentramento a Roma con Megafonaggio, Raccolta di Firme, etc. che si terrà nei giorni Martedi 3 - Mercoledi 4 - Giovedi 5 Febbraio. Sono state richieste ed ottenute due Autorizzazioni dalla Questura per i seguenti luoghi: - Martedi 3 e Mercoledi 4: dalle ore 10,00 alle ore 17.00 VIA DEL CORSO - MARCIAPIEDE ANTISTANTE LA GALLERIA "ALBERTO SORDI" (se necessario amplieremo giorni e l'orario) - Martedi 3 - Mercoledi 4 - Giovedi 5: dalle ore 15,00 alle ore 20,00 Largo Goldoni.
Nel caso venga approvata dalla Camera la proposta di Sbarramento la mobilitazione prosegue anche la settimana successiva poichè si ridiscuterà al Senato. Luoghi e Modalità saranno resi noti nel corso di questa settimana.
Pertanto, non possiamo restare a guardare mentre l’ultimo barlume di democrazia verrà definitivamente spento da questo Governo.Siamo pronti a scendere nelle piazze per far sentire la nostra voce contro una legge elettorale ingiusta e profondamente antidemocratica che mira unicamente ad eliminare dallo scenario politico una forza come la Destra.Non si possono di certo appigliare alla solita scusa del voto utile o della stabilità di Governo questa volta,il Parlamento Europeo è infatti composto da rappresentanze politiche eterogenee che il Governo Berlusconi vorrebbe spazzare via con questa legge elettorale ingiusta. Questo quanto dichiara Luca Lorenzi responsabile nazionale del movimento giovanile de La Destra.Grazie al consociativismo politico che caratterizza questa maggioranza e questa opposizione vorrebbero trasformare il volto politico del nostro paese facendo un sopruso ai diritti dei cittadini e ai diritti di rappresentanza dei partiti.Non gli bastava aver tolto il diritto alla scelta dei Parlamentari con l’abolizione della preferenza ora vorrebbero anche alzare la soglia di sbarramento per le elezioni europee al 4% con l’unico scopo di indebolire tutte le forze politiche ritenute scomode da chi ha già pianificato per questo paese una stagione di governo caratterizzato dall’assenza di opposizione e di alternativa politica.Gioventù Italiana sarà presente da martedì mattina ad oltranza davanti a Palazzo Chigi per protestare contro la legge elettorale che verrà discussa in Parlamento,invitiamo dunque tutti i dirigenti e i militanti di partito ad unirsi a noi in questa lunga veglia per salvaguardare il nostro diritti ad essere rappresentati nelle istituzioni.
venerdì 30 gennaio 2009
PRESENTIAMO IL SIMBOLO RIVOLTA IDEALE!
domenica 25 gennaio 2009
IN MIGLIAIA A NAPOLI! SOLIDARIETA' AI MILITANTI AGGREDITI!

IERI 24 GENNAIO 2009, AD UN ANNO DI DISTANZA DALLA CADUTA DEL GOVERNO PRODI, SI E' TENUTA LA MANIFESTAZIONE DE LA DESTRA A NAPOLI. MOLTI NON CREDEVANO NEL RISULTATO ED INVECE, NONOSTANTE IL DILUVIO, NONOSTANTE L'ANNUNCIATO PRESIDIO ANTIFASCISTA, NONOSTANTE GLI SCARSI MEZZI DEL PARTITO, LA SFILATA E' RIUSCITA! RIVOLTA IDEALE ERA COME AL SOLITO PRESENTE ED UN GRAZIE E' RIVOLTO SOPRATTUTO A MARCO! COME HA BEN DETTO FRANCESCO STORACE NON CI FERMA PIU' NESSUNO E QUELLO DI IERI E' SICURAMENTE UN PRELUDIO AL RISULTATO DELLE EUROPEE! COMMUOVENTE L'IMMAGINE DI UNA DELLE CITTA' PIU' BELLE AL MONDO PIENE DI TRICOLORI CHE SVENTOLAVANO!
IL TUTTO POTEVA ANDARE MEGLIO PERO'! COME AL SOLITO L'ANTIFASCISMO MILITANTE HA ROVINATO QUALCOSA (e anche più...), 3 NOSTRI MILITANTI SONO STATI AGGREDITI, 2 DEI QUALI SONO FINITI IN OSPEDALE!
MA LA COSA CHE PIU' FERISCE E' CHE OGGI, CHE VIENE ANCORA PRATICATO L'ANTIFASCISMO MILITANTE, NONOSTANTE LA COMPOSTEZZA DELLE NOSTRE PACIFICHE MANIFESTAZIONI (esempio lampante è che a Napoli i negozianti hanno lasciato le vetrine aperte!), VI SIA QUALCUNO CHE ESALTA I VALORI DELL'ANTIFASCISMO...LA BEFFA: QUEL QUALCUNO PROVIENE DA UN MONDO CHE HA SUBITO E HA PAGATO I COSIDDETTI VALORI DELL'ANTIFASCISMO!
RIVOLTA IDEALE
giovedì 22 gennaio 2009
SABATO 24 MANIFESTAZIONE A NAPOLI!
RICORDIAMO CHE SABATO 24 GENNAIO LA DESTRA SARA' A NAPOLI CON FRANCESCO STORACE PER MANIFESTARE CONTRO TUTTE LE MAFIE E TUTTE LE CASTE. LA PARTENZA PER QUANTO RIGUARDA IL III MUNICIPIO E' PREVISTA, CON PULLMAN ORGANIZZATO, SABATO 24 MATTINA ORE 11:00 DA PIAZZA BOLOGNA (fronte ufficio postale), CON APPUNTAMENTO PER LE 10.30. IL RIENTRO E' PREVITO IN SERATA.
lo staff di RIVOLTA IDEALE
lunedì 19 gennaio 2009
RIVOLTA IDEALE PER LA MANIFETAZIONE DI NAPOLI!



Enorme successo del volantinaggio tenuto, sabato 17 gennaio, in Piazza Bologna (Roma) dai militanti del circolo de La Destra e Gioventù Italiana, RIVOLTA IDEALE. Si è registrato un entusiasmante interesse da parte dei cittadini ai temi della Manifestazione Nazionale de La Destra, contro MAFIE E CASTE, che si terrà sabato 24 gennaio a Napoli, nonchè una grande partecipazione. Sono state, infatti, consegnate ben 32 adesione dei residenti del III Municipio agli organizzatori dell'evento. In questa settimana verrà ripetuto il volantinaggio sempre nel III Municipio di Roma, nei pressi di Piazza Bologna con ulteriore raccolta delle adesioni dei residenti.
Vi aspettiamo sabato 24 gennaio a Napoli con inizio del corteo da Piazza Mancini ore 16.00.
RIVOLTA IDEALE
giovedì 15 gennaio 2009
24 GENNAIO LA DESTRA A NAPOLI PER DIRE NO ALLE MAFIE E ALLE CASTE (politiche)

Cari iscritti, militanti, dirigenti,elettori, simpatizzanti de LA DESTRA,sabato 24 gennaio 2009 il Partito è mobilitato a Napoli per una grande manifestazione nazionale sul tema “CONTRO MAFIE E CASTE, per risanare le Istituzioni, per la giustizia sociale, per la legalità”.La manifestazione si tiene nella capitale del Sud perchè è diventata, suo malgrado, il simbolo del degrado istituzionale, della commistione fra politica, affari e malavita, dello sfascio del sistema economico e produttivo, dell’illegalità diffusa e generalizzata.Si tratta di fenomeni che in qualche misura serpeggiano ormai in tutta la Penisola, ma che in Campania sono presenti in maniera esponenziale.La crisi dei valori e della politica, la formazione di blocchi politici monopolistici portatori di un “pensiero unico” liberal-capitalista, carente di riferimenti sociali e cristiani, dove gli eletti sono privi di consenso in quanto nominati, dove il tasso di libertà e di democrazia sono di fatto azzerati, potranno determinare il diffondersi e l’amplificarsi dei fenomeni in tutto il corpo sociale come un tumore in rapida metastasi.Ed è quindi lì che bisogna incidere il male e lì che la DESTRA deve riprendere con rinnovato vigore la sua battaglia valoriale e politica per la rinascita di Napoli e dell’Italia.Tutti a Napoli dunque il 24. Appuntamento alle 16 in piazza Mancini (angolo piazza Garibaldi-Stazione Centrale), luogo dal quale partirà il corteo.Comizio di Francesco Storace alle 18,30 in piazza Municipio.Per informazioni sulle partenze e su quant’altro necessario contattare le federazioni provinciali, la direzione Nazionale 06 32650421, il comitato organizzatore di NapoliManifestazione nazionale de LA DESTRA24 gennaio 2009 - Napoli
martedì 13 gennaio 2009
NON CI FERMATE!

Scandaloso. L’atteggiamento dei media, il silenzio delle forze politiche, l’inefficienza di chi dovrebbe garantire democrazia. E’ la scandalosa miscela che ruota attorno a quello che è successo ieri a Pisa, dove a centinaia di militanti di Gioventù italiana si è preteso di impedire di manifestare contro la privatizzazione dell’acqua.
Una manifestazione programmata da settimane è stata vietata un’ora prima del suo svolgimento dall’ineffabile prefetto della città, mentre teppisti di estrema sinistra presidiavano indisturbati il luogo dove avrebbe dovuto svolgersi l’iniziativa.Ovviamente i nostri ragazzi non ci sono stati, ma quel che è grave è che il questore – altro esempio di capace gestione dell’ordine pubblico – non ha fatto di meglio che scortare i militanti di Gioventù italiana in un luogo chiuso, per poter manifestare senza disturbare gli straccioni rossi.Ci sono state anche botte. Poteva finire male.
Se a Roma c’è una scritta sui muri contro il sindaco, le agenzie di stampa grondano dichiarazioni di solidarietà.Se in qualunque città, a un politico della casta si dicono due parolacce, insorge il democraticissimo mondo intero.Se ai nostri militanti viene impedito di manifestare non c’è uno straccio di gazzettiere che registra il fatto nelle cronache nazionali, non c’è un politicante che scrive due righe due di solidarietà, non c’è un responsabile che paga.
Militanti di Gioventù italiana, non vi sentiate soli. Con voi c’è La Destra, la nostra comunità, che si ritroverà a Napoli il prossimo 24 gennaio. Vi vogliamo alla testa del nostro corteo. A gridare in faccia al mondo intero che ce ne freghiamo delle minacce e dell’indifferenza dei potenti. La battaglia continua. E noi non molliamo. E a Pisa ci torniamo tutti insieme. Che Maroni lo consenta o no.
Una manifestazione programmata da settimane è stata vietata un’ora prima del suo svolgimento dall’ineffabile prefetto della città, mentre teppisti di estrema sinistra presidiavano indisturbati il luogo dove avrebbe dovuto svolgersi l’iniziativa.Ovviamente i nostri ragazzi non ci sono stati, ma quel che è grave è che il questore – altro esempio di capace gestione dell’ordine pubblico – non ha fatto di meglio che scortare i militanti di Gioventù italiana in un luogo chiuso, per poter manifestare senza disturbare gli straccioni rossi.Ci sono state anche botte. Poteva finire male.
Se a Roma c’è una scritta sui muri contro il sindaco, le agenzie di stampa grondano dichiarazioni di solidarietà.Se in qualunque città, a un politico della casta si dicono due parolacce, insorge il democraticissimo mondo intero.Se ai nostri militanti viene impedito di manifestare non c’è uno straccio di gazzettiere che registra il fatto nelle cronache nazionali, non c’è un politicante che scrive due righe due di solidarietà, non c’è un responsabile che paga.
Militanti di Gioventù italiana, non vi sentiate soli. Con voi c’è La Destra, la nostra comunità, che si ritroverà a Napoli il prossimo 24 gennaio. Vi vogliamo alla testa del nostro corteo. A gridare in faccia al mondo intero che ce ne freghiamo delle minacce e dell’indifferenza dei potenti. La battaglia continua. E noi non molliamo. E a Pisa ci torniamo tutti insieme. Che Maroni lo consenta o no.
PIATTAFORMA PER NAPOLI!
La Destra italiana è indisponibile a subire l’ulteriore censura di un’informazione asservita al sistema di potere scaturito dalle elezioni di aprile nei due campi del fasullo bipolarismo nazionale e scende in piazza ripartendo dal territorio.
Chiamiamo a raccolta i buoni italiani, che non intendono rinunciare alle proprie idee e che pretendono una politica capace di rappresentare l’ansia di giustizia sociale che sale dal Paese e mobilitiamo le nostre strutture per la manifestazione che terremo, con un corteo e un comizio, sabato 24 gennaio a Napoli.
Napoli, perché emblema del degrado morale di una politica sempre più corrotta, da una parte e dall’altra del campo;Napoli, perché emblema di una tragedia sociale legata a disoccupazione e carovita, che fatica a trovare autentica rappresentanza politica;Napoli, perché emblema di una infiltrazione spaventosa della criminalità organizzata nelle istituzioni e nella società;Napoli, perché qui La Destra può rilanciare il proprio messaggio etico, rivolto alle tante buone coscienze che rifiutano di rassegnarsi.
Da Napoli per l’Europa, per riportare nelle istituzioni parlamentari il messaggio della Destra dei valori, di una destra sociale e popolare, che non intenda rinunciare alle proprie radici identitarie e cristiane.Da Napoli per un’Europa che difenda finalmente gli italiani dalla minaccia integralista che viene dal Medio Oriente e pronunci un netto no all’ingresso della Turchia nella Ue.Da Napoli per un’Europa capace di garantire il diritto a lavorare delle imprese italiane, di fronte a un continente insensibile all’aggressione dell’economia cinese.Da Napoli per un’Europa capace di parlare con la voce dell’autonomia, rispettosa dell’Occidente ma non più succube dell’unilateralismo americano.Da Napoli per un’Europa finalmente più attenta alle famiglie che ai circuiti finanziari internazionali.Da Napoli in Europa, per far rispettare ora e per sempre l’Uomo e i suoi diritti naturali.
Con l’Italia che vuole acqua pubblica, mutuo sociale e preferenza nazionale nella gestione dei servizi sociali.
Chiamiamo a raccolta i buoni italiani, che non intendono rinunciare alle proprie idee e che pretendono una politica capace di rappresentare l’ansia di giustizia sociale che sale dal Paese e mobilitiamo le nostre strutture per la manifestazione che terremo, con un corteo e un comizio, sabato 24 gennaio a Napoli.
Napoli, perché emblema del degrado morale di una politica sempre più corrotta, da una parte e dall’altra del campo;Napoli, perché emblema di una tragedia sociale legata a disoccupazione e carovita, che fatica a trovare autentica rappresentanza politica;Napoli, perché emblema di una infiltrazione spaventosa della criminalità organizzata nelle istituzioni e nella società;Napoli, perché qui La Destra può rilanciare il proprio messaggio etico, rivolto alle tante buone coscienze che rifiutano di rassegnarsi.
Da Napoli per l’Europa, per riportare nelle istituzioni parlamentari il messaggio della Destra dei valori, di una destra sociale e popolare, che non intenda rinunciare alle proprie radici identitarie e cristiane.Da Napoli per un’Europa che difenda finalmente gli italiani dalla minaccia integralista che viene dal Medio Oriente e pronunci un netto no all’ingresso della Turchia nella Ue.Da Napoli per un’Europa capace di garantire il diritto a lavorare delle imprese italiane, di fronte a un continente insensibile all’aggressione dell’economia cinese.Da Napoli per un’Europa capace di parlare con la voce dell’autonomia, rispettosa dell’Occidente ma non più succube dell’unilateralismo americano.Da Napoli per un’Europa finalmente più attenta alle famiglie che ai circuiti finanziari internazionali.Da Napoli in Europa, per far rispettare ora e per sempre l’Uomo e i suoi diritti naturali.
Con l’Italia che vuole acqua pubblica, mutuo sociale e preferenza nazionale nella gestione dei servizi sociali.
NESSUN DIALOGO di Francesco Storace
Ormai è chiaro, stanno procedendo a passi da gigante, con una soluzione pasticciata. Alle Europee sbarramento al 4 per cento e preferenze a metà.Se le schede con preferenze superano quelle senza, le preferenze valgono, altrimenti no. Con questo capolavoro partorito dai geni di Pd e PdL stanno scodellando la soluzione peggiore per il popolo italiano e dobbiamo ancora oggi lanciare l’allarme.E’ in atto un colpo alla democrazia, si vuole impedire l’espressione della rappresentanza nazionale in Europa, si vogliono soffocare le liberta’ di espressione, il pluralismo politico.Militanti, dirigenti, simpatizzanti tutti de La Destra, è il tempo di comprendere che stanno preparando un attacco micidiale e dobbiamo reagire.
Il 24 gennaio con la manifestazione di Napoli, e anche in campo amministrativo: a chi pensa che le alleanze siano il fine della politica, chiedo come si fa a pensare di potersi sedere allo stesso tavolo di chi vuole impedirci persino di combattere.
Lo dico a titolo personale: non sosterrò un solo candidato che non sia de La Destra alle prossime elezioni amministrative e nessuno mi chieda di andare a fare comizi con chi è espressione dei partiti del colpo di Stato per via fintamente parlamentare.I padroni del Palazzo non vogliono ostacoli e figuriamoci se possiamo favorirli nel territorio.E’ una battaglia vera e dobbiamo prepararci a rispondere colpo su colpo.Questa è la mia opinione e ritengo di dirla. Non c’è molto da dialogare con chi attenta alla democrazia.
giovedì 8 gennaio 2009
lunedì 5 gennaio 2009
NOI NON DIMENTICHIAMO!

Noi non dimentichiamo. Trentuno anni fa, in via Acca Larentia a Roma, una strage falciò un gruppo di militanti del Msi. Caddero Franco Bigonzetti e Francesci Ciavatta, assassinati dal commando di terroristi rossi, e poche ore dopo, Stefano Recchioni, dal capitano dei carabinieri Sivori.Franco, Francesco e Stefano non sono caduti perché antifascisti, sono stati ammazzati dagli antifascisti. Chi strumentalmente cambia bandiera per ragioni di potere, risparmi le sue lacrime finte.Non ce n’è bisogno.FRANCO FRANCESCO STEFANO PRESENTI
LETTERA all'On. FINI del 30.12.2008 di Andrea Danubi e Franco Lorenzoni
Castiglione della Pescaia, 30 dic 2008
“La politica è l’arte di servirsi degli uomini,
facendo credere di servirli.”
A. Dumas
On. Fini,
Sappiamo che Lei non replica ai Suoi ex-elettori, preso ormai dal Suo ruolo di demolitore senza permesso del passato storico-politico Suo e del popolo che credeva in Lei, e di scioglitore di partiti che, in realtà, non Le sono mai appartenuti “dentro”.
Lei non è mai stato missino. Lei è stato solo un freddo arrampicatore senza scrupoli, senza contenuti umani. Ha calpestato qualsiasi ideale per avere le patenti di agibilità politica – anche internazionali – utili al Suo tornaconto.
Pur di legittimarsi presso comunità molto distanti da noi è andato in giro per il mondo a sparlare di un grande Italiano come Benito Mussolini. Di Lui dissero cose meravigliose personaggi illustri come
Gandhi (“il Duce è uno statista di primissimo ordine, completamente disinteressato, davvero desideroso della grandezza della sua Patria”), Thomas Edison (“Mussolini è il più grande genio politico del tempo di oggi”), l’Arciduca Giuseppe d’Ungheria (“L’Uomo che rappresenta la più grande figura dell’Europa moderna”), Franklin Delano Roosevelt (“Sono rimasto davvero ammirato dal modo come concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno”), Churchill (“Il genio romano impersonato in Mussolini, il più grande legislatore vivente, ha indicato la strada che un Paese può seguire quando è coraggiosamente condotto. Le leggi del Duce sono una pietra miliare nell’evoluzione mondiale”), Kipling (“Sappiatelo amare questo vostro meraviglioso fratello, che protegge i vostri interessi e il vostro avvenire: per l’Italia Egli è tutto”), Igor Stravinski (“Mussolini è un uomo formidabile. Egli è l’unico uomo che conti oggidì nel mondo intero”), Re Alberto del Belgio (“Sono estremamente entusiasta del Duce, del quale ho avuto modo di apprezzare la competenza, l’ingegno, e la vastità delle vedute”).
Uomini che appartengono alla Storia, non mezze figure della piccola bottega parlamentare nostrana.
Uomini più qualificati di Lei certamente – e non solo perché contemporanei – per giudicare quel GIUSTO tuttora appeso per i piedi dai rinnegati che hanno tradito non solo un’Idea, non solo Giorgio Almirante, ma soprattutto quella gente di Destra che Vi ha regalato, ahimé, fama e potere.
Quelle rare volte che pubblicamente Le è stato chiesto conto di questi aspetti (rare, perché i media di regime sono proni al potere) Lei ha dimostrato una coda di paglia gigantesca.
Immagino che avrà già interrotto la lettura (ammesso che l’abbia iniziata), non Le interessano i pareri del popolo, sennò avrebbe fatto campagna elettorale col Suo simbolo, invece di sparire sotto le gonne del Cavaliere. Ma c’è un giudizio, On. Fini, al quale non potrà sottrarsi: è quello che arriva per tutti, alla fine della nostra povera avventura terrena ( “I servi e i vili non sono graditi a Dio”, scrisse Carmelo Borg Pisani, l’ultimo martire irredentista italiano, sulla porta della cella....). E allora la coscienza, quando sarà lì, dovrà tirarla fuori. Non potrà nasconderla sotto la kippah.
La Sua carriera politica, On. Fini, è stata una bella scalata: ma sul petto Lei porta soltanto - oltre alla stella di David - medaglie di latta, false e miserevoli.
La ringraziamo per la cortese attenzione e Le porgiamo cordiali saluti.
Andrea Danubi e Franco Lorenzoni Castiglione Pescaia GR
“La politica è l’arte di servirsi degli uomini,
facendo credere di servirli.”
A. Dumas
On. Fini,
Sappiamo che Lei non replica ai Suoi ex-elettori, preso ormai dal Suo ruolo di demolitore senza permesso del passato storico-politico Suo e del popolo che credeva in Lei, e di scioglitore di partiti che, in realtà, non Le sono mai appartenuti “dentro”.
Lei non è mai stato missino. Lei è stato solo un freddo arrampicatore senza scrupoli, senza contenuti umani. Ha calpestato qualsiasi ideale per avere le patenti di agibilità politica – anche internazionali – utili al Suo tornaconto.
Pur di legittimarsi presso comunità molto distanti da noi è andato in giro per il mondo a sparlare di un grande Italiano come Benito Mussolini. Di Lui dissero cose meravigliose personaggi illustri come
Gandhi (“il Duce è uno statista di primissimo ordine, completamente disinteressato, davvero desideroso della grandezza della sua Patria”), Thomas Edison (“Mussolini è il più grande genio politico del tempo di oggi”), l’Arciduca Giuseppe d’Ungheria (“L’Uomo che rappresenta la più grande figura dell’Europa moderna”), Franklin Delano Roosevelt (“Sono rimasto davvero ammirato dal modo come concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno”), Churchill (“Il genio romano impersonato in Mussolini, il più grande legislatore vivente, ha indicato la strada che un Paese può seguire quando è coraggiosamente condotto. Le leggi del Duce sono una pietra miliare nell’evoluzione mondiale”), Kipling (“Sappiatelo amare questo vostro meraviglioso fratello, che protegge i vostri interessi e il vostro avvenire: per l’Italia Egli è tutto”), Igor Stravinski (“Mussolini è un uomo formidabile. Egli è l’unico uomo che conti oggidì nel mondo intero”), Re Alberto del Belgio (“Sono estremamente entusiasta del Duce, del quale ho avuto modo di apprezzare la competenza, l’ingegno, e la vastità delle vedute”).
Uomini che appartengono alla Storia, non mezze figure della piccola bottega parlamentare nostrana.
Uomini più qualificati di Lei certamente – e non solo perché contemporanei – per giudicare quel GIUSTO tuttora appeso per i piedi dai rinnegati che hanno tradito non solo un’Idea, non solo Giorgio Almirante, ma soprattutto quella gente di Destra che Vi ha regalato, ahimé, fama e potere.
Quelle rare volte che pubblicamente Le è stato chiesto conto di questi aspetti (rare, perché i media di regime sono proni al potere) Lei ha dimostrato una coda di paglia gigantesca.
Immagino che avrà già interrotto la lettura (ammesso che l’abbia iniziata), non Le interessano i pareri del popolo, sennò avrebbe fatto campagna elettorale col Suo simbolo, invece di sparire sotto le gonne del Cavaliere. Ma c’è un giudizio, On. Fini, al quale non potrà sottrarsi: è quello che arriva per tutti, alla fine della nostra povera avventura terrena ( “I servi e i vili non sono graditi a Dio”, scrisse Carmelo Borg Pisani, l’ultimo martire irredentista italiano, sulla porta della cella....). E allora la coscienza, quando sarà lì, dovrà tirarla fuori. Non potrà nasconderla sotto la kippah.
La Sua carriera politica, On. Fini, è stata una bella scalata: ma sul petto Lei porta soltanto - oltre alla stella di David - medaglie di latta, false e miserevoli.
La ringraziamo per la cortese attenzione e Le porgiamo cordiali saluti.
Andrea Danubi e Franco Lorenzoni Castiglione Pescaia GR
Articolo del 19.9.2008 di Andrea Danubi e Franco Lorenzoni
19 sett 08
“Il tradito può essere un ingenuo,
ma il traditore è sempre un infame.”
Caro Direttore,
“Non abbiamo portato sulle spalle le bare di ventisette ragazzi missini per compiacere a opportunismi, cinismi, trasformismi....”
Questa frase che Francesco Storace pronunciò all’Hilton di Roma, 5 anni fa, ci è venuta subito in mente ascoltando le parole vergognose di Gianfranco Fini, ieri 13 settembre 2008. Non esistono più aggettivi per commentare le ributtanti giravolte di quest’”uomo” capace solo di sommare abiure, pentimenti, gaffe personali, abusi di potere (vedi recenti vicende subacquee...), e di accumulare crediti, ma presso chi non lo voterebbe mai. Fare carriera, gestire cariche e poltrone sradicando la storia di una comunità politica, trasformando l’antifascismo – quell’antifascismo che rispettiamo per chi l’ha praticato quando il fascismo era in auge, non quello di regime che ha permesso ai comunisti e ai democristiani di sputarci addosso per 60 anni, diventando la più redditizia industria del dopoguerra – da strumento di lotta politica in valore da abbracciare e condividere....no, è troppo. È la triste parabola di un rinnegato: Badoglio al suo confronto era un coraggioso tutto d’un pezzo, un hombre vertical. È il Giuda della Fiamma, ma almeno Giuda trovò il coraggio di ammazzarsi. Come può, lo sdoganato con la kippah, andare al trentennale di Acca Larentia? Come può guardare in faccia Giampaolo Mattei, alla presentazione del libro su Primavalle? Sa cosa dichiarò Fini al Giornale, il 19 ottobre 1992?
“L’identità idelogica del MSI si manifesta anche nei rituali come il saluto romano. Ma il MSI fa politica e non si ferma ovviamente ai rituali. Mussolini sarà consegnato alla storia soltanto quando gli antifascisti avranno accettato di confrontarsi serenamente e senza pregiudizi con il suo pensiero e le sue opere. In quel momento non penso però che il Duce sarà appeso alla parete come un quadro. A lui, come a Cavour, Mazzini e Garibaldi, saranno intitolate piazze e monumenti.”
E pensare che nel 1994 Giorgio Pisanò aveva già capito tutto:
“Riconosciamo a chiunque il diritto di modificare le proprie opinioni e trarne le debite conseguenze. Quello che non riconosciamo a nessuno è il diritto di imbrogliare il prossimo e di sfruttarne spudoratamente e cinicamente gli entusiasmi, la fiducia, le speranze, per farne lo strumento di trasformismi finalizzati alla conquista di posizioni di potere. Solo i cretini e i complici in malafede possono ancora oggi sostenere che i comportamenti e gli atteggiamenti politici di Fini, quello che dice a proposito e a sproposito di Mussolini e del Fascismo, siano le manifestazioni di un’astutissima operazione tattica, tendente a portare il Fascismo e i fascisti nell’area di governo. Fini e compagni non hanno mai pensato di portare i fascisti al potere. Hanno pensato, e ci sono riusciti, di imbrogliare e sfruttare i fascisti per arrivare loro al potere. E adesso mirano all’ultima fase dell’operazione: quella dell’annullamento del MSI nel calderone liberaldemocratico del centrodestra.........dobbiamo impedire che un pugno di bastardi che abbiamo stupidamente allevato possa svendere noi e il grandioso patrimonio morale, politico e sociale di cui siamo i portatori.”
Ha ragione da vendere Marcello Veneziani: “...una Destra vera ha dignità, non sta in ginocchio col cappello in mano a ripetere quel che gli intimano di ripetere per farsi accettare dal club..(...) Il fascismo è morto e sepolto, figuriamoci le sue pulci postume che saltellano dal neofascismo all’antifascismo, campando ora dell’uno, ora dell’altro.”
Per definire Gianfranco Fini basta un piccolo episodio, sconosciuto ai più.
Nell’agosto del 2002 Umberto Scaroni, Vicepresidente dell’Unione Nazionale Combattenti della R.S.I, scrisse al presidente di AN la seguente lettera:
“Avendo appreso dall’ultimo numero della nostra rivista l’importo del contributo di Euro 52,00 da te inviato all’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi della RSI, a salvaguardia della memoria dei nostri gloriosi Caduti e a nome dei superstiti Combattenti della Repubblica Sociale provvedo a restituirti detta somma che, se accettata, suonerebbe offesa per i Soldati dell’Onore da te misconosciuti e condannati.”
Allegato assegno bancario di 52 euro.
Il padre di Fini, faccio notare, è stato nella Divisione San Marco della RSI.
Aveva ragione Bettino Craxi, quando disse di lui: “Un recipiente vuoto, senza un autonomo pensiero.”
La ringraziamo per la cortese attenzione, certi che comprenderà questo nostro polemico sfogo.
Speriamo possiate pubblicare anche le voci stonate. Un cordiale saluto
Andrea Danubi e Franco Lorenzoni - Castiglione della Pescaia GR
P.S.: “Il MSI ha grandi potenzialità che ci derivano dall’irrinunciabile continuità con il fascismo.... da questa continuità deriva l’orgoglio nazionale da contrapporre alle Leghe, la vocazione Sociale del Movimento, l’istanza partecipativa, il nostro messaggio alternativo ai modelli economici imperanti, l’ostilità al sistema dei partiti.”
Gianfranco Fini, il Secolo d’Italia, 29 gennaio 1991.
“Il tradito può essere un ingenuo,
ma il traditore è sempre un infame.”
Caro Direttore,
“Non abbiamo portato sulle spalle le bare di ventisette ragazzi missini per compiacere a opportunismi, cinismi, trasformismi....”
Questa frase che Francesco Storace pronunciò all’Hilton di Roma, 5 anni fa, ci è venuta subito in mente ascoltando le parole vergognose di Gianfranco Fini, ieri 13 settembre 2008. Non esistono più aggettivi per commentare le ributtanti giravolte di quest’”uomo” capace solo di sommare abiure, pentimenti, gaffe personali, abusi di potere (vedi recenti vicende subacquee...), e di accumulare crediti, ma presso chi non lo voterebbe mai. Fare carriera, gestire cariche e poltrone sradicando la storia di una comunità politica, trasformando l’antifascismo – quell’antifascismo che rispettiamo per chi l’ha praticato quando il fascismo era in auge, non quello di regime che ha permesso ai comunisti e ai democristiani di sputarci addosso per 60 anni, diventando la più redditizia industria del dopoguerra – da strumento di lotta politica in valore da abbracciare e condividere....no, è troppo. È la triste parabola di un rinnegato: Badoglio al suo confronto era un coraggioso tutto d’un pezzo, un hombre vertical. È il Giuda della Fiamma, ma almeno Giuda trovò il coraggio di ammazzarsi. Come può, lo sdoganato con la kippah, andare al trentennale di Acca Larentia? Come può guardare in faccia Giampaolo Mattei, alla presentazione del libro su Primavalle? Sa cosa dichiarò Fini al Giornale, il 19 ottobre 1992?
“L’identità idelogica del MSI si manifesta anche nei rituali come il saluto romano. Ma il MSI fa politica e non si ferma ovviamente ai rituali. Mussolini sarà consegnato alla storia soltanto quando gli antifascisti avranno accettato di confrontarsi serenamente e senza pregiudizi con il suo pensiero e le sue opere. In quel momento non penso però che il Duce sarà appeso alla parete come un quadro. A lui, come a Cavour, Mazzini e Garibaldi, saranno intitolate piazze e monumenti.”
E pensare che nel 1994 Giorgio Pisanò aveva già capito tutto:
“Riconosciamo a chiunque il diritto di modificare le proprie opinioni e trarne le debite conseguenze. Quello che non riconosciamo a nessuno è il diritto di imbrogliare il prossimo e di sfruttarne spudoratamente e cinicamente gli entusiasmi, la fiducia, le speranze, per farne lo strumento di trasformismi finalizzati alla conquista di posizioni di potere. Solo i cretini e i complici in malafede possono ancora oggi sostenere che i comportamenti e gli atteggiamenti politici di Fini, quello che dice a proposito e a sproposito di Mussolini e del Fascismo, siano le manifestazioni di un’astutissima operazione tattica, tendente a portare il Fascismo e i fascisti nell’area di governo. Fini e compagni non hanno mai pensato di portare i fascisti al potere. Hanno pensato, e ci sono riusciti, di imbrogliare e sfruttare i fascisti per arrivare loro al potere. E adesso mirano all’ultima fase dell’operazione: quella dell’annullamento del MSI nel calderone liberaldemocratico del centrodestra.........dobbiamo impedire che un pugno di bastardi che abbiamo stupidamente allevato possa svendere noi e il grandioso patrimonio morale, politico e sociale di cui siamo i portatori.”
Ha ragione da vendere Marcello Veneziani: “...una Destra vera ha dignità, non sta in ginocchio col cappello in mano a ripetere quel che gli intimano di ripetere per farsi accettare dal club..(...) Il fascismo è morto e sepolto, figuriamoci le sue pulci postume che saltellano dal neofascismo all’antifascismo, campando ora dell’uno, ora dell’altro.”
Per definire Gianfranco Fini basta un piccolo episodio, sconosciuto ai più.
Nell’agosto del 2002 Umberto Scaroni, Vicepresidente dell’Unione Nazionale Combattenti della R.S.I, scrisse al presidente di AN la seguente lettera:
“Avendo appreso dall’ultimo numero della nostra rivista l’importo del contributo di Euro 52,00 da te inviato all’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi della RSI, a salvaguardia della memoria dei nostri gloriosi Caduti e a nome dei superstiti Combattenti della Repubblica Sociale provvedo a restituirti detta somma che, se accettata, suonerebbe offesa per i Soldati dell’Onore da te misconosciuti e condannati.”
Allegato assegno bancario di 52 euro.
Il padre di Fini, faccio notare, è stato nella Divisione San Marco della RSI.
Aveva ragione Bettino Craxi, quando disse di lui: “Un recipiente vuoto, senza un autonomo pensiero.”
La ringraziamo per la cortese attenzione, certi che comprenderà questo nostro polemico sfogo.
Speriamo possiate pubblicare anche le voci stonate. Un cordiale saluto
Andrea Danubi e Franco Lorenzoni - Castiglione della Pescaia GR
P.S.: “Il MSI ha grandi potenzialità che ci derivano dall’irrinunciabile continuità con il fascismo.... da questa continuità deriva l’orgoglio nazionale da contrapporre alle Leghe, la vocazione Sociale del Movimento, l’istanza partecipativa, il nostro messaggio alternativo ai modelli economici imperanti, l’ostilità al sistema dei partiti.”
Gianfranco Fini, il Secolo d’Italia, 29 gennaio 1991.
domenica 28 dicembre 2008
venerdì 26 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
Il 24 gennaio a Napoli

L’esecutivo politico de La Destra si è riunito per la sua prima riunione dopo il Congresso nazionale di novembre e ha esaminato la situazione politica del Paese e le iniziative del Movimento da varare con estrema urgenza.Il degrado morale di una classe dirigente autoreferenziale deve vedere La Destra in prima fila, nella denuncia delle gravissime responsabilità politiche che emergono in ogni parte d’Italia e che la magistratura – a cui esprimiamo solidarietà contro ogni tentativo di bloccarne l’azione – sta individuando nei due poli, che con l’alibi della semplificazione politica hanno messo in campo un sistema in cui poter agire impunemente.Ne sono emblema le gravissime vicende che accadono a Napoli, Potenza, in Calabria, in Abruzzo, in Toscana, per finire con lo scandalo della bancarotta Alitalia: è il vuoto determinato dalla scomparsa di ogni tratto etico nell’amministrazione della cosa pubblica.Gravissimi sono gli atteggiamenti del Pd e del Pdl, entrambi coinvolti ai vari livelli, e mai come ora avvertiamo l’esigenza di una posizione altra rispetto alle forze in campo.Le elezioni in Abruzzo hanno testimoniato quanto forte sia il disgusto dei cittadini verso questa politica e anche La Destra ne ha subito le conseguenze: agli elettori non siamo riusciti a far percepire con nettezza la nostra diversità rispetto allo stesso Pdl.Dobbiamo stimolare quella reattività di cui sembra incapace un’opinione pubblica disorientata da quello che sta accadendo e che appare molto più spaventata – e non certo a torto – dalla gravissima crisi sociale in atto, a partire dall’aumento di ore di cassa integrazione che si sta profilando ovunque, e in particolare nelle aree industriali, che si abbatte in modo evidente sulle famiglie monoreddito.Non dovrà essere più così: alle prossime elezioni amministrative ed Europee dovrà profilarsi con grande chiarezza la nostra alternatività rispetto ad un sistema compromesso, sin dal primo turno di elezioni amministrative, mettendo da subito la massima cura nella ricerca di candidati per le liste de La Destra, in modo da supplire al gap clientelare che ha caratterizzato proprio le recenti regionali abruzzesi, nelle quali è praticamente scomparso il voto d’opinione con il massiccio uso del voto di preferenza, e caratterizzando i programmi amministrativi con tematiche di assoluto interesse popolare, a partire dalla tutela dell’acqua come bene pubblico, dal mutuo sociale e dalla preferenza nazionale per l’accesso ai servizi sociali.La segreteria seguirà con particolare attenzione quelle zone dove esistono maggiori difficoltà per la presentazione delle liste, in modo da garantire comunque a La Destra eletti nelle assemblee locali.Ma La Destra deve porsi anzitutto il problema di interloquire prioritariamente con la società, senza pasticci in politichese e varare le più articolate forme di comunicazione territoriale, a partire dall’informazione libera e locale nelle televisioni regionali.A chi dice che occorrono investimenti sul territorio diciamo che ha ragione, ma dobbiamo chiederci se valga più sforzarsi dal centro del partito per aprire una sezione o non sia meglio impegnarci per spazi di informazione nostra sulle televisioni locali.Vareremo un’immediata campagna di autofinanziamento per sostenere le spese necessarie alla controinformazione con un conto corrente dedicato e trasparente.Il 24 gennaio porteremo in piazza a Napoli, simbolo del degrado politico e sociale di un mezzogiorno che a partire da Campania e Calabria può diventare il simbolo della lotta per una nuova etica, l’Italia ansiosa di liberarsi dal malaffare imperante e sin da ora tutte le strutture sono mobilitate e l’organizzazione della prima manifestazione de La Destra sarà curata dal responsabile organizzativo Aldo Tracchegiani e dal segretario amministrativo Livio Proietti, ai quali faranno riferimento tutte le strutture locali.In preparazione è anche una conferenza programmatica sulla crisi della piccola impresa, che terremo a Milano e la cui organizzazione sarà stabilita d’intesa con Alberto Arrighi.Su proposta di Nello Musumeci, il dipartimento Organizzazione procederà anche al censimento di tutti i nostri amministratori locali per una tre giorni di formazione politica dei nostri eletti.La preparazione delle liste per le Europee è a buon punto e il segretario Francesco Storace sarà capolista nelle tre circoscrizioni del Nord Italia e del Centro, qui seguito dal presidente Buontempo.Al Sud, i capilista saranno lo stesso Buontempo e il vicesegretario Musumeci, che guiderà anche la liste per le Isole.Non è più il tempo dei personalismi e larga parte delle liste sarà in rigoroso ordine alfabetico.Nelle prossime giornate sarà inviata da Tracchegiani e Proietti tutta la modulistica necessaria alla sottoscrizione delle firme, con le istruzioni necessarie all’ordinato lavoro di raccolta e validità.
domenica 14 dicembre 2008
RAIMONDO UNO DI NOI!

E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo' MILANO - "Non rinnego ne' Salo', ne' Sanremo". Questo il titolo di un'intervista a Raimondo Vianello sul settimanale "Lo Stato" (oggi in edicola) diretto da Marcello Veneziani. Lo show - man parla del Festival di Sanremo, di televisione. Poi la domanda politica: "Che ne pensa del revisionismo storico di Fini sulla Repubblica di Salo' alla quale lei aderi'?". Replica Vianello: "I giovani che sono andati a Salo' erano spinti dall'idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, gia' la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Si puo' dire che il fascismo e' stato un regime dittatoriale anche perche' imborghesendosi ha tradito le sue origini socialiste, mentre a Salo' si tento' di dare nuove norme sociali partendo gia' dal nome Repubblica sociale. Quei giovani dovrebbero essere piu' rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Morti ce ne sono stati da tutte e due le parti, ma chi e' andato su, sapeva di finire male. Non va abiurato". Una parte di questa dichiarazione e' stata, ieri, anticipata dalle agenzie. E Vianello si stupisce. Al Corriere commenta: "Non mi pare di aver dichiarato nulla di sconvolgente. Ho voluto solo dire che molti giovani sono andati a Salo' in buona fede, solo per tener fede alla parola. Non per vincere la guerra, ma perche' avevano degli ideali. Per questo vanno rispettati. Cio' che invece va rinnegata e' l'esperienza di regime, la dittatura". "Del resto - conclude Vianello - perfino il Presidente della Camera Violante ha lanciato un messaggio di apertura e distensione verso la questione Salo'. Disse proprio: "Nella lacerazione fascismo - antifascismo deve restare l'identita' degli uni e degli altri, pero' gli eredi di entrambi devono avere oggi un atteggiamento reciproco molto rispettoso. Non bisogna usare la memoria vendicativa come arma contro i nemici di ieri o i loro eredi di oggi".
giovedì 11 dicembre 2008
martedì 9 dicembre 2008
Gioventù Italiana: la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua non si ferma, stampati 100 mila volantini

Se la sinistra e il Governo pensano che la nostra battaglia contro la privatizzazione dell’acqua si fermi qua stanno sbagliando . Questo quanto dichiara Luca Lorenzi a nome dei giovani de La Destra. L’aggressione da parte dei centri sociali ai danni dei ragazzi di Gioventù Italiana a Pisa è un fatto molto grave , oltre trecento delinquenti hanno infatti tentato di caricare dieci militanti di Gioventù italiana aggredendoli in pieno centro mentre stavano distribuendo bottiglie di acqua ai cittadini pisani e volantini di ProgettoH2o una proposta di legge contro la privatizzazione dell’acqua.La nostra risposta non si è fatta attendere spiega Lorenzi : Abbiamo fatto stampare 100 mila volantini a colori per spiegare ai cittadini italiani che il Governo Berlusconi ha di fatto dato la possibilità di privatizzare gli acquedotti di tutte le città italiane. Solo nella regione toscana sono in distribuzione 50 mila volantini mentre i militanti di Gioventù Italiana si stanno organizzando per distribuire i restanti nelle varie regioni italiane.Per ricevere il materiale info@gioventuitaliana.org
Protesta di Storace al presidente Vigilanza Rai per le censure della Rai a La Destra
Il segretario de La Destra, Francesco Storace, ha formalizzato ieri sera al presidente Villari la protesta del movimento contro la volgare censura della Rai nei riguardi del partito: ne dà notizia l'ufficio stampa."E' comprensibile che contino di più le buffonate del Presidente del Consiglio a Pescara, ma la servitù che staziona con i soldi nostri a viale Mazzini ha il dovere di garantire informazione anche a un milione di italiani che hanno scelto La Destra e a quanti si preparano, domenica, a votare Teodoro Buontempo in Abruzzo. Il nostro Comitato centrale di ieri ha deciso la straordinaria mobilitazione per la manifestazione di Roma il 24 gennaio e Riotta, Mazza e Di Bella censurano la notizia. È vergognoso" ha detto Storace. "Non si è data nemmeno la notizia della nomina di Nello Musumeci a vicesegretario nazionale, guai a far sapere che belle personalità stanno con noi".
Solidarietà ai militanti pisani aggrediti dai centri sociali
"Solidarietà ai militanti aggrediti a Pisa. In Italia sta rinascendo un clima di odio insopportabile. La Destra non assisterà passivamente". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
mercoledì 3 dicembre 2008
RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA!

Da sabato 22 novembre è iniziata la campagna "RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA", che ha avuto enorme successo tra i residenti del III Municipio chiedendo loro di segnalare i problemi che affliggono il loro quartiere.
Sabato 6 dicembre prosegue la campagna "RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA".
Successivamente le istanze dei residenti verranno personalmente fatte presenti al Presidente del III Municipio dal portavoce del circolo, Michele Arnoni, il quale si impegna ad incalzare continuamente ed incessantemente il consiglio municipale, ogni qual volta si riunirà, sino al recepimento dei consigli e alla soluzione dei problemi ritenuti più urgenti e più meritevoli dalla cittadinanza.
SABATO 6 DICEMBRE I MILITANTI DI RIVOLTA IDEALE SI RITROVERANNO IN PIAZZA BOLOGNA DALLE 16.30
lunedì 1 dicembre 2008
W I BLOG!
Storace, tappare la bocca ai blog vuo dire uccidere la democrazia
"Il tentativo del Governo Berlusconi - identico a quello tentato dal Governo di Prodi - di stoppare i blog è vergognoso. Altro che Popolo della libertà: minare la rete è uccidere la democrazia. Il Governo ritiri con immediatezza i suoi scellerati e liberticidi disegni contro la libertà di informare. In qualunque modo, faremo vivere www.storace.it". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
"Il tentativo del Governo Berlusconi - identico a quello tentato dal Governo di Prodi - di stoppare i blog è vergognoso. Altro che Popolo della libertà: minare la rete è uccidere la democrazia. Il Governo ritiri con immediatezza i suoi scellerati e liberticidi disegni contro la libertà di informare. In qualunque modo, faremo vivere www.storace.it". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
giovedì 27 novembre 2008
RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA!



Da sabato 22 novemebre è iniziata la campagna "RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA". Rivolta Ideale ha incontrato i residenti del III Municipio chiedendo loro di segnalare i problemi che affliggono il loro quartiere. Sono state raccolte, in poco meno di 2 ore, quasi 100 segnalazioni da parte dei cittadini riguardanti i problemi della sicurezza (ricordiamo che il quartiere risente del degrado della stazione Tiburtina), dell'assenza dei militari e dei poliziotti di quartiere, dei nuovi marciapiedi, dell'assenza di posti auto e moto, della troppa presenza di venditori ambulanti che occupano spazi dei cittadini e dei negozianti, dei cassonetti "troppo pieni" e/o dell'assenza di cassonetti per la raccolta differenziata e via discorrendo. Nella stessa occasione si sono registrate inoltre nuove adesioni al partito volte a dimostrare la fiducia dei cittadini nelle scelte coraggiose de LADESTRA. La campagna "RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA" proseguirà per tutto il mese di dicembre, gennaio e febbraio. Successivamente le istanze dei residenti verranno personalmente fatte presenti al Presidente del III Municipio dal portavoce del circolo, Michele Arnoni, il quale si impegna ad incalzare continuamente ed incessantemente il consiglio municipale, ogni qual volta si riunirà, sino al recepimento dei consigli e alla soluzione dei problemi ritenuti più urgenti e più meritevoli dalla cittadinanza.
Michele Arnoni
CORDOGLIO PER L'ATTENTATO IN INDIA!
CORDOGLIO A TUTTE LE INNOCENTI VITTIME DELL'ATTENTATO TERRORISTICO IN INDIA. SOLIDARIETA' E SPERANTA A TUTTI GLI OSTAGGI!
Statue incappucciate contro le morti bianche!

Più di 2500 incidenti al giorno, tre morti quotidiane, 27 invalidi permanenti, per un bilancio complessivo che nel 2007 ha raggiunto le 1.200 vittime.“Ogni maledetto giorno” - denuncia Gianluca Iannone di Casapound Italia - “in Italia si muore sul lavoro, con cifre e proporzioni indegne di un Paese civile. Ogni maledetto giorno la Nazione cade strozzata dagli speculatori, dagli affaristi e dai loro padroni e padrini illustri. Contro lo scempio sociale delle morti sul lavoro,” - continua Iannone - “CasaPound Italia vuole aprire gli occhi di quegli italiani che qualcuno vorrebbe distratti dalle avventure, certo socialmente fondamentali, di ex parlamentari comunisti alle prese con reality e rotocalchi.Contro la disintegrazione dello stato sociale e della dignità del lavoro ormai non più contrastata da alcuna delle forze politiche sedicenti progressiste, CasaPound Italia ha nella notte deciso di incappucciare in tutte le città italiane le statue dei padri della patria per evitare ai loro occhi la vista di un dramma che ha responsabilità chiare, precise, evidenti. Responsabilità alla luce delle quali le lacrime da coccodrillo di politici, istituzioni, potentati e soprattutto sindacati danno semplicemente il voltastomaco”.“Perché” - conclude Iannone - “non ci può essere Nazione dove padri e madri, figli e figlie continuano ad essere sacrificati ogni giorno sull’altare del calcolo, della speculazione, dell’usura”.L’azione si è svolta nelle seguenti città :Torino, Novara, Verbania e Domodossola, Macerata, Bologna, Teramo, Palermo, Pistoia, Arezzo, Firenze, Lucca, Latina, Anzio, Palestrina, Parma, Roma, Nettuno, Gaeta, La Spezia, Genova, Ascoli, Bolzano, Lamezia, Crotone, Frosinone, PalermoFoto a libera disposizione dei media su
www.casapound.org/statue
www.casapound.org/statue
domenica 23 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA!

IL CIRCOLO TERRITORIALE DE LA DESTRA – GIOVENTÙ ITALIANA , RIVOLTA IDEALE, DA SABATO 22 NOVEMBRE INIZIA LA CAMPAGNA "RIVOLTA IDEALE TI ASCOLTA". RIVOLTA IDEALE INCONTRA I RESIDENTI DEL III MUNICIPIO CHIEDENDO LORO DI SEGNALARE I PROBLEMI CHE AFFLIGGONO IL LORO QUARTIERE. LE ISTANZE DEI RESIDENTI VERRANNO FATTE PRESENTI AL PRESIDENTE DEL III MUNICIPIO.
SABATO 22 NOVEMBRE SI RITROVERANNO IN PIAZZA BOLOGNA I MILITANTI DI RIVOLTA IDEALE CHE NON POTRANNO PRESENZIARE IN ABBRUZZO.
22 novembre giornata elettorale dell'Abruzzo

Si comunica a tutti i Dirigenti e ai militanti che giungono in Abruzzo per la giornata nazionale di mobilitazione che dovranno dirigersi, in base alla provenienza, nei luoghi di ritrovo assegnati dall’Ufficio Elettorale Nazionale previo contatto telefonico ai numeri: 0632650421 - 0632663565 L’Ufficio Elettorale Nazionale predisporrà nei luoghi di ritrovo assegnati un punto di consegna di volantini ed altro materiale di propaganda; L’obiettivo prefissato è quello di dare un massiccio impulso alla nostra campagna elettorale in Abruzzo e di supporto ai nostri candidati e al Presidente Buontempo e, soprattutto, quello di essere a contatto con i cittadini che ormai sono stati completamente abbandonati da tutti quei partiti che, rinchiusi nelle stanze del potere, restano distanti anni luce dai problemi del territorio e della gente.La Destra, partito del popolo e per il popolo, rifiuta questo tipo di atteggiamento da parte della Casta che fa del cittadino un semplice elettore. Un numero. Tutti in piazza, quindi, per essere protagonisti. Insieme.
On. Roberto SalernoUfficio Elettorale Nazionale
On. Roberto SalernoUfficio Elettorale Nazionale
martedì 18 novembre 2008
AGGREDITA MILITANTE DI GI: MOBILITAZIONE PER GENOVA. Manifestazione all’università di Genova contro la 133.
Qualche giorno fa è accaduto un fatto gravissimo, i soliti pacifinti democratici hanno visto bene di aggredire una nostrA militante con la sola colpa di fare volantinaggio fuori dall'università di Genova. Come al solito si sono presentati in 10 contro una RAGAZZA (che coraggiosi) minacciandola di andare via e di non presentarsi più.... vi tralascio i particolari. Da qui l'idea di organizzare una manifestazione fuori dall'università per dare un segnale forte e preciso. Devono capire che la contestzione non è un'esclusiva della sinistra, e che anche in città difficili come Genova Gioventù Italiana o comunque sia un movimento a destra si può ritagliare il proprio spazio. Sabato 22 ore 10:30 manifestazione a Genova contra la riforma universitaria e per la libertà di espressione. Non vi sto nemmeno a dire quanto sia imortante la massima mobilitazione. Per info contattateci a info@gioventuitaliana.org oppure al numero: 320 3616866 Luca.
Sabato 22 novembre il movimento giovanile de La Destra Gioventu’ Italiana organizzerà un presidio in via XX Settembre a Genova, angolo via San Vincenzo dalle ore 10.00 del mattino per manifestare contro questa riforma universitaria, in particolare contro il Decreto legge Tremonti 133.” Siamo contrari a qualsiasi taglio incondizionato dei fondi nei confronti degli Atenei italiani .Riteniamo il decreto del Governo come una minaccia incombente per l’università italiana da anni stretta nella morsa dei baronati universitari e degli interessi di questo o quel politico”.Riteniamo che in questi anni si siano fatti troppi sprechi con i soldi pubblici che hanno portato al moltiplicarsi dei Corsi di Laurea il più delle volte inutili e ad un proliferare di sedi e poli distaccati in ogni città. In alcuni casi abbiamo assistito all’apertura di nuovi Atenei con il solo scopo di creare nuovi posti di lavoro e di potere per questa casta baronale ,che soffoca il sistema universitario italiano, tanto dedita e legata alla sinistra italianaLa mole di questi sprechi ha condizionato e minato la qualità di tutti gli istituti nel nostro paese avendo tolto gran parte delle risorse per la didattica per le strutture e per la ricerca. Per questo Gioventù Italiana chiede che siano effettuati dei tagli solo dove è necessario e solo dove sono stati effettuati sprechi , riteniamo inoltre che il decreto 133 vada a togliere le risorse a tutti gli atenei a tutti i corsi di laurea in maniera indistinta ed ingiusta.
Storace: se Villari si dimette lo denuncio.
Il senatore Villari la deve smettere con la sua sceneggiata. E’ stato eletto presidente della commissione di Vigilanza Rai e anziché mettersi a girovagare per i palazzi delle istituzioni della Repubblica, per difendersi dalla minacce del suo partito (poco) democratico, ha un solo dovere, quello di convocare la commissione che gli è stata affidata dal Parlamento per varare il regolamento per le regionali in Abruzzo.La violazione sfacciata del pluralismo può essere evitata solo da regole chiare e trasparenti, che vanno approvate con immediatezza. Lo stabiliscono la legge 103 sul servizio pubblico radiotelevisivo; la legge 515; la legge 28 del 2000 sulla par condicio; i regolamenti della commissione.Se Villari insiste sul suo atteggiamento, annunceremo stamane a Pescara che saremo costretti a denunciarlo per un comportamento fuorilegge.La convocazione della commissione spetta solo a lui: se la sinistra gli impone di dimettersi e lui lo fa, sarà responsabile di aver attentato alla regolarità della campagna elettorale. Se non si dimette ma non convoca l’organismo, la responsabilità sarà identica. Faccia il suo dovere, consenta agli abruzzesi di essere informati. Altrimenti, è solo un poveruomo attaccato ad una poltrona.L’avvocato Livio Proietti sta già lavorando alla prima diffida formale
SOLIDARIETA' A CASAGGì FIRENZE!

“Non è la prima volta che accade. Era già successo meno di un mese fa che un corteo dell’estrema sinistra, per giunta non autorizzato, sfilasse in Via Frà Bartolomeo, a pochi passi dalla nostra sede. Noi denunciammo il fatto, ma a nessuno parve interessare”. Così Francesco Torselli, presidente provinciale di Azione Giovani e dirigente di Alleanza Nazionale di Firenze, a premessa dei fatti accaduti oggi.“Stamattina” rende noto Azione Giovani, “si è ripetuta la stessa pantomima. Un corteo di pseudo-studenti sfila per Viale Don Minzoni e passa dall’incrocio con Via Maruffi, strada che ospita la nostra sede. Al passare del corteo, alcuni dei nostri ragazzi escono dalla sede e contro di loro va in scena l’ignobile cagnara: prima i soliti slogan che offendono i ragazzi di destra caduti negli anni ’70, poi dalle parole si passa ai fatti e, nonostante lo schieramento delle Forze dell’Ordine, contro i ragazzi di Azione Giovani inizia un lancio di petardi, di torce e di bottiglie”.“Ma la cosa non è finita” prosegue Azione Giovani, “ed i manifestanti (chiamiamoli così…), fatto il giro dell’isolato, hanno tentato un nuovo assalto contro la sede di Azione Giovani, passando stavolta da Via Frà Bartolomeo con tanto di nuovo lancio di petardi, fumogeni, bottiglie e lattine di birra contro i nostri ragazzi e verso la palazzina che ospita le sedi di Alleanza Nazionale, Azione Giovani e Casaggì. Durante il percorso poi, alcune torce e alcuni fumogeni sono state lanciate anche contro le vetrine di un noto bar della zona, reo di ospitare saltuariamente alcune iniziative culturali organizzate da associazioni di destra. Un sistema di ritorsione mafiosa già noto, purtroppo, nella nostra città”.“Sono sinceramente senza parole” commenta TORSELLI, “posso solo prendere atto che Firenze, oggi, è una città fortemente intollerante e le istituzioni, dal Sindaco al Prefetto, al Questore, devono rendersene conto e prendere i dovuti provvedimenti. Non è possibile che si arrivi a leggere di locali distrutti perché ritrovo di ragazzi di destra o che si debba assistere, impotenti, ad assalti premeditati contro la sede, ricordiamocelo, di un partito politico al governo della nazione”.“Ormai è chiaro come l’intento della sinistra sia andato ampiamente in porto” spiega ancora Torselli, “trasformare i cortei spontanei degli studenti in manifestazioni politicizzate indirizzate, via via, contro il nemico di turno che ieri poteva essere il Ministro Gelmini ed oggi un ragazzo di 16 anni colpevole di entrare nella sede di Azione Giovani. E’ un copione che questi nullafacenti hanno imparato dai loro genitori che, a loro volta, lo attuarono nel ‘68”.“A Firenze” conclude Torselli, “si respira aria di intolleranza politica. Il clima è molto teso e non passa giorno in cui la destra non finisca sotto aggressione, fisica o verbale, nelle piazze, nelle scuole, nelle università. Le istituzioni devono rendersi conto di questo: non esiste uno scontro tra opposte fazioni, ma una parte che assale ricorrendo alla violenza ed una parte che è assalita perché in crescita di consenso. Oggi in tutta Italia si celebrava la “Giornata dello Studente”, dispiace che sia Firenze a distinguersi dalle altre città per intolleranza e rifiuto del dialogo e della democrazia”.Francesco Torselli e con lui il Responsabile Provinciale di Azione Studentesca (movimento degli studenti vicini ad AN) Francesco Bellotta e i dirigenti provinciali di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale Jacopo Giannoni e Marco Scatarzi rivolgono un caloroso appello alle istituzioni democratiche di questa città affinché prendano provvedimenti contro chi pensa di imporre il proprio pensiero politico agli altri usando la via della forza, dell’arroganza, della violenza, ma al tempo stesso si dicono determinati ad andare fino in fondo alla vicenda: “interpelleremo i nostri consiglieri comunali, i nostri parlamentari e perfino i nostri Ministri, ma vogliamo sapere perché a questi signori, che non si nascondono, rivendicando tranquillamente le proprie bravate, venga permesso tutto questo”.
lunedì 17 novembre 2008
IL MUTUO SOCIALE SBARCA IN CAMPIDOGLIO!
Il mutuo sociale potrebbe diventare realtà a Roma.Ieri sera, il Consiglio comunale, dopo un lungo dibattito sulla casa, ha approvato un ordine del giorno che ho presentato a nome de La Destra e che ha ottenuto i voti della maggioranza.In particolare, sono stati accolti due punti del documento: il primo riguarda la necessità di modificare il Piano regolatore della Capitale, approvato in fretta e furia dalla maggioranza di Veltroni e che tolse le aree destinate alle case popolari, nonostante le ingenti risorse messe a disposizione di Roma fin dalla mia amministrazione regionale proprio per rispondere all’emergenza abitativa.Il secondo punto approvato riguarda la proposta di “valutare ipotesi di intervento attivo dell’amministrazione in tema di mutuo sociale“, vista la necessità “sostenere il diritto alla proprietà della casa anche alle famiglie meno agiate”.Credo che si tratti di un passo in avanti, si comincia a fare strada qualche idea che viene da destra e questo è positivo. Ora si tratterà di tradurre in delibera questo impegno e staremo sopra l’amministrazione capitolina, anche proponendo iniziative popolari a sostegno.E’ stato rinviato, su richiesta dell’assessore alla Casa, Alfredo Antoniozzi, un altro punto del documento proposto da La Destra in Campidoglio, quello che invita “a studiare l’opportunità di modificare i criteri di assegnazione degli alloggi popolari, introducendo tra i criteri suddetti la nazionalità italiana”, visto “che troppo spesso le popolazioni immigrate godono di un trattamento privilegiato rispetto alle famiglie italiane nelle graduatorie di assegnazione delle case popolari”.
E’ ovvia la prudenza della maggioranza su quest’ultimo aspetto, magari hanno timore di farsi attaccare dalla sinistra, ma abbiamo acconsentito a rinviare il tema perché era più importante far passare il principio legato alla messa in agenda del mutuo sociale.Sulla preferenza nazionale per gli assegnatari di case popolari proporrò alla federazione romana di lanciare in città una delibera di iniziativa popolare, per depositare in Campidoglio tantissime firme che renderanno inevitabile rendere giustizia prima di tutto agli italiani.
mercoledì 12 novembre 2008
lunedì 10 novembre 2008
i 400 membri del comitato centrale del partito e lo statuto del partito approvato dal congresso nazionale.
Storace eletto per acclamazione segreatario Nazionale del La Destra. Buontempo Presidente
Al termine della relazione finale al primo congresso della Destra, Francesco Storace e' stato eletto per acclamazione segretario del partito. Insieme a lui e' stato confermato presidente Teodoro Buontempo. Nella notte, intanto, La Destra aveva anche approvato lo statuto
CONGRESSO APPROVA LA NOTTE SCORSA STATUTO PARTITO
Si conclude oggi, nel Salone delle Fontane all'Eur, il primo congresso nazionale de La Destra.
Una seduta fiume, durata fino a tarda notte, ha invece dato il via, ieri, al nuovo statuto che prevede l'elezione 'in ticket' di segretario e presidente del partito, quest'ultimo proposto dal segretario, e, un'assemblea nazionale di 400 membri. Subito dopo la relazione conclusiva di Francesco Storace, sara' messa ai voti l'unica mozione generale, firmata dallo stesso segretario uscente .
LA DESTRA: SALERNO, APRIAMO ANCHE ALL'UDC
''Non e' e non deve essere soltanto il PdL il nostro unico interlocutore e lancio l'invito all'Udc a riflettere su una proposta politica sostenibile e realizzabile, che metta al centro una politica sociale a cui contribuire ciascuno con le proprie identita'''. Lo dichiara Roberto Salerno, responsabile nazionale dell'Ufficio elettorale de La Destra.
''Un polo sociale, quindi - aggiunge Salerno - che metta al centro la famiglia, i lavoratori, i pensionati e le piccole e medie aziende, oggi ignorate dalle politiche lobbistiche del Governo di Berlusconi. Un polo sociale che riaffermi l'autentica cultura del centrodestra, cosi' come La Destra aveva impostato e che Berlusconi ha invece disatteso nei fatti''. ''Una cultura - conclude Salerno - che il PdL vuole di fatto annullare dal panorama politico italiano, ma di cui oggi, invece, se ne sente piu' che mai la necessita'. Avvieremo a tal fine le opportune diplomazie per verificare l'ipotesi di questa apertura''.
BUONTEMPO,BICAMERALE E' ERRORE,SERVE COSTITUENTE
''Le cattive abitudini della politica ritornano sempre''. Con questa battuta Teodoro Buontempo ha commentato, a margine del congresso della Destra, l'accordo tra Fini e D'Alema per una bicamerale sul federalismo.
Secondo il vice di Francesco Storace, ''il sistema della bicamerale per fare le riforme e' ormai fallito da trent'anni''. Per l'esponente della Destra e' necessario invece dar vita ad una costituente: un Parlamento ad hoc eletto con il proporzionale puro che riformi la Costituzione il cui testo dovra' essere poi sottoposto a referendum. ''Va bene il dialogo tra gli schieramenti opposti - ha detto Buontempo - sulla strada delle riforme. Questo e' un dato di maturita' democratica, ma la bicamerale ha gia' fatto il suo tempo''. Questa notte e' stato approvato all'unanimita' lo statuto del Partito. Prevede un' Assemblea nazionale composta da 400 rappresentanti. Il segretario viene eletto in ''ticket''insieme al presidente del partito.
STORACE, FINI E D'ALEMA LAVORANO PER NON FARLO
''C'e' un accordo tra Fini e D'Alema per fare il federalismo? questo vuol dire che non vogliono farlo''. Con questa battuta Francesco Storace ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse del federalismo a margine del congresso de La Destra
STORACE, VERRA' ANCHE MOMENTO ALLEANZA CON PDL
''Siamo un partito democratico orgoglioso della sua indipendenza. Siamo nati per raccogliere consensi e per dare ai cittadini. Non siamo un'opposizione. Verra' anche il momento delle alleanze''.
E' questo un passo dell'intervento conclusivo con il quale Francesco Storace ha chiuso la tre giorni del primo congresso. L'ex governatore del Lazio ha giudicato ovvio che l'attenzione della Destra ''si rivolga al soggetto politico piu' vicino, il Pdl''.
''Dovremmo guardare a Veltroni?'', ha chiesto alla platea dei delegati che hanno ovviamente risposto con un diniego ''Dobbiamo essere capaci - ha detto ancora Storace - di spostare a Destra l'asse del bipolarismo italiano. Io sono contento, come uomo politico, di aver lavorato per il bipolarismo. Tuttavia oggi mi batto per un bipolarismo che non abiuri i valori della Destra''
STORACE, NON SAREMO IL BANCOMAT DI BERLUSCONI
''Non saremo il bancomat di Berlusconi da utilizzare a sua convenienza''. Lo ha detto Francesco Storace nel discorso conclusivo del congresso de La Destra.
Rivolgendosi ai delegati il leader del movimento ha sottolineato: ''ricordate pero' che sta a noi non farci trattare come un bancomat''.
Nel suo discorso Storace si e' intrattenuto in piu' occasioni sui rapporti con il Pdl. ''E' ovvio - ha sottolineato - che parliamo male del Pdl perche' lo sguardo si posa su chi ci e' vicino''. L'ex ministro della sanita' si e' detto pronto ''a fare opposizione contro Berlusconi, anche se non c'e' il luogo dove farlo. Denunceremo comunque gli errori che fa. Al centrodestra mancano i valori. Il Pd lo ha capito ed ha cercato di invadere una destra nulla''. Storace ha invitato tutti a sdrammatizzare il rapporto con il Pdl: ''basta con le analisi del sangue quotidiane nel nostro partito su chi ama Berlusconi. Qui c'e' gente che ama solo La Destra. Non possiamo sempre a stare a chiederci cosa facciamo con il Pdl. Dovranno essere loro ad interrogarsi su quello che noi vogliamo fare''.
Infine Storace ha confermato di ritenere Berlusconi inaffidabile dopo la mancata alleanza alle ultime elezioni: ''ma dobbiamo chiederci anche dove sta un altro leader politico che sia piu' affidabile di lui. Presto potremmo chiederci non se e' affidabile, ma se rispetta i patti''.
STORACE, SIAMO DEMOCRATICI E CHIEDIAMO RISPETTO
''Non proponiamo il modello fascista, ma chiediamo rispetto''. E' questo uno dei passi della relazione conclusiva di Francesco Storace al primo congresso della Destra. Il leader del movimento ha insistito in piu' occasioni sul fatto che il congresso ha approvato uno statuto innovativo e all'avanguardia rispetto alla democrazia interna.
''Dobbiamo stare attenti - ha spiegato ai 1.200 delegati - perche' puo' essere anacronistico presentarci in campagna elettorale a chiedere un voto sulla storia''. In un altro punto della sua relazione Storace ha usato una battuta per prendere le distanze da Teodoro Buontempo che ieri aveva cercato di riabilitare molti aspetti del ventennio: ''A Buontempo - ha detto ironicamente il segretario del partito - abbiamo perdonato perfino la 'mondezza' per le cose belle che ieri ha detto''. L'ex ministro della Sanita' ha ricordato che oggi si celebra il crollo del Muro di Berlino: ''Noi ci siamo battuti con i nostri valori anche per la liberta' di quei popoli''
STORACE, NULLITA' NON E' SANTANCHE' MA ALTRI. NON C'E' RANCORE, MA LEI AVRA' RIMPIANTI
Francesco Storace, nel suo intervento conclusivo al congresso de La Destra, torna sulla definizione di 'nullita'' rivolta a chi ha lasciato il partito nei mesi scorsi.
"Mai pronuncerei questo termine per Daniela Santanche'", assicura Storace correggendo le interpretazioni date alle sue parole. Il segretario ricorda "il patema d'animo per tre mesi", nel periodo in cui la ex portavoce spingeva per portare il partito in un'altra direzione. Una scelta che secondo il segretario e' "un trionfo di irresponsabilita' e di impolitica. Perche' io ci sto se c'e' qualcuno che mi dice levati di mezzo perche' sono meglio di te, ma se quel qualcuno dice levati di mezzo perche' voglio liquidare il partito io non ci sto. Ma non pronuncerei mai il termine nullita' rivolto a Daniela Santanche', che ha fatto un'altra scelta rispetto a noi: non c'e' rancore, ma sara' lei ad avere rimpianti. Io mi rivolgevo agli altri che se ne sono andati".
CONGRESSO APPROVA LA NOTTE SCORSA STATUTO PARTITO
Si conclude oggi, nel Salone delle Fontane all'Eur, il primo congresso nazionale de La Destra.
Una seduta fiume, durata fino a tarda notte, ha invece dato il via, ieri, al nuovo statuto che prevede l'elezione 'in ticket' di segretario e presidente del partito, quest'ultimo proposto dal segretario, e, un'assemblea nazionale di 400 membri. Subito dopo la relazione conclusiva di Francesco Storace, sara' messa ai voti l'unica mozione generale, firmata dallo stesso segretario uscente .
LA DESTRA: SALERNO, APRIAMO ANCHE ALL'UDC
''Non e' e non deve essere soltanto il PdL il nostro unico interlocutore e lancio l'invito all'Udc a riflettere su una proposta politica sostenibile e realizzabile, che metta al centro una politica sociale a cui contribuire ciascuno con le proprie identita'''. Lo dichiara Roberto Salerno, responsabile nazionale dell'Ufficio elettorale de La Destra.
''Un polo sociale, quindi - aggiunge Salerno - che metta al centro la famiglia, i lavoratori, i pensionati e le piccole e medie aziende, oggi ignorate dalle politiche lobbistiche del Governo di Berlusconi. Un polo sociale che riaffermi l'autentica cultura del centrodestra, cosi' come La Destra aveva impostato e che Berlusconi ha invece disatteso nei fatti''. ''Una cultura - conclude Salerno - che il PdL vuole di fatto annullare dal panorama politico italiano, ma di cui oggi, invece, se ne sente piu' che mai la necessita'. Avvieremo a tal fine le opportune diplomazie per verificare l'ipotesi di questa apertura''.
BUONTEMPO,BICAMERALE E' ERRORE,SERVE COSTITUENTE
''Le cattive abitudini della politica ritornano sempre''. Con questa battuta Teodoro Buontempo ha commentato, a margine del congresso della Destra, l'accordo tra Fini e D'Alema per una bicamerale sul federalismo.
Secondo il vice di Francesco Storace, ''il sistema della bicamerale per fare le riforme e' ormai fallito da trent'anni''. Per l'esponente della Destra e' necessario invece dar vita ad una costituente: un Parlamento ad hoc eletto con il proporzionale puro che riformi la Costituzione il cui testo dovra' essere poi sottoposto a referendum. ''Va bene il dialogo tra gli schieramenti opposti - ha detto Buontempo - sulla strada delle riforme. Questo e' un dato di maturita' democratica, ma la bicamerale ha gia' fatto il suo tempo''. Questa notte e' stato approvato all'unanimita' lo statuto del Partito. Prevede un' Assemblea nazionale composta da 400 rappresentanti. Il segretario viene eletto in ''ticket''insieme al presidente del partito.
STORACE, FINI E D'ALEMA LAVORANO PER NON FARLO
''C'e' un accordo tra Fini e D'Alema per fare il federalismo? questo vuol dire che non vogliono farlo''. Con questa battuta Francesco Storace ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse del federalismo a margine del congresso de La Destra
STORACE, VERRA' ANCHE MOMENTO ALLEANZA CON PDL
''Siamo un partito democratico orgoglioso della sua indipendenza. Siamo nati per raccogliere consensi e per dare ai cittadini. Non siamo un'opposizione. Verra' anche il momento delle alleanze''.
E' questo un passo dell'intervento conclusivo con il quale Francesco Storace ha chiuso la tre giorni del primo congresso. L'ex governatore del Lazio ha giudicato ovvio che l'attenzione della Destra ''si rivolga al soggetto politico piu' vicino, il Pdl''.
''Dovremmo guardare a Veltroni?'', ha chiesto alla platea dei delegati che hanno ovviamente risposto con un diniego ''Dobbiamo essere capaci - ha detto ancora Storace - di spostare a Destra l'asse del bipolarismo italiano. Io sono contento, come uomo politico, di aver lavorato per il bipolarismo. Tuttavia oggi mi batto per un bipolarismo che non abiuri i valori della Destra''
STORACE, NON SAREMO IL BANCOMAT DI BERLUSCONI
''Non saremo il bancomat di Berlusconi da utilizzare a sua convenienza''. Lo ha detto Francesco Storace nel discorso conclusivo del congresso de La Destra.
Rivolgendosi ai delegati il leader del movimento ha sottolineato: ''ricordate pero' che sta a noi non farci trattare come un bancomat''.
Nel suo discorso Storace si e' intrattenuto in piu' occasioni sui rapporti con il Pdl. ''E' ovvio - ha sottolineato - che parliamo male del Pdl perche' lo sguardo si posa su chi ci e' vicino''. L'ex ministro della sanita' si e' detto pronto ''a fare opposizione contro Berlusconi, anche se non c'e' il luogo dove farlo. Denunceremo comunque gli errori che fa. Al centrodestra mancano i valori. Il Pd lo ha capito ed ha cercato di invadere una destra nulla''. Storace ha invitato tutti a sdrammatizzare il rapporto con il Pdl: ''basta con le analisi del sangue quotidiane nel nostro partito su chi ama Berlusconi. Qui c'e' gente che ama solo La Destra. Non possiamo sempre a stare a chiederci cosa facciamo con il Pdl. Dovranno essere loro ad interrogarsi su quello che noi vogliamo fare''.
Infine Storace ha confermato di ritenere Berlusconi inaffidabile dopo la mancata alleanza alle ultime elezioni: ''ma dobbiamo chiederci anche dove sta un altro leader politico che sia piu' affidabile di lui. Presto potremmo chiederci non se e' affidabile, ma se rispetta i patti''.
STORACE, SIAMO DEMOCRATICI E CHIEDIAMO RISPETTO
''Non proponiamo il modello fascista, ma chiediamo rispetto''. E' questo uno dei passi della relazione conclusiva di Francesco Storace al primo congresso della Destra. Il leader del movimento ha insistito in piu' occasioni sul fatto che il congresso ha approvato uno statuto innovativo e all'avanguardia rispetto alla democrazia interna.
''Dobbiamo stare attenti - ha spiegato ai 1.200 delegati - perche' puo' essere anacronistico presentarci in campagna elettorale a chiedere un voto sulla storia''. In un altro punto della sua relazione Storace ha usato una battuta per prendere le distanze da Teodoro Buontempo che ieri aveva cercato di riabilitare molti aspetti del ventennio: ''A Buontempo - ha detto ironicamente il segretario del partito - abbiamo perdonato perfino la 'mondezza' per le cose belle che ieri ha detto''. L'ex ministro della Sanita' ha ricordato che oggi si celebra il crollo del Muro di Berlino: ''Noi ci siamo battuti con i nostri valori anche per la liberta' di quei popoli''
STORACE, NULLITA' NON E' SANTANCHE' MA ALTRI. NON C'E' RANCORE, MA LEI AVRA' RIMPIANTI
Francesco Storace, nel suo intervento conclusivo al congresso de La Destra, torna sulla definizione di 'nullita'' rivolta a chi ha lasciato il partito nei mesi scorsi.
"Mai pronuncerei questo termine per Daniela Santanche'", assicura Storace correggendo le interpretazioni date alle sue parole. Il segretario ricorda "il patema d'animo per tre mesi", nel periodo in cui la ex portavoce spingeva per portare il partito in un'altra direzione. Una scelta che secondo il segretario e' "un trionfo di irresponsabilita' e di impolitica. Perche' io ci sto se c'e' qualcuno che mi dice levati di mezzo perche' sono meglio di te, ma se quel qualcuno dice levati di mezzo perche' voglio liquidare il partito io non ci sto. Ma non pronuncerei mai il termine nullita' rivolto a Daniela Santanche', che ha fatto un'altra scelta rispetto a noi: non c'e' rancore, ma sara' lei ad avere rimpianti. Io mi rivolgevo agli altri che se ne sono andati".
Cosa Mi unisce a Francesco Storace, il rispetto! di Luigi Crespi
Che cosa unisce un anarco-libertario post ideologizzato come me a Francesco Storace leader della destra sociale italiana? Il rispetto per chi ha scelto il proprio cammino senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno, e che vive senza alcuna ipocrisia e con il rispetto di se stesso e della propria pulizia. (g)
Certo, anche se sull’avvento di Cristo io la penso come Pannella, si è trattato di fecondazione eterologa, nulla toglie al fatto che la vita abbia spesso incrociato e sovrapposto le nostre strade. Si tratta di incontri come quelli ai quali mio fratello Ambrogio fungeva da consolatore per entrambi, chiusi nel piccolo ufficio al Senato ed asfissiati dal fumo e dalla noia, oppure come quelli fatti in un’estate siciliana davanti ad una favolosa zuppa di pesce servita nel ristorante dove Gino Paoli ha scritto una delle sue celebri canzoni, fino alla nascita del suo partito e a tutte le traversie che si sono succedute fino ad arrivare ieri alla sua incoronazione a segretario di un partito che conta quasi un milione di voti e quindicimila iscritti.
Il giorno che l’ho conosciuto ad Arcore era sotto di 15 punti nella corsa alla presidenza della regione Lazio e non avrei scommesso due lire sulla sua vittoria ed invece gli ho visto consumare le suole delle scarpe e ribaltare una situazione come non ho mai visto fare a nessuno. In questi anni ci sono stati tanti momenti belli che ricordo con affetto e qualcuno brutto che non vi racconterò.
Francesco rappresenta in un panorama in cui i valori, l’amicizia, la lealtà, il coraggio sono obnubilatati dall’interesse, dall’opportunismo, dalla viltà, un elemento di assoluta discontinuità, qualcosa che difficilmente si piega al senso comune. Molte delle cose per cui si batte con i suoi le reputo giuste e tante altre non le condivido ma mi sono battuto con lui perché avesse la possibilità di esprimersi, di confrontarsi, di misurasi ed è per questo che dice il vero su Daniela Santanchè.
La straordinaria intuizione che l’ha portata ad essere il primo candidato premier donna in Italia, il carico di aspettative che ha saputo generare e la fiducia che le è stata data da tutto l’elettorato de La Destra sono qualcosa che lei ha buttato via in preda ad un narcisismo tipicamente maschile. E’ come se fosse rimasta schiava della caratterizzazione inventata dalla Cortellesi, un eccesso verbale, un’aggressività ingiustificata e soprattutto un innamoramento per il suo personaggio.
E’ vero avendo seguito la campagna de La Destra ad un certo punto ho dovuto abbandonare, lasciare perché quel personaggio, antagonista anche al proprio potenziale bacino elettorale, è stato il vero limite, l’impedimento che il partito di Storace ha avuto di varcare la mitica soglia del 4%, perché è stata proprio lei ad andare allo scontro frontale con Berlusconi inducendo gli elettori del centrodestra non a confluire ma a diffidare. Una mossa sbagliata il cui prezzo è stato salato per tutti.
Complessivamente la campagna de La Destra e della Santanchè rimangono una delle più grandi campagne di comunicazione fatte in Italia, costruita in soli 40 giorni e senza una lira. Adesso Storace ed il suo partito devono fare i conti con il futuro che nessuno gli può negare.
Certo, anche se sull’avvento di Cristo io la penso come Pannella, si è trattato di fecondazione eterologa, nulla toglie al fatto che la vita abbia spesso incrociato e sovrapposto le nostre strade. Si tratta di incontri come quelli ai quali mio fratello Ambrogio fungeva da consolatore per entrambi, chiusi nel piccolo ufficio al Senato ed asfissiati dal fumo e dalla noia, oppure come quelli fatti in un’estate siciliana davanti ad una favolosa zuppa di pesce servita nel ristorante dove Gino Paoli ha scritto una delle sue celebri canzoni, fino alla nascita del suo partito e a tutte le traversie che si sono succedute fino ad arrivare ieri alla sua incoronazione a segretario di un partito che conta quasi un milione di voti e quindicimila iscritti.
Il giorno che l’ho conosciuto ad Arcore era sotto di 15 punti nella corsa alla presidenza della regione Lazio e non avrei scommesso due lire sulla sua vittoria ed invece gli ho visto consumare le suole delle scarpe e ribaltare una situazione come non ho mai visto fare a nessuno. In questi anni ci sono stati tanti momenti belli che ricordo con affetto e qualcuno brutto che non vi racconterò.
Francesco rappresenta in un panorama in cui i valori, l’amicizia, la lealtà, il coraggio sono obnubilatati dall’interesse, dall’opportunismo, dalla viltà, un elemento di assoluta discontinuità, qualcosa che difficilmente si piega al senso comune. Molte delle cose per cui si batte con i suoi le reputo giuste e tante altre non le condivido ma mi sono battuto con lui perché avesse la possibilità di esprimersi, di confrontarsi, di misurasi ed è per questo che dice il vero su Daniela Santanchè.
La straordinaria intuizione che l’ha portata ad essere il primo candidato premier donna in Italia, il carico di aspettative che ha saputo generare e la fiducia che le è stata data da tutto l’elettorato de La Destra sono qualcosa che lei ha buttato via in preda ad un narcisismo tipicamente maschile. E’ come se fosse rimasta schiava della caratterizzazione inventata dalla Cortellesi, un eccesso verbale, un’aggressività ingiustificata e soprattutto un innamoramento per il suo personaggio.
E’ vero avendo seguito la campagna de La Destra ad un certo punto ho dovuto abbandonare, lasciare perché quel personaggio, antagonista anche al proprio potenziale bacino elettorale, è stato il vero limite, l’impedimento che il partito di Storace ha avuto di varcare la mitica soglia del 4%, perché è stata proprio lei ad andare allo scontro frontale con Berlusconi inducendo gli elettori del centrodestra non a confluire ma a diffidare. Una mossa sbagliata il cui prezzo è stato salato per tutti.
Complessivamente la campagna de La Destra e della Santanchè rimangono una delle più grandi campagne di comunicazione fatte in Italia, costruita in soli 40 giorni e senza una lira. Adesso Storace ed il suo partito devono fare i conti con il futuro che nessuno gli può negare.
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